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Scuola, verso un centro unico di cottura alle Pianazze

La proposta è stata analizzata dai commissari comunali, in attesa del parere del revisore dei conti. Cir food è il mandatario dell'Ati che ha proposto il progetto, che ha un costo di 3 milioni di euro.

Scuola, verso un centro unico di cottura alle Pianazze

La Spezia - Si avvicina la realizzazione di un centro unico di cottura dei pasti delle scuole comunali. In attesa del parere del revisore dei conti i membri della commissione Pubblica istruzione presieduta da Marco Frascatore hanno analizzato ieri il project financing che Cirfood, mandataria di un'Ati costituita con altre due aziende, ha proposto all'amministrazione comunale. Da nessuno dei commissari sono state sollevate obiezioni alla realizzazione del progetto, ma il licenziamento della pratica, che sarà sottoposta al voto del consiglio comunale, è stato posticipato, proprio in attesa del pronunciamento del revisore dei conti del Comune.

A illustrare la proposta è stata l'assessore all'Istruzione Giulia Giorgi: "Si tratta di un progetto presentato nel 2016 per realizzare un centro di cottura dei pasti su un terreno comunale nella zona delle Pianazze. L'idea è stata ritenuta valida poiché al momento in città ce ne sono due, uno all'interno della scuola primaria della Pianta e nel plesso del 2 giugno, ma entrambi operano in spazi ristretti e sono costretti a produrre più pasti di quella che sarebbe la quantità ottimale. Sarebbe dunque un miglioramento delle condizioni di lavoro, ma abbiamo chiesto la modifica di alcuni aspetti economici del progetto: alla fine dei 17 anni e quattro mesi di concessione il Comune riceverà la struttura a costo zero. Inizialmente, invece, era previsto un esborso di 800mila euro, poi scesi a 400mila. Inoltre la manutenzione ordinaria e quella straordinaria saranno a carico di chi gestirà il servizio, senza che ci siano aumenti di costo delle tariffe. L'atto che ne deriva sarà propedeutico a una gara in cui l'offerta tecnica avrà un peso del 70 per cento, mentre quella economica varrà al massimo il 30 per cento del punteggio".

Il dirigente dei Servizi educativi, Massimiliano Curletto, ha spiegato che per portare il progetto ad essere a costo zero per l'amministrazione è stato aumentato di un anno il periodo della concessione: "Si stima che per realizzare la struttura occorra un anno e quattro mesi, mentre la concessione era prevista di una durata di 15 anni, elevata a 16. Il vantaggio principale di questa proposta è la sostituzione dei due centri di cottura attuali: ci sarebbe un miglioramento sotto il profilo organizzativo e per la preparazione di diete speciali. E inoltre si potrebbero liberare i locali attualmente occupati alla Pianta e al 2 giugno e utilizzarli come refettori o come aule didattiche. Oltre a costi di costruzione della struttura, che si aggirano intorno ai 2 milioni di euro, è prevista una spesa di 460mila euro per macchinari moderni e un investimenti di 430mila euro per migliorare le mense e gli altri spazi scolastici legati alla somministrazione del cibo. Nel bando sarà richiesta una fornitura di prodotti a chilometro zero e biologici".
Trattandosi di un project financing Cirfood avrà il diritto di prelazione, potendo quindi eguagliare l'offerta più vantaggiosa che dovesse essere proposta da un'azienda concorrente, aggiudicandosi così il bando.

Paolo Manfredini, che già aveva seguito la questione quando ricopriva il ruolo di assessore all'Istruzione, ha domandato al dirigente quale potrebbe essere nel dettaglio l'utilizzo degli spazi liberati e se sia prevista una clausola di rinnovo al termine della concessione.
"Al 2 giugno è probabile la trasformazione del centro di cottura in un refettorio, per ridurre i turni ai quali sono costretti oggi gli alunni, ma sarà necessario effettuare le dovute valutazioni: anche le scuole dell'infanzia sono molto sacrificate. E no - ha aggiunto Curletto - non è prevista alcuna clausola".
Rispondendo a Umberto Costantini, il dirigente ha spiegato che l'analisi delle spese previste ha portato a ritenere congrui gli importi e che la struttura si estenderà per 800 metri quadrati, con le cucine al primo piano e il magazzino al secondo.
"Capisco la necessità di razionalizzare - ha dichiarato Donatella Del Turco - ma con un punto di cottura unico e decentrato i pasti non rischiano di arrivare freddi? E come può un'azienda occuparsi di pasti e costruzioni?".
"Nella prima fase l'Ati comprenderà un'azienda che si occupa di edilizia. L'ipotesi di mantenere due centri di cottura è stata abbandonata per concentrazione di costi e necessità di liberazione degli spazi", ha chiarito Curletto.
Infine Patrizia Saccone ha domandato come sia possibile una concessione così lunga e chi controllerà che sia effettuata la manutenzione dei locali.
"Le concessioni di servizi sono in funzione del ritorno degli investimenti e la norma prevede un massimo di 30 anni: 16 sono stati ritenuti un periodo congruo per ammortare i costi di costruzione. I controlli sulla manutenzione, stimata in 80mila euro annui, saranno compiuti dal Comune".

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