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Scuola di Religione: teologia e didattica dell’immagine

Scuola di Religione: teologia e didattica dell’immagine

La Spezia - C’è anche la didattica fondata sulla “teologia dell’immagine” nell’insegnamento di Religione cattolica al tempo del Covid–19. Se ne è parlato nei giorni scorsi alla Spezia al corso di aggiornamento per insegnanti, organizzato come ogni anno dall’ufficio diocesano Scuola ed educazione. Il corso, introdotto dal direttore dell’ufficio don Giuseppe Savoca, ha collegato i problemi attuali della didattica (in gran parte connessi con l’insegnamento a distanza) con il tema della lettura dell’immagine, nel centenario della nascita di padre Nazareno Taddei, il gesuita grande esperto della materia, vissuto a lungo alla Spezia.
In particolare, nella sua lezione, si è soffermato sulla “teologia dell’immagine” Egidio Banti, docente all’Istituto superiore di Scienze religiose liguri. L’immagine su cui si è soffermato è stata una di quelle che, nel periodo più critico del Covid–19, ha fatto il giro del mondo: Papa Francesco che prega da solo, nella sera romana, in un piazza San Pietro del tutto vuota, quasi irreale. “L’immagine – ha detto Banti – ci mostra una duplice assenza: quella del popolo nella piazza e quella dell’altare, di solito posizionato sulla stessa pedana dove si trovava il Papa”. Ma la presenza del Papa, illuminato dai riflettori, e dietro di lui la fiamma accesa di un tripode, ribaltano letteralmente quell’assenza in una “presenza eucaristica”.
Secondo Banti, la citazione che viene in mente è quella di una celebre pagina di Teilhard de Chardin, la “Messa sul mondo”: il sacerdote che, pur privo del pane e del vino, offre al Padre “il lavoro e la pena del mondo”. Nel “ribaltamento” offerto da una lettura eucaristica dell’immagine, c’è anche l’indicazione di una speranza, per i cristiani e per il mondo: quel mondo che, nella storia, “geme e soffre come per le doglie del parto” (e la pandemia sta in un tale contesto), attraverso Cristo, e quindi l’Eucaristia che ci ha donato, si avvia verso i “cieli nuovi e la terra nuova”. Così, allo stesso modo, il “silenzio eucaristico” del Venerdì e Sabato Santo anticipa e prepara la Pasqua. Una speranza che spinge la Chiesa, e tutti noi, a operare sempre meglio nella nostra vita.presente ai corsi di aggiornamento spezzino, parlerà sul tema “ Vita ricevuta, vita tolta: l'esperienza della pandemia e la lezione della fragilità ”. Nei giorni di venerdì e di sabato (sabato soltanto con la tecnica a distanza) ci so no state le relazioni di don Aldo Basso, sacerdote della diocesi di Mantova ed esperto di insegnamento della Religione cattolica. In particolare, sabato don Basso ha parlato sulle “Basi dell’autostima nei bambini: condizioni per favorire l’esperienza della gioia e della sicurezza di sé”. L’ultima relazione del corso è stata tenuta da Luca Raspi, insegnante e collaboratore dell’ufficio Scuola dell’arcidiocesi di Genova, sul tema “Nuove prospettive per la pedagogia e la didattica nell’insegnamento della Religione", argomento utile anche per la preparazione ai prossimi concorsi per il ruolo.

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