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Sanità, tutti in piazza il 25 ottobre. Il sindaco: "Nuovo ospedale resti pubblico"

In Sala Dante si è parlato del nuovo ospedale e della vertenza degli Oss di Coopservice che con la reinternalizzazione del servizio e il bando in uscita rischiano di rimanere senza lavoro.

Il convegno di Cgil, Cisl e Uil

La Spezia - "Mancano le lenzuola per i pazienti!". Le ultime parole pronunciate a gran voce da una Oss mentre Sala Dante iniziava a svuotarsi sono l'emblema delle criticità che sta attraversando la sanità spezzina. Una serie di problematiche croniche di cui le vicende legate all'appalto, al progetto e alla realizzazione del nuovo ospedale sono solamente la punta dell'iceberg. Ed è per questo che Cgil, Cisl e Uil hanno chiamato la città e la provincia a raccolta con "Emergenza sanità", il convegno di questa mattina, e con l'annuncio della manifestazione che si svolgerà venerdì 25 ottobre alle 17.30, quando il corteo partirà dal Sant'Andrea per arrivare in Piazza Mentana.

Ricordando che "la sanità è un bene costituzionale", Antonio Carro, segretario provinciale della Cisl, ha aperto i lavori di fronte a una platea che vedeva presenti, tra gli altri, il sindaco Pierluigi Peracchini, il presidente del consiglio comunale, Giulio Guerri, i consiglieri comunali Guido Melley, Fabio Cenerini, Massimo Caratozzolo, Dina Nobili e Federica Pecunia e l'ex primo cittadino, Massimo Federici.
Mario Ghini, segretario generale di Uil Liguria, ha parlato della vertenza che riguarda 158 Oss dipendenti di Coopservice che rischiano di perdere il lavoro a causa della reinternalizzazione del servizio decisa dalla Regione, che a giorni bandirà un bando per l'assunzione di 500 Oss.
"Queste lavoratrici e questi lavoratori - ha detto Ghini - non hanno al momento alcuna garanzia di mantenimento del posto di lavoro. E' indispensabile che la Regione le fornisca, altrimenti, se servirà, metteremo le tende davanti a Palazzo ducale".
Parlando del possibile naufragio dell'appalto per la costruzione del nuovo ospedale da parte di Pessina costruzioni, Ghini ha ricordato che "la provincia aveva un ospedale con 100 posti letto, che bene o male funzionava. Oggi al suo posto c'è una distesa di terra con un muraglione ancora da collaudare. Il San Bartolomeo è già vecchio e sappiamo quali sono le difficoltà per il San Niccolò. La sanità ligure non funziona, ha costi elevati e una qualità medio bassa: lo ha certificato la Corte dei conti. Siamo qua per chiedere alle istituzioni se sono con noi. Servono investimenti al più presto. Non accetteremo nessun piano che coinvolga i privati nella gestione del nuovo ospedale: la sanità è e deve restare pubblica", ha concluso Ghini.

"Nel 2015 la sanità ligure aveva un deficit di 95 milioni e secondo il Sole24Ore la provincia spezzina si piazza al 100esimo posto in Italia: vuol dire essere il sud del sud. Dobbiamo scalare una montagna, in un Paese che sta attraversando una grave crisi". Questo il quadro tracciato dal sindaco Peracchini nel suo intervento. "Ma si può migliorare, per esempio nel campo delle liste di attesa. Non dimentico che negli anni passati era stata sancita l'esternalizzazione dei servizi ausiliari, che oggi ritornano di competenza del pubblico, mettendo però a rischio molti posti di lavoro: potete contare su di me", ha detto il primo cittadino, rivolto agli Oss presenti in sala.
"In Toscana - ha ribadito andando a parlare dei problemi del cantiere del Felettino - sono stati costruiti 9 ospedali in 5 anni. Qua invece nel 2014 è stata fatta una scelta originale, quella di un appalto integrato, vinto dall'Ati costituita da Pessina Coopservice e Psc e sappiamo come sono andate le cose. Nei giorni scorsi ci siamo impegnati, con il presidente Toti: o Pessina riprende subito i lavori oppure si farà una nuova gara. L'unico piano B esistente è costruire comunque l'ospedale trovando i soldi da aggiungere ai 106 milioni rimasti sul piatto. L'ospedale si deve fare: passeranno su di me. E non sarà affidato a privati, deve restare pubblico".

Dal palco Melley ha definito annosi i problemi della sanità spezzina, ma ha sostenuto che "negli ultimi anni la centralizzazione decisa dalla Regione con la costituzione di Alisa ha peggiorato le cose. La nostra Asl sembra essere diventata terra di conquista da parte di manager lombardi". Sul nuovo ospedale: "L'appalto è stato lasciato in mano a Genova: non sono campanilista, ma non mi sono sentito garantito e la situazione oggi è quasi compromessa. Il tempo dell'attendismo è finito, dobbiamo alzarci e andare a Genova e se servirà anche a Roma, senza guardare i colori politici".

Carla Mastrantonio, segretaria dello Spi Cgil, ha sottolineato i 27 anni di attesa per il nuovo ospedale e ha aggiunto: "Siamo la provincia con il minor numero di posti letto per abitante: siamo a 2,2 per mille rispetto a un valore di legge di 3,7. Le lunghe liste di attesa non ci sono solo per le visite ma anche per gli interventi. Mancano personale, organizzazione e posti letto. Gli spezzini sono ormai rassegnati a ricorrere al privato o ad andare fuori dai confini territoriali. Eppure viviamo nella provincia con più anziani, nella regione con l'età media più alta. Solo una Asl ligure, e non è la nostra, ha varato i criteri richiesti dal Piano nazionale sulle liste d'attesa. Bisogna intervenire subito, perché dare appuntamenti dopo mesi è il modo migliore per spingere i pazienti verso il settore privato".
Dalla maggioranza consiliare di centrodestra è giunta la voce di Fabio Cenerini: "E' finito il tempo delle polemiche. La supervalutazione del Sant'Andrea, la partecipazione di una sola impresa e il mancato ribasso erano elementi che dovevano mettere in guardia e sulle varianti Ire non doveva dire per forza sì. Ma ora è molto importante l'unità della città, al di là del Bracco il tema interessa meno che agli spezzini".
A confermare il sostegno alla causa da parte di tutto il territorio ci ha pensato il sindaco di Bolano, Alberto Battilani, presidente del Distretto socio sanitario 17, mentre Salvatore Currenti, di Fp Cisl, ha rivelato di non aver mai visto in 40 anni di lavoro la sanità spezzina in condizioni gravi come quelle attuali: "Gli infermieri hanno un'età media di 50 anni. Ci sono problemi di organico ovunque in tutte le categorie, anche tra gli amministrativi. Abbiamo solo un tecnico per i controlli sull'acqua potabile. Quando manca i controlli semplicemente non si fanno. E lo stesso vale per l'unità che svolge i controlli sugli alimenti. Il personale della Psal è carente, si fanno poche verifiche e piangiamo le morti bianche...".

L'ultimo intervento politico è stato quello di Federica Pecunia che ha ammesso l'importanza dell'unità di intenti richiamata dal sindaco e da Cenerini, sostenendo però che l'amministrazione regionale debba assumersi la responsabilità di quando fatto dal 2015. "Dopo 5 anni il debito è rimasto invariato e a fronte di questo è aumentata l'Irpef. I costi delle fughe sono raddoppiati, passando da 34 a 56 milioni tra il 2017 e il 2018, mentre per il prossimo anno se ne prevedono per 71 milioni di euro. Questo perché la nostra Asl è al collasso. Sanità e lavoro danno dignità alla persona: servono garanzie nel concorso per gli Oss".

A tirare le conclusioni della mattinata è stata Lara Ghiglione, segretaria provinciale della Cgil spezzina.
"Quella di oggi è la prima tappa di un percorso che coinvolgerà tutti. Il diritto alla salute anche lotta a disuguaglianze. Nella sanità ligure manca una progettualità. Toti si dice orgoglioso: sì, abbiamo qualche punta di diamante grazie all'abnegazione del personale, ma accanto c'è una palude di carenze e difficoltà. I tempi di attesa, le notti trascorse dai pazienti sulle barelle dei Pronto soccorso... Viene da chiedersi dove si curi il presidente Toti. Da anni diciamo che la visione ospedalocentrica è superata, che serve una sanità presente sul territorio. Ma è anche evidente che un presidio al passo coi tempi è imprescindibile. Sappiamo che il bando era perfettibile, ma ora dobbiamo guardare avanti: abbiamo due obiettivi da traguardare. Le risorse devono rimanere sul territorio e servono garanzie in questo senso da parte di tutti, dalla Regione al ministero. E inoltre non può essere privato a costruire l'ospedale, deve restare pubblico. Mi fa piacere che lo abbia detto il sindaco della Spezia, ma la garanzia la vorrei dalla Regione. Vediamo cosa sta succedendo nel Ponente. La vertenza degli Oss è una nostra priorità e rappresenta la leggerezza con cui si affrontano i temi. E' possibile l'assorbimento diretto? Ho molte perplessità. Ma è chi governa che deve trovare le soluzioni. L'assessore Viale ha detto che sarà al vostro fianco: vorrei proprio sapere come".

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Il pubblico presente in Sala Dante


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