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Sanità, i sindacati: "Gli unici non colpevoli sono cittadini e lavoratori"

Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials commentanto il quadro che si è creato all'interno della Asl 5, dove la revoca del contratto a Pessina è solo uno dei problemi.

I problemi quotidiani in ospedale

La Spezia - "Come pubblico abbiamo appreso dalle commissioni consiliari comunali, in quanto nessuno ci ha convocato come categorie sindacali, della revoca del contratto a Pessina e la conseguente fine, mai iniziata veramente, dei lavori per il nuovo ospedale della Spezia. Senza entrare nel merito di come e perché si sia arrivati a questo punto, in quanto oggi scopriamo da ogni parte che tutti immaginavano tutto e che i fiumi di parole continueranno a scorrere per parecchio, vorremmo semmai porre l’accento sulla realtà quotidiana". A fare il punto sulla sanità spezzina anche attraverso le ultime vicende del nuovo ospedale sono le segreterie provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e Fials.

"Una quotidianità - proseguono le sigle - che dice che fin tanto che i vari uffici non avranno deciso cosa fare della nostra sanità spezzina avremo cittadini che non riescono ad ottenere una risposta sanitaria adeguata e gli ormai soliti noti seri professionisti che giornalmente combattono per garantire una prestazione dignitosa sia all’utenza che per loro stessi. Professionisti quasi rassegnati ad accettare di lavorare nella totale emergenza per anni nella speranza di vedersi ricollocati in un nuovo polo d’eccellenza (frase fin troppo abusata), ma che oggi invece scoprono di essere stati ancora una volta presi in giro. Per anni non si è mosso nulla trincerandosi dietro l’impossibilità, dovuta ad un piano che aveva affidato in permuta ciò che tuttavia veniva usato giornalmente. Come sindacati spesso ci siamo chiesti se avessero concesso in permuta anche gli operatori, visto che dopo gli “sforzi” dei bandi di concorso degli anni passati, il personale infermieristico supera di poco il migliaio, il personale tecnico il centinaio, mentre per Riabilitazione e Prevenzione siamo oramai a quote imbarazzanti.
Senza parlare poi dei medici. Pensare che al 30 settembre ne erano presenti poco più di 350 per tutta l’Asl lascia più che un pensiero amaro.
Questo è il quotidiano, il quotidiano e un’azienda alla quale si chiede costantemente di tagliare, e il paradosso e che ad esserne colpiti siano proprio coloro i quali questa azienda la tengono in piedi ormai da anni. Si fanno le pulci ai dipendenti per indennità usate al “condizionale”, si istituiscono commissioni disciplinari con commissari privi di competenze specifiche sanitarie, si considerano orari convenzionali, laddove in realtà da anni si impongono altre tipologie di turnazioni, e l’elenco sarebbe infinito, sebbene con onestà intellettuale come organizzazioni sindacali spesso ci siamo domandati se questa Direzione sanitaria, non sia essa stessa il frutto di un ingranaggio imperfetto. Ma oggi non siamo in cerca di un colpevole, siamo semplicemente a dire chi non lo è. Sicuramente non lo è il cittadino. Non lo è il personale sanitario e amministrativo di questa Asl che per troppo tempo ha sofferto di questa vergognosa situazione e che vorrebbe capire ancora per quanto sia destinato a questo girone infernale".

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