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Sanità, all'ospedale di Sarzana mancano gli infermieri

Cavarra incontra i primari: quadro genericamente positivo. Preoccupazione per il futuro del Laboratorio analisi.

Sanità, all'ospedale di Sarzana mancano gli infermieri

La Spezia - Dopo il sopralluogo al cantiere della Casa della salute, il sindaco di Sarzana, Alessio Cavarra, e l’assessore comunale alla Sanità, Juri Michelucci, hanno fatto visita questa mattina all’ospedale San Bartolomeo, dove per circa due ore hanno incontrato i primari di tutti i reparti presenti nel nosocomio.
“E’ il primo - ha detto Cavarra ai medici - di una serie di appuntamenti che programmeremo e in cui, di volta in volta, affronteremo aspetti e questioni sul tappeto essendo tutti chiamati a lavorare insieme per garantire ai cittadini un’offerta sanitaria adeguata e sostenibile”.
E alla fine della riunione il quadro che è emerso sulla funzionalità e la capacità di risposta all’utenza dell’ospedale sarzanese è stato più che positivo. E questo per bocca degli stessi dottori che però hanno lamentato, anche se non in tutti i reparti, la carenza di personale infermieristico.
E’ questa la nota dolente di cui Cavarra parlerà nell’incontro che chiederà all’assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo.
Per il resto il concetto di complementarietà tra i nosocomi di Sarzana e La Spezia, la visione strategica e univoca dell’offerta sanitaria sull’intero territorio provinciale, sono emersi quali punti di forza che in futuro consentiranno alla struttura sarzanese e spezzina di crescere ancora e raggiungere livelli di eccellenza.
Ne è convinto il dottor Stefano Berti, primario di Chirurgia: “La sinergia messa in atto dall’Asl - ha detto - ha consentito di utilizzare al meglio le risorse e l’ottima strumentazione che abbiamo a disposizione testimonia tutto questo. Da noi, ci sono le professionalità e la logistica, con un incremento di infermieri potremmo far lavorare il blocco operatorio fino a 10-12 ore al giorno avvicinandoci a livelli di eccellenza”.
In quest’ottica va anche la collaborazione con l’Università di Genova che ha inviato proprio nel reparto chirurgico sarzanese 3 specializzandi “che - ha detto il dottor Berti - con il loro entusiasmo ben si integrano con medici di esperienza”.
“Una volta per tutte - ha aggiunto il dottor Raffaele Staffiere, primario del Pronto soccorso- vorrei che fosse chiaro che non c’è alcun rischio di chiusura del reparto: l’azienda ci ha infatti dotato di personale ed attrezzature come abbiamo richiesto investendo in questo servizio; basta allarmismi ingiustificati”. Sulla stessa lunghezza d’onda i colleghi con l’unica eccezione del primario del Laboratorio analisi dottor Fabio Evangelisti che si è detto preoccupato “del fatto che la prevista riorganizzazione possa depotenziare il servizio”.
Su questo punto il sindaco ha chiesto è ottenuto rassicurazioni sul fatto che l’ipotesi di accorpamento del reparto non andrà ad inficiare il servizio offerto ai cittadini. Cavarra si è comunque impegnato a verificare con l’Asl il numero delle unità di personale che resteranno a disposizione del laboratorio “dove - ha detto il sindaco - il laboratorio di tossicologia deve essere preservato”.“A parte ostetricia e ginecologia - ha concluso il primario di medicina Giovanni Berisso - il resto della struttura è stato potenziato e l’ospedale di Sarzana è tutt’altro che una scatola vuota; certo è necessario superare le criticità dell’organico ma anche il coinvolgimento dell’Università che verrà potenziato testimonia la qualità e la capacità formativa dell’ospedale”.
All’incontro erano presenti anche il direttore della direzione sanitaria ospedaliera Decia Carlucci, i medici primari Daniele Bertoli (cardiologia), Alberto Sancin (ortopedia), Umberto Repetto (urologia), Pieraldo Canessa (pneumologia), Ilan Rosemberg (radiologia), Cinzia sani (rianimazione e anestesia) e Fabrizio Neri (oculistica) .

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