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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Maggio - ore 08.00

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San Michele Arcangelo tornerà bella come nel XVII secolo

Grazia al progetto "I luoghi del cuore" del Fai iniziano le opere di restyling dei due altari laterali della chiesa di Pegazzano.

Abbandonata nel 1952
San Michele Arcangelo tornerà bella come nel XVII secolo

La Spezia - Al via i lavori per il restauro dei due altari laterali della “Chiesa vecchia di San Michele Arcangelo” di Pegazzano, che il FAI - Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo sostengono con un contributo di undicimila euro, assegnato nell’ambito del progetto I Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare. Grazie all’impegno del Comitato cittadino “Pro chiesa di San Michele Arcangelo in Pegazzano”, che si è fatto capofila dell’iniziativa in sinergia con diverse realtà cittadine ed extracittadine (tra cui varie associazioni culturali, ben 18.558 persone, nel
2016, sia alla Spezia che in tutta Italia fino a molti italiani residenti all’estero), la chiesa è stata selezionata fra i beni meritevoli di intervento e di relativo contributo. La Chiesa anticamente era situata all’inizio di una via di collegamento tra la costa occidentale del Golfo e la zona collinare, da cui si scendeva alla costa del Mar Ligure in prossimità delle attuali Cinque Terre. Recenti studi archeologici hanno rilevato per l’epoca medievale una certa importanza di questa via di collegamento, da cui anche se ne intuisce un’importanza sempre maggiore di questa chiesa: le sue dimensioni sono infatti più grandi del necessario rispetto alla popolazione del vicino abitato, che all’epoca della edificazione (o forse riedificazione) nel 1348 non era ancora molto numeroso. Lungo i secoli la chiesa è stata ampliata e nel XVII secolo ha raggiunto le dimensioni attuali, arricchita di due altari laterali policromi a stucco. Abbandonata nel 1952 in seguito ai danneggiamenti dovuti alla II Guerra Mondiale, fu usata in modo improprio come magazzino ed officina, sebbene la popolazione sperasse di tornarne in possesso ed uso. Inevitabile, comunque, il degrado conseguente ai danni di guerra ed agli utilizzi successivi.

L’intervento, reso possibile grazie al contributo “I Luoghi del Cuore”, interesserà il restauro dei due altari laterali, databili intorno alla metà del XVII secolo: sebbene molto danneggiati, sono ancora abbastanza integri nelle forme e leggibili nelle cromie originarie. Il restauro eviterà la scomparsa definitiva delle cromie e, anzi, restituirà all’intera chiesa la bellezza nobile dei due elementi seicenteschi ed arricchirà l’interno dell’edificio dandone completezza. Marzia Bertolla, restauratrice incaricata dalla Soprintendenza di Genova, seguirà i lavori: “Con questo restauro saranno valorizzati due elementi di grande pregio conservati nella chiesa. Dei due altari, databili al XVII secolo, quello collocato a destra ha le particolarità di contenere una monofora medioevale tamponata e due colonne laterali scanalate di marmo bianco. La finalità principale di questo intervento è quello di bloccare il degrado in atto, ripristinare la leggibilità della decorazione pittorica e in stucco e restituirne alla chiesa la bellezza. Attraverso una serie di interventi di pulitura e consolidamento potremo meglio fruire il bene e salvaguardarlo. Come da progetto, prevediamo di reintegrare gli stucchi ricostruendo le parti mancanti con malta di calce simile alla originale e i dipinti e le cromie degli stucchi con acqua di calce e pigmenti naturali; entrambe le lavorazioni saranno eseguite secondo le indicazioni della Soprintendenza preposta”.

Particolarmente soddisfatta Marinella Caporuscio, capo Delegazione FAI della Spezia: “Siamo sempre vicini al territorio di competenza e ai valori culturali che in esso si rappresentano pertanto si impegna a seguire da vicino i lavori di restauro dei due altari. Fin dagli anni passati il nostro interesse verso questo “luogo del cuore” è sempre stato molto forte e per farne conoscere il valore storico e artistico vi sono stati organizzati eventi, come un concerto con Canto Gregoriano che ha reso ancora più suggestivo l’ambiente e ha suscitato ancora di più l’interesse. L’Italia possiede uno sterminato patrimonio culturale, archeologico, paesaggistico e monumentale talmente vasto, complesso, articolato e capillarmente diffuso che è impossibile che tutte le persone lo conoscano e quindi l’apprezzino. La chiesa ne fa parte". E Don Luca Pescatori, parroco della parrocchia di San Michele Arcangelo: “Il recupero è chiesto ed atteso dalla popolazione da decenni. Quando sono arrivato come parroco, circa nove anni fa, ho trovato molta attesa di recuperare l’antica chiesa dove gli antenati hanno celebrato le tappe della vita familiare fin dai tempi del Medioevo. Insieme ad un gruppo di parrocchiani e di abitanti di altre zone abbiamo formato un Comitato per il recupero dell’antica chiesa; su loro proposta abbiamo partecipato ai vari censimenti che man mano il FAI indiceva per salvare i "luoghi del cuore". Questi censimenti sono nel tempo diventati anche parte della nostra vita perché hanno coinvolto molte persone ed accresciuto l’interesse per la chiesa anche tutto il territorio provinciale e nazionale. Quest’anno il FAI ha ritenuto di intervenire direttamente sostenendo il restauro dei due altari laterali seicenteschi e ci ha dato finalmente la possibilità di recuperare due elementi bellissimi della nostra chiesa. Avevamo da tempo il desiderio di restaurarli ma le nostre possibilità economiche erano limitate, senza l’aiuto del FAI sicuramente quest’intervento sarebbe stato rimandato di chissà quanto tempo, ed invece diventerà realtà”.

Gino de Luca, Presidente del "Comitato pro chiesa di San Michele Arcangelo, Pegazzano - La Spezia": "Essere stati inseriti dal FAI negli interventi di recupero e salvaguardia finanziati dalla iniziativa “I Luoghi del Cuore” ci riempie di gioia e orgoglio. Vincente è stato l’impegno profuso da tutto il Comitato che ha raccolto migliaia di firme tramite parrocchie, sindacati, fabbriche, gente comune. Un particolare ringraziamento va a Paola Tomassone, Fiorangela Polidori e Susanna Varese, alla Parrocchia di san Michele Arcangelo di Lamoli (Mc) con la quale ci siamo sostenuti a vicenda in questa battaglia e a tutti gli altri comitati con cui abbiamo stretto alleanze. Un grazie anche all’architetto Umberto Quagliata che ha fatto da punto di riferimento con tutte le comunità italiane in America Latina. Il risultato di essere arrivati dodicesimi su 33.000 siti segnalati, primi in Liguria e primi assoluti nella categoria chiese, ci riempie di gioia. Con il contributo stanziato dal Fai e con i soldi raccolti nel tempo possiamo continuare il restauro di questa preziosa Chiesa. La battaglia continuerà finché non la riporteremo agli antichi splendori".

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