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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 07.05

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San Giuseppe, nocciole e mele di Pippo... Finite! | Foto

Primo giorno di fiera. Flussi intensi ma ragionevoli, prezzi in lieve aumento grande spazio invece per gli affari con oggetti di marca.

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La Spezia - San Giuseppe è una guerra. C'è l'outfit da seguire per camminare dalle cinque ore in su. Scarpe e vestiti comodi devono essere un must per chi entra alla fiera e non ne esce più. Mentre il sipario è calato sul primo giorno già da qualche ora il primo bilancio si può già stilare. Le più contente saranno sicuramente le signore, è a loro che il mercato ambulante più grande d'Europa in questi tre giorni strizza l'occhio insistentemente.
La fiera ovviamente mantiene alcuni aspetti classici, con lenzuola, pentole e vestiti e cibo in quantità. Ma se alcune presenze rimangono costanti i banchi che le propongono diminuiscono per lasciare più spazio a scarpe e vestiti. Resistono anche quest'anno le pentole in pietra e il piumino ultra leggero in colori anche audaci: rosso e blu ma verniciati. Per la cucina, salvo gli attrezzi magici e quest'anno va segnalato lo spremi agrumi che fa solo il succo senza mescolare polpa e semini, i banchi non sono moltissimi. Per lenzuola e biancheria c'è una vasta offerta ma a farla da padrone sono vestiti, scarpe e borse. Anche per i colori c'è un po' di confusione, c'è chi propone il pastello chi punti di colore scuri, quasi invernali. Però non è una stranezza, molti di questi banchi lavorano con gli stock e l'invenduto della stagione invernale e il binomio gennaio/febbraio non ha certamente fatto la fortuna dei negozianti classici.

I prezzi. Ne prendi due e paghi meno Quest'anno si compra bene e nonostante il primo giorno i più esperti non facciano acquisti si sono visti tanti sacchi e sacchetti, per lo più con vestiti e scarpe. I prezzi partono da un minimo 1 euro ad un massimo 79. I prezzi proposti per l'abbigliamento e calzature non superano mediamente la soglia dai 30 ai 45 euro. Da segnalare anche prodotti di marca e molto ricercati, vedi le Converse All Star a 30 euro nella zona del monumento a Garibaldi.
Per attirare i clienti sono decine i banchi che propongono la formula "prendine uno ad un prezzo, ma se ne prendi due ti facciamo pagare meno entrambi". Questa modalità è quasi su tutta la merce e negli anni passati si riscontrava maggiormente per la biancheria intima. Oggi si allarga su tutto quello che si può vendere.

Il cibo, pancia mia fatti capanna. Niente più "nissee" e mele di Pippo. La porchetta parte dai 2.30 euro all'etto, con picchi fino ai 3 euro. I panini partono dai 4.50 euro fino ai 5.50 euro. Il lampredotto c'è ed è una conferma, mentre la farinata di Piazza Europa conquista tanti passanti. C'è un po' d'amarezza per l'assenza delle collane di nocciole, un must della fiera d'altri tempi, e delle mele di Pippo in giro se ne sono viste pochissime. Il croccante parte da due euro all'etto fino ad un massimo di 3 euro. "Io lo faccio pagare 2.5 euro - spiega un commerciante - ma il mio è buono ed è fatto alla vecchia maniera, io di cose strane dentro non ce ne metto".

Le presenze. Dalle 9 un flusso continuo. Dai banchi: "Stavamo meglio in Piazza Verdi". Dici fiera e gli spezzini sono già lì, annusano l'aria per sentire se la cottura della porchetta è cambiata. Intanto una nube di brigidini e dolci invade le aree circostanti. Dalle 9 di questa mattina comunque, prima gli adulti e poi i giovanissimi, un lento e continuo flusso ha invaso tutti i rivoli della fiera. Visitare l'esposizione di banchi e bancarelle non era impossibile. Pochi i passeggini e qualche intasamento nella zona di Viale Mazzini e al Molo, un classico insomma.
Girando qua e la e sentendo qualche voce, l'opinione degli spezzini è sempre la solita. "Io ci vengo per tradizione - racconta Francesca - non posso saltare la fiera! Con i miei colleghi ci organizziamo e veniamo sempre a mangiare qui il nostro panino".
"Il primo giorno - spiega Enrica - è solo per guardare, non bisogna mai comprare subito. Si compra solo se ci sono solo offerte irripetibili, ma non sono così facili da trovare".
"Io ho accompagnato mia moglie- racconta Franco -. La fiera non mi fa impazzire e poi non la vedo così diversa da tutti gli altri anni, controllerò se trovo qualcosa per il bricolage".
"Io vado matta per gli oggetti "magici" della fiera - racconta Sara - i panni, lo spremi agrumi, il bastone magico per lavare in terra. Non li compro quasi mai, anche se sullo spremi agrumi ci sto pensando, mi diverte tantissimo guardarne le presentazioni".
In fiera quest'anno si sono parlate tante lingue diverse e tra le reazioni dei commercianti di Largo Fiorillo c'è una certa nostalgia quando potevano vendere in Piazza Verdi. "Abbiamo visto tanti francesi e molte persone che parlavano l'inglese - raccontano da un banco che vende croccante -. Però non siamo proprio contenti di stare qui in Largo Fiorillo. Il passaggio c'è ma in Piazza Verdi ne avevamo di più".
Dello stesso avviso un banco che vende porchetta: "Anche io stavo meglio in Piazza Verdi. Dal prossimo anno dovremmo avere le postazioni definitive. Speriamo bene".
Cala così il sipario sulla prima giornata di San Giuseppe segnata come al solito da un vento, un po' troppo fresco per essere quasi primavera, e qualche nuvola in cielo dalle 14 in poi. Tra le menzioni speciali: Piazza Verdi e Piazza Europa premiate dall'azienda dei cantieri permettendo così ai cittadini di invadere anche se qualcuno ha scambiato un'installazione di Buren per un attaccapanni. E per domani con la notte bianca e il secondo giorno di fiera c'è da sperare che il cielo sia clemente anche se il meteo pare non la pensi alla solita maniera.

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