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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Settembre - ore 11.24

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Rivoluzione circhi, senza animali avranno la priorità

In votazione al prossimo consiglio comunale un cambio del sistema dei punteggi che tiene tigri ed elefanti lontani dalla città. Brogi: "Il divieto non è possibile, ma questa forma è un primo atto di civiltà pensato per i bambini".

"battaglia di civiltà"
Rivoluzione circhi, senza animali avranno la priorità

La Spezia - La Spezia mette un freno all’arrivo dei circhi con animali sul proprio territorio comunale. O meglio, stabilisce con una normativa la propria preferenza per un tipo di spettacolo che non abbia esibizioni di animali al suo interno. Lo spiazzo nell’area ex IP a Mazzetta, l’unico in città attrezzato per ospitare gli spettacoli itineranti e i luna park, potrebbe quindi non vedere più dromedari, elefanti e tigri attendarsi a partire dal 2020. Tutto ruota attorno a una proposta di delibera che sarà presentata dall’assessorato al commercio al prossimo consiglio comunale dopo il via libera all’unanimità arrivato questo pomeriggio nella prima commissione presieduta da Simone Vatteroni.
Spuntano due righe in fondo al regolamento sulle concessioni di aree pubbliche, che potrebbero fare una grande differenza. "Con questa modifica cambiamo la griglia di punteggio che serve a stilare la graduatoria delle richieste - spiega l'assessore al commercio Lorenzo Brogi - e attribuiamo 25 punti agli spettacoli senza impiego ed esposizione di animali. Apriamo quindi un canale prioritario a queste attività circensi che ottengono una prelazione se vorranno venire alla Spezia. E' una chiara scelta di indirizzo politico quella di andare incontro a quella sensibilità animalista che si sta manifestando e diffondendo in Italia e in tutta Europa".

Tecnicamente gli spettacoli itineranti possono fare domanda ogni anno, tra il 1° gennaio e il 28 febbraio, per tenere i propri show nel piazzale di fronte alle Terrazze. Uno solo risulta vincitore e avrà la possibilità di stabilirsi, per un massimo di dieci giorni, tra il 1° aprile e il 31 maggio successivi. Tra i parametri per la scelta del primo classificato, si dà priorità alle attività con più dipendenti, a quelle con maggiore disponibilità di posti a sedere e con tendoni più grandi. Oltre a questo servono tutta una serie di adempimenti di carattere burocratico per poter entrare in gara, tra cui una polizza fideiussoria che copra danni fino a 200mila euro.
Se il prossimo consiglio comunale darà il via libera, su un massimo di cento punti, un quarto verrà attribuito a chi ha giocolieri e trapezisti, ma non cavalli e tigri. Una direzione nella quale avevano spinto consiglieri di diversa estrazione negli ultimi mesi: dalla leghista Federica Paita alla pentastellata Jessica De Muro fino a Massimo Caratozzolo di Per la nostra città. “Abbiamo trovato da parte della giunta un’autostrada alle nostre richieste - concede Massimo Caratozzolo -. C'è una grande collaborazione che ci permetterà di portare a casa questo risultato che sicuramente è atteso da chi come me ha una sensibilità animalista”.

“Il nostro scopo rimane tuttavia arrivare al bando totale sul nostro territorio dei circhi con animali in città", rilancia Jessica De Muro. In effetti alcuni Comuni hanno provato a stabilire un vero e proprio divieto, ma trovandosi poi a dover passare attraverso costose impugnazioni e sentenze. La città di Alessandria per esempio è stata smentita dal Tar a cui si era rivolto il Circo Medrano nel 2013. "Chi porta avanti la sentenza del Comune di Lucca, l’unica città che ha avuto ragione, deve sapere che in quel caso hanno respinto un circo con animali solo temporaneamente e in virtù dell’indisponibilità dell’area tradizionalmente usata per questo tipo di spettacoli. - spiega Giulia Giorgi, assessore agli animali - E' quindi una situazione del tutto particolare che non crea un precedente per noi".
Da qui la scelta di favorire chi gli animali non li ha mai avuti. “Questa è la forma migliore che potevamo adottare per mettere in atto un'azione di contenimento - sottolinea Brogi -. Ora la partita si gioca sul far sapere ai circhi senza animali che alla Spezia possono venire con buone speranze di trovare posto per le proprie esibizioni. E' un primo atto di civiltà in attesa che le norme nazionali cambino, un segnale forte da parte del Comune. Un modo per educare i bambini e le bambine, ovvero gli uomini e le donne di domani, al rispetto e alla tutela degli animali".

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