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Regalo per sindaco e assessore: "Scarsa sensibilità su rischio falde"

Comitati e associazioni contrari al biodigestore di Saliceti hanno recapitato in Comune l'Atlante degli acquiferi della Liguria.

"Grave ignorare questi atti pubblici"

La Spezia - Come annunciato, stamani comitati e associazioni che si battono contro il progetto del biodigestore di Saliceti hanno fatto tappa alla Spezia consegnando e protocollando in Comune, destinati al sindaco Peracchini e all'assessore all'Ambiente Casati, l'Atlante degli acquiferi della Liguria, realizzato anni fa dall'Università degli Studi di Genova ed edito da Acam spa. Un testo che gli attivisti brandiscono da mesi per sostenere le loro tesi sul rischio di inquinamento della falda acquifera in caso di realizzazione dell'impianto di biodigestione. I sodalizi No Biodigestore Saliceti, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, Italia Nostra , Cittadinanzattiva e Legambiente hanno allegato al 'dono' la seguente lettera.

Le sottoscritte associazioni hanno convenuto di far Loro questo dono perché hanno notato scarsa conoscenza e scarsa sensibilità di fronte al rischio di possibile inquinamento della falda acquifera del Magra, che alimenta i pozzi di Fornola. Prendiamo atto dalle cronache del Consiglio provinciale che il Sindaco del capoluogo è allergico ai confronti sul tema.
In un consiglio comunale del novembre 2019 l’assessore Casati si era spinto a dire che il comune capoluogo non attinge ai pozzi di Fornola. Non è così e una lettura del volume gli potrà chiarire le idee. I pozzi di Fornola assicurano l’acqua potabile di ottima qualità a 150.000 spezzini. Se così fosse il sindaco, nel suo ruolo di presidente della Provincia, dovrebbe essere ugualmente sensibile al problema del rischio falde.
Per ammissione della stessa Recos, che ripete un mantra di tutto il mondo industriale e scientifico, nessuno può garantire il rischio zero.
La Regione, accogliendo il progetto, mette a rischio questa risorsa, per risolvere il problema della carenza di impianti della Città Metropolitana.
La pianificazione provinciale aveva ben presente il problema. Tanto che il sito di Saliceti non è stato neppure preso in considerazione nel Piano d’area per la realizzazione di un digestore anaerobico per i rifiuti organici. In sede di VAS, che ha validato il Piano d’area, l’unico sito considerato per l’organico era Boscalino per quantità pari a un terzo di quelle previste nel progetto Saliceti all’esame della Conferenza dei servizi. Per questo motivo riteniamo gravi (se confermate) le dichiarazioni in Consiglio Provinciale del dirigente del settore Ambiente della Provincia Marco Casarino, secondo cui il sito di Saliceti era già indicato nel Piano d’area. E’ vero, ma per il TMB, già in funzione. Il dirigente deve ben sapere che Boscalino è anche il sito indicato per l’impianto di trattamento dell’organico nel contratto di servizio, sottoscritto da Recos dopo la gara europea del 2016, contratto di cui la Provincia (e Casarino in particolare) è oggi garante. Sarà nostra cura approfondire quanto avvenuto in Consiglio provinciale.
Saliceti è indicato nel Piano territoriale provinciale di coordinamento come sito a criticità idrogeologica EE (Estremamente Elevata). Classificazione di “vulnerabilità elevata” già nota nello studio idrogeologico del dottor Vincenzo Buchignani del 2003.
Sarà utile alle Signorie Loro la lettura dell’Atlante degli acquiferi della Liguria del 2009, autori Brozzo e Marini, commissionato da Acam (pubblica) all’Università di Genova. Uno studio durato sei anni di carotaggi e rilevamenti, non cinque mesi. Sarà già utile la lettura dell’introduzione affidata all’allora dirigente di Acam Acque, ingegner Fabrizio Fincato. Afferma: ““Con la conclusione del progetto di redazione del IV Volume degli Atlanti degli acquiferi della Liguria si aggiunge un fondamentale contributo scientifico alla conoscenza di uno dei corpi idrici più importanti della Liguria, l’acquifero alluvionale della bassa valle del Magra che rappresentala fonte di approvvigionamento idropotabile per circa 150.000 abitanti. Lo studio frutto di una collaborazione fra ACAM ACQUE e UNIVERSITA’ DI GENOVA e di un lungo lavoro di analisi e di approfondimento iniziato nell’ambito del Progetto Europeo Aquanet. Lo studio analizza i diversi aspetti che caratterizzano l’acquifero e individua i principali processi geochimici ed idrogeologici di questo sistema naturale . La conoscenza di questi processi risulta fondamentale per comprendere a quali rischi potenzialmente esposto e quali sono le misure più opportune per la sua salvaguardia. In estrema sintesi, lo studio traccia un quadro finale di valutazione in cui il sistema studiato risulta caratterizzato da una significativa vulnerabilità, pur a fronte di una elevata qualità, circostanze che ci inducono ad assumere un senso di responsabilità ancora maggiore nell’orientare in futuro le priorità di intervento per la sua tutela”. Crediamo che non sfuggirà al Sindaco e al Presidente della Provincia e all’assessore Casati la grave responsabilità che si assumono nell’ignorare questi atti pubblici, soprattutto da parte di chi è anche titolare della salvaguardia della saluta degli spezzini. Buona lettura.


Lettera sottoscritta da No Biodigestore Saliceti (stamani rappresentato da Teresa Maio), Sarzana, che botta! (Carlo Ruocco), Acqua Bene Comune (Fabrizia Giannini), Italia Nostra (Gianfranco Damiano), Cittadinanzattiva (Rino Tortorelli) e Legambiente (Stefano Sarti).

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