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Raggiunto il picco di occupazione ospedaliera della prima ondata

I dati su ricoveri e terapie intensive riportano al 31 marzo. Allora iniziò la lenta uscita dall'emergenza per effetto del lockdown totale, dichiarato dal governo tre settimane prima.

massimo sforzo

La Spezia - E' il momento del massimo sforzo per gli ospedali spezzini, per i suoi medici, i suoi infermieri e tutto il personale sanitario. Ieri i dati sull'occupazione ospedaliera legata alla pandemia di Covid-19 riportano l'ASL5 al 31 marzo scorso, quando ci fu l'apice della prima ondata per le strutture locali, con 148 pazienti ricoverati tra il Sant'Andrea della Spezia e il San Bartolomeo di Sarzana, di cui 18 in terapia intensiva. Oggi la seconda ondata mostra un'aggressività non minore, portando nelle corsie dei reparti Covid 147 pazienti con 14 terapie intensive e obbligando nuovamente ad utilizzare entrambi i nosocomi.

Anche nell'ultima settimana, come nelle due precedenti, il ritmo di crescita è di trenta nuovi ricoveri. Ma il vero balzo in avanti si è avuto proprio tra martedì 10 e mercoledì 11 novembre, con 13 nuovi letti occupati e cinque pazienti in più tra le terapie intensive. Lo stesso salto si era vissuto tra il 29 ed il 30 marzo scorso con 14 ricoveri e cinque gravi in più. Anche l'aspetto della supposta minor gravità dei casi odierni rispetto a quelli della scorsa primavera, sostenuta da alcuni fino a poche settimane fa, è quindi ormai definitivamente smentito dalla proporzione tra chi ha bisogno di supporti più o meno avanzati alla respirazione e il totale dei ricoverati.

Il 31 marzo rappresentò il picco della pressione sugli ospedali, oggi non sappiamo se la crescita sia arrivata al suo punto massimo. Il contesto è diverso, così come le misure adottate per contrastare il contagio. Allora l'Italia era in lockdown da tre settimane e la Liguria in particolare aveva chiuso le scuole già il 24 febbraio, anticipando molte regioni che avrebbero seguito di lì a poco. Oggi la cosiddetta zona arancione è stata istituita sol da poche ore e il pacchetto di misure è certamente più lieve rispetto a quelle contenute dal dpcm dell'11 marzo. La Spezia ha tuttavia conosciuto anche una serie di misure locali, tra cui l'uso obbligatorio della mascherina nei luoghi pubblici in vigore dal 5 settembre. Se allora si videro i primi indizi dell'uscita dall'emergenza, oggi non è detto che l'impegno della sanità spezzina non debba ulteriormente peggiorare nei prossimi giorni.

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