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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Ottobre - ore 15.16

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Quelle 94 vittime rimaste fuori dai dati del contagio

Ci sono cinque settimane in cui la provincia spezzina ha contato 144 morti in più della media degli ultimi cinque anni, ma solo 50 sono i decessi Covid-19 segnalati dall'Istituto superiore di sanità. Cinque morti "anomali" ogni due giorni.

tra febbraio e marzo

La Spezia - E' una fotografia nuova e tutta da indagare quella che offre l'Istat nelle ultime ore dopo aver pazientemente raccolto una mole enorme di dati a livello nazionale e averli poi incrociati con quelli dell'Istituto superiore di sanità. Lo scopo è fornire "una lettura integrata dei dati epidemiologici i diffusione dell’epidemia di Covid-19 e dei dati di mortalità totale acquisiti e validati". In pratica cercare di capire se l'imperversare del virus Sars-Cov-2, come è stato quantificato fino ad oggi, da solo basta a spiegare l'impennata di decessi in alcune province italiane. Una lettura che getta un'ombra di dubbio anche sul territorio che va da Luni e Deiva Marina. Ci sono infatti 94 vittime segnalate in cinque settimane e mezzo, tra febbraio e marzo 2020, che risultano in eccesso rispetto alla media dei cinque anni precedenti e che pure non sono state attribuite al Covid-19. Quasi cinque morti anomali ogni due giorni, per quaranta giorni di seguito, che sollevano forti interrogativi.

Per capire il peso dell'anomalia è necessario partire dal contesto. Quella spezzina viene inserita tra le province a media incidenza di Covid-19, ovvero con tasso di contagio tra i 40 e i 100 casi ogni 100mila residenti. Ma tra questi territori, che potremmo definire di media gravità epidemiologica, è quella in cui si è registrato il più sostenuto aumento della mortalità totale nelle prime settimane di diffusione dell'epidemia. Il periodo di riferimento va dal 20 febbraio (primo caso italiano) al 31 marzo: le vittime alla Spezia e provincia sono state 487 contro 343 decessi in media nello stesso periodo tra 2015 e 2019. Una crescita locale del 51,7%, registrata mentre nel resto delle aree a media diffusione dell’epidemia (1.778 comuni e 35 province prevalentemente del Centro-Nord) "l’incremento totale dei decessi per il complesso delle cause" è stato di 2.426 in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti, ovvero una media del 12% in più. Di questi, la metà circa attribuibile ai morti risultati positivi al Covid-19.

I deceduti spezzini in eccesso sono quindi 144, ma le vittime Covid ufficiali dichiarati dal sistema sanitario in quel lasso di tempo sono solo 50. Ci sono quindi 94 vittime fuori media: "inspiegabili", o comunque non ancora indagate. Quasi cento vite perse per cui è lecito iniziare a farsi qualche domanda. Il forte sospetto è che, se ufficialmente l'epidemia è entrata nel 10,3% dei decessi di quelle cinque settimane, in realtà il dato potrebbe essere fortemente sottostimato. Le cause possibili? Pochi tamponi fatti che non hanno permesso di portare alla luce tutti i casi di positività. Pazienti non testati per scelta perché non presentavano la sintomatologia "classica" ritenuta riferibile a Covid-19. O, infine, la crisi del sistema ospedaliero travolto dai ricoveri in massa.
E' lo stesso Istat a mettere in fila queste ipotesi. "Possiamo, con i dati oggi a disposizione, solo ipotizzare tre possibili cause: una ulteriore mortalità associata a Covid-19 (nei casi in cui non è stato eseguito il tampone), una mortalità indiretta correlata a Covid-19 (decessi da disfunzioni di organi quali cuore o reni possibile conseguenza della malattia scatenata dal virus in persone non testate come accade per analogia con l’aumento della mortalità da cause cardiorespiratorie in corso di influenza), ed infine una mortalità indiretta non correlata al virus ma causata dalla crisi del sistema ospedaliero nelle aree maggiormente affette".

Numeri a cui seguiranno prossimamente quelli di aprile, che per le vittime Covid è stato il periodo più difficile in Asl 5. Una raccolta di dati che prosegue a ritmo forzato e anche a rischio di un certo margine di errore, che comunque difficilmente cambierebbe il quadro. "L’Istat si è impegnato a garantire la diffusione di queste informazioni con una tempistica molto serrata, con l’accortezza però che i dati vanno considerati provvisori e soggetti a variazione con i prossimi aggiornamenti", avverte l'istituto. "La validazione dei dati dei decessi dei 7.904 comuni italiani si basa sull’ammontare dei primi tre mesi dell’anno 2020, confrontato con i dati dello stesso periodo media 2015/2019. Sono stati utilizzate le variazioni assolute e percentuali di periodo, dei singoli mesi e l’informazione di presenza di morti Covid-19 (fonte Iss). Alla luce di queste analisi l’Istat ha valutato di non diffondere i dati per 1.038 comuni per i quali il decremento registrato nel 2020 è probabilmente da attribuire ad un non completo o non tempestivo flusso delle notifiche dei dati da parte del Comune". Il dato spezzino è già però molto consistente perché si basa su una copertura del 93,8% dei comuni e del 99,1% della popolazione.

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