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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 12.46

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Progetto "Giona": per il futuro del mare serve educazione

L’iniziativa si rivolge a tutti gli studenti delle scuole promuovendo un modello a didattica verticale per promuovere la conoscenza, la salvaguardia, il rispetto e la protezione dell’ambiente marino.

sabato la presentazione
Progetto "Giona": per il futuro del mare serve educazione

La Spezia - Presentato questa mattina in Comune il Progetto "GIONA — EducAZIONE per il futuro del mare”, di cui la città capoluogo è partner e i cui referenti sono l'Istituto comprensivo Isa12 e l'associazione sportiva Progetto Mare. Un progetto che vede la presenza di importanti e prestigiosi partner e sponsor: Cmre-Centre for Maritime REsearch and Experimentation, Nato, Sea Sheperd, Eri (European Research Institute), Comuni di Lerici e Santo Stefano Magra, ContShip, Parco Nazionale delle Cinque Terre e Lega Navale di Lerici. A questi si aggiungono altri Enti che prestano il loro sostegno in termini di consulenza e/o supporto informale: Università di Pavia Cibra, Cnr, Enea, Associazione Vela Tradizionale, Associazione Per il Mare. L’Isa12, sotto l’egida della Dirigente Maria Angela Rebecchi, è già stato istituto organizzatore e di riferimento del progetto provinciale "Scuole per L’European Cetacean Society Conference”, che ha visto la partecipazione di 16 scuole, tra superiori di primo e secondo grado, primaria e infanzia, alla 32esima edizione della Conferenza internazionale sui cetacei. In tale occasione ha creato una rete di collaborazioni tra scuole/docenti/Istituti di Ricerca/Università/Istituzioni che intende consolidare con il progetto Giona.

Progetto Mare
è un’associazione sportiva, riconosciuta dalla Uisp, che opera da diversi anni con lo scopo di sviluppare la conoscenza della cultura marinara attraverso crociere, navigazioni d’altura, immersioni e azioni di divulgazione della pratica marinara. Annoverando biologi marini nel proprio gruppo di lavoro, svolge anche un’attività di insegnamento scientifico riguardo la fauna e la flora marina, promuove la salvaguardia e diffusione della cultura del mare e dei suoi valori: condivisione, solidarietà, responsabilità, stili di vita positivi nel rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Imparare per mare è un’avventura, imparare insieme è un’avventura. Essere un equipaggio è dunque il grande valore educativo della navigazione.

Il progetto, che sarà al centro dell’incontro in programma sabato 2 febbraio alle 15 presso la Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso”, è stato illustrato in anteprima dal sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e dalla professoressa Maria Angela Rebecchi, Dirigente dell’Isa12. Alla presentazione erano presenti anche il dirigente USP della Spezia Roberto Pecennini; il Comandante della Capitaneria di Porto Massimo Seno; il comandante Paolo Lombardi, referente di Cmre; Giampietro Sara, biologo marino referente del Progetto Mare. L’iniziativa si rivolge a tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, alle scuole primarie e dell'infanzia, promuovendo un modello a didattica verticale con sotto-progetti differenziati e sviluppati in base alle specifiche fasce di età degli studenti. L’obiettivo è quello di inserire tematiche importanti - come la conoscenza, la salvaguardia, il rispetto e la protezione dell’ambiente marino – nel curriculum progettuale dei percorsi scolastici delle scuole liguri che vivono e, un domani, lavoreranno sul mare.

Le discipline coinvolte sono: Scienze. Tecnologia, Educazione fisica, Arte e Immagine, Musica. Il Progetto Giona si snoda in sotto progetti i cui temi sono biologia ed ecologia marina, progetto di ricerca sulla bio-acoustica nel contest dell’accordo di collaborazione tra il Nato Sto Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) ed Istituti Scolastici Superiori della Spezia, Progetto “Per gli oceani”. In collaborazione con Sea Shepherd e European Research Institute (ERI), Il mare nell’arte.

Il progetto tiene conto delle linee guida sull'educazione ambientale pubblicate il 9 settembre 2015 e redatte dal MIUR e dal Ministero dell'Ambiente e le relative le indicazioni per qualificare l'educazione ambientale come didattica per competenze. "L’educazione allo sviluppo sostenibile - si legge nelle linee guida - si candida a diventare il progetto nell’ambito del quale promuovere le competenze necessarie per mettere in discussione i modelli esistenti, per migliorarli e per costruirne insieme di nuovi. Educare i nostri figli e noi stessi, alla sostenibilità significa attivare processi virtuosi di cambiamento complessivo dei comportamenti e degli stili di vita. Un nuovo approccio all’ambiente fondato sulla sfera valoriale prima che su quella cognitiva". Le linee sull'educazione ambientale fanno specifico riferimento al documento delle Nazioni Unite UNECE 2012 “Learning for the future – Competences in education for SustainableDevelopment” nel quale vengono delineate le competenze degli educatori allo sviluppo sostenibile. Esse prevedono ad esempio l'"integrazione tra pensiero e pratica" e la capacità di "immaginare il cambiamento esplorando futuri alternativi", il che implica un cambiamento del modo di imparare e dei sistemi di apprendimento. I saperi, in questo contesto, diventano saperi applicati ad un compito di realtà: quello di educarsi ad un futuro sostenibile.

Fra gli obiettivi individuati ci sono la diffusione della conoscenza dell’ambiente marino e dei suoi abitanti, in particolare dei cetacei, la promozione di attività di scienza diffusa e di buone pratiche per la tutela dell’ambiente marino, l'avvicinamento degli studenti più grandi allo studio di discipline scientifiche, facendoli partecipare a una vera campagna di raccolta dai e, successivamente, facendoli affiancare da ricercatori e scienziati nella fase di analisi e rielaborazione. Infine la possibilità di sviluppare le capacità e sensibilità artistiche e avvicinare gli studenti alle diverse forme di comunicazione visiva, pittorica/scultorea.

C.Alf.

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