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Primo rifornimento Gnl, cinque ore di operazioni davanti ai curiosi | Foto

Il traguardo odierno rappresenta una pietra miliare nel settore: si tratta del "rabbocco zero" in Italia su una nave da crociera.

TUTTO REGOLARE
Primo rifornimento Gnl, cinque ore di operazioni davanti ai curiosi

La Spezia - C'era attesa e anche una certa partecipazione da parte degli spezzini transitanti da molo Italia, per il primo rifornimento in Italia a mezzo bettolina di Gas naturale Liquefatto (GNL) ad una nave da crociera. Protagonista è stato il porto della Spezia che ha ospitato l'operazione, disciplinata dalla Capitaneria di porto della Spezia con l’autorizzazione apposita in cui sono state inserite tutte le prescrizioni di sicurezza già individuate nella bozza di regolamento ai fini della tutela dell’ambiente, della sicurezza della navigazione, della tutela dei lavoratori marittimi e ai fini antincendio. Tutto regolare dunque al molo Garibaldi Ovest, dove è stato effettuato un rifornimento storico per il nostro Paese: era la prima volta e tutto è avvenuto con assoluta regolarità, nel rispetto dell’atto autorizzativo e conformemente alla valutazione del rischio complessivo (risk assessment) redatto da un primo “organismo riconosciuto” e validato da un secondo, ovviamente diverso dal primo. La valutazione del rischio complessivo ha tenuto conto di tutti gli scenari possibili che si possano verificare nell’interfaccia nave-nave e navi-terminal e, sulla base di tale studio, individuati i fattori di rischio che, con le prescrizioni adottate, sono stati portati a valori molto prossimi allo “zero”. In effetti si tratta di un primo rifornimento per l’Italia, che ha visto coinvolti gli stessi attori (la nave da crociera Costa Smeralda e la bettolina Coral Methane della Shell) che hanno effettuato tale operazione in precedenza già altre 49 volte presso gli scali di Barcellona e Marsiglia, tutti conclusi senza problematiche di sorta.

Le operazioni hanno avuto inizio alle 10.58 e termine alle 16.13 e per l’intero arco temporale, con Ordinanza n.164 del 21.10.2020 della Capitaneria di porto - che ha coordinato e controllato l’attività (a bordo presenti un Ufficiale del servizio sicurezza della navigazione della capitaneria, il chimico del porto ed il tecnico del Bureau Veritas che ha validato la valutazione del rischio) - è stata interdetta la navigazione per un raggio di 100 mt. dal punto di attracco delle manichette, al fine di non creare moto ondoso secondo la valutazione del rischio di cui sopra. In effetti, il trasferimento vero e proprio di combustibile avviene in poco più di 5 ore - con un rateo massimo di rifornimento di circa 630 m 3 /h - per un totale di bunker pari a 2400 m 3 circa (l’equivalente di 1040 m/tonn. circa). Il rifornimento “ship-to-ship” di GNL a navi da crociera rientra, nel suo piccolo, in un discorso molto più ampio perseguito dall’Unione Europea. Con il Decreto Legislativo 257/2017 il Governo italiano ha infatti recepito, dandone attuazione, la Direttiva sulla realizzazione di una infrastruttura, a livello europeo, per i combustibili alternativi, al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore trasporti. Nella citata direttiva è previsto che entro la fine del 2025 sia disponibile una rete centrale di punti di rifornimento GNL, tra i quali si annoverano anche le bettoline, per le navi che operano nei porti marittimi e per la fine del 2030 per le navi in acque interne. Attualmente nel mondo 400 navi su 80.000 sono a propulsione GNL e si prevede che tale numero arrivi, nel 2030 a 1000 unità. L’I.M.O. (International Marittime Organization) - agenzia delle Nazioni Unite che sovrintende alle attività marittime - ha affermato come il trasporto marittimo sia responsabile del 3% delle emissioni globali di gas climalteranti, incentivando in tal senso gli armatori al passaggio ad energie alternative tra le quali, il più accreditato sembra essere proprio il GNL che riduce del 15% le emissioni di CO2, del 70% l’emissioni di SOX e del 90% quelle di polveri sottili.

Oggi sono in costruzione o in ordine una ventina di navi da crociera (ad esempio 11 sono state ordinate dal gruppo Carnival e 4 dalla MSC) e con l’apertura a questo nuovo tipo di rifornimento, per il quale sono state previste tutte le possibili misure di sicurezza a 360°, il porto della Spezia si pone non solo in linea con le volontà dei legislatori unionali e nazionali, ma in anticipo rispetto a tutti gli altri porti nazionali per rendere il porto della Spezia “scalo privilegiato” nelle pianificazioni crocieristiche delle società armatrici per le navi “green”. Il rifornimento su Costa Smeralda ha visto la collaborazione di Guardia Costiera, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, autorità e operatori locali, Shell e Gruppo Costa. L'operazione rappresenta una pietra miliare nel settore: si tratta del primo rifornimento mai eseguito in Italia su una nave da crociera. "Siamo lieti che la nostra ammiraglia a LNG Costa Smeralda sia stata parte di questa operazione così importante per il settore marittimo in Italia e per il porto della Spezia - ha dichiarato Franco Porcellacchia, Sustainable Innovation and Infrastructure Development Vice President del Gruppo Costa - Carnival Corporation e Costa sono stati i primi a investire in innovazione sostenibile, puntando sulla tecnologia LNG per le navi da crociera, che fa parte di un impegno più ampio per garantire i più elevati standard ambientali per un futuro sempre più sostenibile delle crociere".

"Il rifornimento eseguito oggi è stata la cinquantesims operazione di bunkeraggio svolta con successo per una nave del Gruppo Costa. Si tratta di un traguardo significativo, raggiunto insieme ai nostri partner, che dimostra l'impegno di Carnival per la sostenibilità e l’utilizzo delle tecnologie di propulsione più avanzate oggi disponibili”, ha dichiarato Tom Strang, Senior Vice President Maritime Affairs, Carnival. "Il Gruppo Carnival è all’avanguardia nello sviluppo dell’LNG come fonte di carburante per l'industria delle crociere, e sta lavorando per costruire un'infrastruttura ampia, sicura e affidabile in tutto il mondo".

“Obiettivo del gruppo di lavoro è stato quello di adottare adeguate norme e procedure per garantire i più elevati standard di sicurezza a cominciare da quella legata alla navigazione, alla tutela ambientale, alla prevenzione incendi fino alla sicurezza dei luoghi di lavoro" - ha dichiarato Giovanni Stella, Comandante della Capitaneria di Porto della Spezia. “Ogni prescrizione adottata è stata puntualmente osservata e siamo particolarmente soddisfatti che l’operazione abbia avuto un’evoluzione assolutamente regolare. Grazie a questa positiva esperienza, riteniamo che altre autorità marittime possano adottare il regolamento che abbiamo definito in modo da far crescere i punti di distribuzione nei porti italiani come indicato dalle normative italiane ed europee". "Un traguardo importantissimo è stato raggiunto per la prima volta nel nostro Paese e siamo orgogliosi che questo, ancora una volta, sia successo proprio nel porto di Spezia" ha dichiarato Carla Roncallo, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. "Ringrazio in particolare la Capitaneria di Spezia e la Direzione Marittima della Liguria, che insieme a Costa Crociere hanno reso possibile questa operazione, tenendo sempre al centro di tutto il tema della sicurezza".

Costa Smeralda è la prima nave alimentata a LNG della flotta Costa, a cui seguirà la gemella Costa Toscana, la cui consegna è prevista nell’ultimo trimestre del 2021. Un'altra nave a LNG, AIDAnova, è già operativa nella flotta del Gruppo Costa dal 2018. Altre due navi gemelle di AIDAnova entreranno in servizio entro il 2023. Per quanto riguarda il resto del Gruppo Carnival Corporation, è stata recentemente consegnata una terza nave alimentata a LNG, la Iona di P&O Cruises UK. L’utilizzo del gas naturale liquefatto, la tecnologia di propulsione attualmente più avanzata per abbattere le emissioni delle navi, permette di eliminare quasi totalmente le emissioni di ossidi di zolfo (zero emissioni) e particolato (riduzione del 95-100%), riducendo significativamente anche le emissioni di ossido di azoto (riduzione diretta dell’85%) e di CO2 (riduzione sino al 20%).

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