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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Maggio - ore 23.21

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Post su turismo e Olocausto, bufera sul presidente Alessandro

Una frase criptica accompagnata dalla foto di Auschwitz ha infiammato gli animi. Poi la cancellazione.

Post su turismo e Olocausto, bufera sul presidente Alessandro

La Spezia - "Cari amici di Facebook, sono molto dispiaciuto se nel mio post precedente - appena rimosso dai gestori di Facebook, e ciò mi inquieta molto - si è letto uno scarso rispetto, da parte mia, per l'Olocausto. Non era certo mia intenzione offendere, men che mai su un soggetto come questo, anche se reputo ogni discorso toccabile, e con qualunque registro, quando a fin di bene. Ho scelto dunque un tema così forte perché l'argomento sollevato - il turismo indirizzato in massa verso i luoghi sacri - non trova ancora coscienze attente. Non c'è verso: se fiorisce il turismo non importa mai come, a quale prezzo; il rispetto dei luoghi, delle persone, delle loro storie svanisce o passa in secondo piano. Se proprio non vogliamo parlare dei campi di sterminio (ho visto selfie divertiti sotto la scritta "Arbeit macht frei", perfino dei saluti romani) si veda allora cosa accade con il turismo religioso, e cosa si fa delle Cinque Terre o di Venezia. Questo volevo dire e, se qualcuno si è sentito offeso dal mio tono sinceramente sconfortato, non mi rimane che chiedere scusa".

Ieri sera, con questo lungo post su Facebook, quasi una messa in prosa, il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Vittorio Alessandro, ha inteso spiegare il senso di quanto pubblicato una manciata di ore prima (e poi cancellato dai signori di Fb, in virtù delle segnalazioni loro pervenute), cioè un'immagine delle porte del campo di sterminio nazista di Auschwitz, accompagnata da queste parole: "Vabbe', lo sterminio... però ha portato tanto turismo".

Un'uscita che ha scatenato un po' di like, qualche faccina triste, perplessa o arrabbiata, e un grappolo di commenti, gran parte dei quali di (sorpresa) condanna, poggiante essenzialmente su due elementi: la mancanza di rispetto del presidente verso l'Olocausto e l'opportunità, per un rappresentate delle istituzioni, di donare a Facebook un post del genere. Molti - per esempio l'assessore bolanese Paolo Ricciardi, o l'esponente di Rifondazione Jacopo Ricciardi ("Brutto e infelice questo post di Vittorio Alessandro. Da lui non me lo aspettavo. Chi riveste un ruolo pubblico deve stare attento a ciò che scrive") -, ben conoscendo Alessandro e la sua incompatibilità culturale con qualsiasi sentimento antisemita, hanno fatto leva proprio su questo secondo punto. Certo, c'è anche chi, come detto, c'è andato giù più pesante, come se l'ammiraglio fosse impazzito all'improvviso. Va detto che il post era abbastanza criptico e il presidente ha di certo esposto il fianco. In maniera decisamente hardcore - questa l'opinione di tanti commentatori -, inconciliabile con la condotta di chi ricopre cariche pubbliche.

Sferzante il commento - poi scomparso assieme al post - del consigliere comunale Pd spezzino Maurizio Ferraioli: "Considero il suo post non solo greve come da lei definito ma altamente offensivo per i milioni di persone che hanno perso la vita in quei campi, Ebrei, Testimoni di Geova, Omosessuali, Zingari, Dissidenti politici, militari e disabili. Prima di fare battute si dovrebbe pensare alla ferita che quel periodo e quei luoghi hanno lasciato sull'intera Umanità. Il 27 gennaio si celebra la giornata della memoria. Spero che possa avere un momento di riflessione e comprendere che certe frasi non sono ammissibili neanche per scherzo. Ma forse se lei provasse solo ad immaginare cosa è stato forse farebbe marcia indietro e cancellerebbe questo post. Non trovo altre parole". E ancora, sul suo profilo: "La cancellazione del post da parte del signor Alessandro Vittorio (che però ha detto che il post lo ha rimosso Fb, ndr), Presidente del Parco delle Cinque Terre non è sufficiente. Si attendono scuse ufficiali. Ringrazio quanti hanno condiviso le mie parole".

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