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Poliziotti di quartiere in classe per raccontare la legalità ai più giovani

Centoquattro incontri nelle scuole per spiegare i rischi del web e il ruolo dell'agente in difesa dei cittadini.

Poliziotti di quartiere in classe per raccontare la legalità ai più giovani

La Spezia - Anche quest’anno, nell’ambito delle attività di informazione rivolte ai giovani, la Polizia di Stato spezzina ha offerto un importante contributo alle istituzioni scolastiche. Dall’autunno dello scorso anno ad oggi, sono stati 104 gli incontri che la Polizia di Stato, attraverso i suoi Poliziotti di quartiere, ha tenuto per far avvicinare i giovani alle istituzioni e fornire loro utili strumenti di socializzazione e conoscenze sui mezzi istituzionali esistenti per risolvere le proprie e altrui problematiche.

!Spesso i giovani, e non solo loro – lo notano i poliziotti di quartiere – sono sprovvisti delle nozioni di base del tessuto sociale, passando dal più esclusivo ambito familiare ai luoghi protetti di scuole e palestre e alla frequentazione di luoghi pubblici sempre più estesi e socialmente articolati. Una cosa che è stata notata è, per esempio, la diffusa ignoranza riguardo ad alcuni elementi fondamentali, come la nozione di imputabilità dell’ultraquattordicenne e di non imputabilità del minore degli anni quattordici, l’età del consenso e il fatto che un insegnante sia a tutti gli effetti un pubblico ufficiale".

Il questore Francesco Di Ruberto è andato incontro alle richieste dei dirigenti scolastici della Spezia e provincia, offrendo a loro sostegno i poliziotti di quartiere che hanno condotto 66 incontri con 42 classi delle scuole superiori, 25 incontri con 24 classi delle medie inferiori e 13 incontri con 10 classi delle scuole primarie, parlando complessivamente con più di 1500 studenti durante l’anno scolastico 2017/2018, fornendo loro nozioni e chiarendo i loro dubbi, spesso originati dai media, tipo cosa sia la legittima difesa in ambito domestico o l’uso improprio dei social network e del web.
Gli incontri di quest’anno, come da direttive ministeriali, sono stati dedicati soprattutto a quattro filoni tematici: educazione alla legalità, cyberbullismo, bullismo e l’applicazione YouPol.

YouPol è la recente app della Polizia di Stato, un software pratico e utile per segnalare i fenomeni in atto di bullismo e droga, sia registrandosi sia in forma anonima. Tale app, tramite la geolocalizzazione dello smartphone e la possibilità di allegare foto e scrivere un testo, consente al cittadino di richiedere l’immediato sopralluogo di una pattuglia delle forze dell’ordine (nel caso di registrazione dell’utente, la sala operativa della Questura invierà una notifica di ogni operazione effettuata: presa in carico della segnalazione, trattazione, chiusura dell’evento). YouPol è in funzione presso le Questure di tutte le province italiane dallo scorso 15 maggio, e il suo uso corretto è stato illustrato nell’ultimo mese a più di 200 studenti.
"Si tratta di un ulteriore strumento offerto dal Ministero dell’Interno - si legge nella nota - per far fronte alle problematiche del bullismo, dopo l’entrata in vigore, lo scorso anno, della Legge 71/2017 ("Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo"), che è stato illustrato a quasi mille studenti della nostra provincia e, in alcune occasioni, ai genitori che ne hanno fatto richiesta ai dirigenti scolastici".

"Un’attività a sé - si legge ancora -, fortemente voluta dal Ministero dell’Interno con il Miur e con la collaborazione del mensile Polizia moderna, è stata il concorso “PretenDiamo Legalità”, rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e medie inferiori e superiori, finalizzato alla promozione della cultura della legalità. Gli alunni delle scuole che hanno aderito al concorso hanno partecipato ad una serie di incontri con i Poliziotti di Quartiere, volti a stimolare una riflessione sulla necessità di superare ogni chiusura e isolamento e di imparare dal passato per costruire il futuro, per favorire attraverso la memoria la costruzione di una coscienza civile contro ogni forma di sopruso e di illegalità. Tale riflessione si è concretizzata con elaborati artistici realizzati dalle scuole dello spezzino e valutati da una apposita commissione, presieduta dal Questore e da un dirigente del Miur, che ha individuato due lavori che sono stati inviati al Ministero dell’Interno per la selezione nazionale".

"La polizia di prossimità opera sul territorio dal 2004, avvicinando le istituzioni ai cittadini e fornendo un supporto d’informazione e di ascolto a tutti - conclude la nota -. Alla luce dei risultati ottenuti, soprattutto in ambito scolastico, la richiesta da parte dei dirigenti scolastici per un incremento degli interventi nelle scuole è in aumento, pertanto l’ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura sta organizzando già per il prossimo anno scolastico un’intensificazione di questa fondamentale attività di supporto.

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