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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 13.49

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Poche auto e tanti bus, ma all'ecosistema spezzino servono più isole pedonali

I dati Ecosistema Urbano di Legambiente premiano ancora la Spezia: è 12esima in Italia. La qualità dell'aria è ok (ma minacciata dalle crociere) e migliora la differenziata, ma l'acquedotto è una gruviera e la depurazione scarsa.

IL REPORT
Poche auto e tanti bus, ma all'ecosistema spezzino servono più isole pedonali

La Spezia - Quasi dieci posizioni scalate in tre anni, ora la Spezia è a un passo dall'entrare tra le dieci migliori città italiane per la qualità del suo Ecosistema urbano. Anche quest'anno Legambiente si è messa studiare i capoluoghi di provincia italiani valutandoli secondo 17 diversi indicatori significativi suddivisi in sette aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Ne esce una graduatoria che valuta con un numero tra 0 e 100 la vivibilità complessiva. "Non un obiettivo da libro dei sogni, ma un voto che si può conquistare rispettando da una parte i vincoli di legge per aria, acqua, depurazione, rifiuti e dall’altra con valori in linea con le esigenze dei cittadini e di una mi­gliore qualità della vita, come nel caso del trasporto pubblico o delle isole pedonali", ricorda il report.
Ebbene, la Spezia è alla dodicesima posizione con un punteggio di 65.37 quando l'anno scorso era diciassettesima, nel 2016 era ventunesima e nel 2015 addirittura 39esima a livello nazionale. Una progressione continua, ma che nel dettaglio delle singole voci dimostra come su taluni aspetti importanti ci sia ancora tanto da fare per stare al passo delle migliori. In vetta per questa edizione c'è Mantova (78.14), seguita da Parma (76.83) e Bolzano (74.27). Per quel che riguarda i "vicini di casa" la più vicina è Savona, 21esima con un punteggio di 61.64; in zona anche Pisa (26esima) e Lucca (27esima). Staccate Livorno (52esima), Genova (69esima) mentre sono in fondo alla classifica Imperia (90esima) e Massa, che con la 106esima posizione è addirittura terzultima.

A spingere in alto la Spezia è ancora una volta il basso tasso di motorizzazione e la capillarità del servizio di trasporto pubblico. Gli spezzini possiedono poche macchine rispetto al resto degli italiani, che invece sono tra i popoli europei che più amano le quattro ruote e sono più propensi ad utilizzarle anche per tragitti molto brevi. "Tre quarti degli spostamenti sono infatti inferiori a 10 chilometri e un quarto è addirittura più breve di 2mila metri, distanza che potrebbe essere coperta con facilità in bici o a piedi", recita il report. Viceversa, alla Spezia si usa molto l'autobus e la stessa offerta di tratte è ampia nonostante la non facilità del territorio che contempla nello stesso spazio urbano fermate a due passi dal mare come quella di Piazza Chiodo e in alta collina come quella sul Monte Parodi che è situata a circa 400 metri di altitudine.
Al contrario, la città non brilla in altri settori chiave sebbene in nessuno abbia risultati catastrofici secondo Legambiente, che ha usato dati originali eccezion fatta per capacità di depurazione (Istat), tasso di motorizzazione e incidenti stradali (Aci e Aci-Istat) e uso efficiente del suolo (elaborato da Legam­biente su dati Ispra). Male la percentuale di acqua dispersa nella rete idrica, in pratica metà di quella viene immessa nell'acquedotto non raggiungerà mai un rubinetto e quindi un utente. Bassa la capacità di depurazione delle acque nere e grigie, sotto la media nazionale anche l'estensione delle aree pedonali e delle piste ciclabili che peraltro non vengono valutate dal punto di vista qualitativo (capitolo che aprirebbe scenari ancora più complessi). Assente infine uno screening degli alberi presenti in città sebbene una legge del 2013 lo avesse già caldeggiato.

ARIA
Biossido di azoto, ozono e polveri sottili. Sono questi gli indicatori scelti per censire la qualità dell'aria. Si tratta dopotutto di sostanze che l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito da tempo tra le più gravi minacce alla salute pubblica. I valori medi registrati dalle centraline alla Spezia per quanto riguarda l'NO2 sono di 29.9 µg/mc, leggermente al di sopra del valore medio nazionale (29.1). Incide fortemente su questa rilevazione la situazione di San Cipriano che soffre di un boom di biossidi nei giorni in cui ci sono le grandi navi da crociera in Calata Paita (qui l'articolo).
Sono invece 15 i giorni di superamento della quota di 120 µg/mc (media mobile sulle otto ore) all'anno in città contro i 25 ritenuti soglia per la protezione della salute umana. Per quanto riguarda infine i famigerati Pm10, le polveri sottili associate alle patologie tumorali, la media dei valori annui è di 21 µg/mc, al di sotto del limite per la protezione della salute umana di 40 µg/mc previsto dalla direttiva comunitaria ma ancora leggermente al di sopra dell'obiettivo indicato dall’Organizzazio­ne mondiale della Sanità in 20 µg/mc.

ACQUA
Nel 2017 il valore medio dei consumi idrici domestici di tutti i capoluoghi italiani è stato di 152.7 litri al giorno pro capite. La Spezia è un po' più virtuosa: 139.2 litri. E' invece negativo il dato delle dispersioni, visto che il 46.2% dell'acqua immessa in rete non arriva né alle case, né alle industrie e neanche alle aziende agricole; l'obiettivo in questo caso sarebbe rimanere sotto al 15%. Male anche la capacità di depurazione che si ferma all'88% quando ci sono ormai una trentina di città che riescono a stare sopra il 98%.

RIFIUTI
Ogni spezzino produce 491 chilogrammi di rifiuti all'anno, una quarantina in meno della media nazionale. Un dato che risente molto del pendolarismo, della presenza di seconda case, del turismo e degli studenti universitari e quindi varia sensibilmente da città a città. Se il porta a porta tocca ormai il 98.7% delle utenze, la differenziata è arrivata al 62.5% contro un valore medio di 50.4% per cento. Un dato che peraltro il prossimo anno dovrebbe essere ancora migliore secondo le ultime stime e superare finalmente la quota del 65% che era obiettivo di legge sin dal 2012 (qui l'articolo).

MOBILITA'.
Brilla tra le città medie per numero di viaggi su trasporto pubblico. Se Brescia e Trento, sopra i 150, sono i punti di riferimento, la Spezia fa registrare 134 percorrenze contro una media di settanta. Anche in questo caso il pendolarismo e le presenze turistiche incidono sul dato, che considera virtuose le città che preferiscono i trasporti di massa rispetto ai mezzi privati. Tra i capoluoghi di medie dimensioni, la Spezia è terza per offerta con 42 km-vettura per abitante all'anno superata solo da Cagliari (57), Trento (47) e prima di Parma (40).
Basso invece il dato dei metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti: solo 2,94. Qui per svettare servirebbero gli oltre 40 metri di Reggio Emilia; sopra i 30 metri ecco Mantova, Cremona e Lodi e poi ancora Ravenna, Verbania e Vercelli tra 20 e 25 metri. A Reggio ci sono 200 chilometri di corsie per le biciclette contro gli 8.6 della Spezia: un gap enorme, oltretutto in un ambito in cui non sono previsti investimenti nei prossimi anni al momento.
La densità automobilistica costituisce uno degli elementi maggiormente problematici per le città, ma non alla Spezia. Oltre al caso particolare di Vene­zia, solo Genova registra un tasso inferiore a 50 auto per cento abitan­ti, seguita proprio dalla città del Golfo dei Poeti (51) e poi da Milano, Firenze, Trieste e Bologna.

AMBIENTE URBANO.
Al palo la quantità di isole pedonali a diposizione di ogni spezzino. Sono 0.32 metri quadrati contro gli 0.43 metri quadrati della media nazionale mentre ci sono 11.7 metri quadrati di verde urbano fruibile per ogni abitante. La Spezia è poi una delle poche città (il 28%) che non ha ancora effettuato un censimento degli alberi presenti nel proprio territorio. La legge nazionale 10/2013 "considera strategica per qualsiasi amministrazione comunale la conoscenza dettagliata del proprio patrimonio arboreo e prevede che tutti i comuni sopra i 15mila abitanti si dotino di un catasto degli alberi, piantino un nuovo albero per ogni bambino nato o adottato e che gli amministratori producano un bilancio del verde a fine mandato", sottolinea Legambiente.

ENERGIE E SUOLO.
Un'occhiata alla produzione di energia tramite rinnovabili installate sugli edifici pubblici. Tra fotovoltaico e termico la Spezia produce 2.73 kW ogni mille abitanti, la metà della media nazionale che si attesta attorno a 5 kW. Infine ecco un bel 8.5 attribuito nell'indice sintetico (su una scala da 0 a 10) del trend consumo suolo in rapporto ai residenti residenti e del livello di urbanizzazio­ne in rapporto agli stessi.

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