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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio - ore 08.30

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Più terapia antibiotica contro un virus che toglie il respiro agli spezzini

Il punto con la direttrice sanitaria Antonietta Banchero: "Migliora l'uomo ricoverato per H1N1, stazionaria la donna". Il 4 gennaio il boom di accessi al pronto soccorso: 225 in totale.

Più terapia antibiotica contro un virus che toglie il respiro agli spezzini

La Spezia - Migliorano le condizioni di salute dell'uomo ricoverato nel reparto di rianimazione al Sant'Andrea della Spezia colpito dall'H1N1, sempre critiche invece quelle dell'altra persona ricoverata, una donna, ora trasferita a Milano. A fare il punto della situazione è la direttrice sanitaria dell'Asl 5 della Spezia Antonietta Banchero, che stila anche un bilancio sugli accessi ai pronto soccorsi spezzino e sarzanese.

I due casi di H1N1, l'influenza suina, hanno attirato l'attenzione, e l'azienda sanitaria sin dal principio ha escluso eventuali pandemie. In merito la dirigente Banchero ha riassunto il caso clinico dei due ricoverati che, come detto, sono un uomo e una donna.
"Questi due casi, ci tengo a precisare, rientrano nei livelli normalmente attesi di incidenza di patologie gravi del momento influenzale di quest'anno che era atteso così - ha esordito la direttrice -. L'uomo rimane ricoverato in Rianimazione qui alla Spezia è in condizioni di lieve miglioramento. Per la donna, la cui situazione si è rivelata subito più grave, è stata trasferita al Policlinico di Milano dove si trova in circolazione extracorporea e al momento non ci sono segnali di miglioramento è stazionaria".

Capitolo Pronto soccorso. Undici codici gialli e un codice rosso, quattordici codici verdi e un codice bianco sono i numeri degli accessi in Pronto soccorso alla Spezia poco prima delle 18 di oggi pomeriggio. A Sarzana i numeri sono nettamente inferiori e c'erano solo codici gialli e verdi. Questi sono i numeri registrati nel pomeriggio in provincia. Intensi gli accessi nell'ultimo fine settimana delle feste nei pronto soccorso liguri: 1.817 in tutta la regione. Per quanto riguarda Spezia, Banchero conclude: "Rispetto all'anno scorso l'afflusso è rimasto invariato, la differenza è che abbiamo lo stesso numero di casi ma pazienti più complicati. Questa influenza ha avuto complicazioni respiratore più importanti rispetto all'anno scorso, quindi abbiamo anche un aumento della terapia antibiotica".

Il picco di accessi ai pronto soccorsi spezzini. Per quanto riguarda il picco di accessi nel corso delle festività alla Spezia il flusso maggiore si è registrato il 4 gennaio con 225 accessi, con 10 codici rossi. Il secondo giorno con il maggior numero di accessi è stato il 7 gennaio, ieri, con 218, dei quali 3 in codice rosso.
Dalla Regione l'assessore Viale spiega: "La Liguria – ha sottolineato la vicepresidente Viale - è tra le Regioni italiane maggiormente colpite dal virus influenzale: lo dicono gli osservatori del ministero della Sanità. Questo significa un numero significativo di accessi ai Pronto soccorso: nonostante questo, contrariamente a quanto avvenuto in altre Regioni, qui non abbiamo detto a nessuno di non recarsi nei Pronto Soccorso, dove tutti sono stati accolti. Questo fa la differenza. Tuttavia, nel momento in cui una persona si reca al Pronto soccorso in un momento di massimo afflusso e gli viene assegnato un codice bianco, questa persona deve per prima cosa prendere coscienza che non è in pericolo di vita e quindi tirare un sospiro di sollievo e, poi, attendere il tempo dovuto, anche alcune ore, perché i casi più gravi, ovvero i codici rossi e gialli, devono essere seguiti prioritariamente”. L’assessore ha poi sottolineato la volontà di “migliorare sempre il sistema: per questo – ha spiegato - abbiamo ritenuto di implementare la risposta ai codici bianchi, grazie all’accordo stretto con i Medici di medicina generale e all’incremento del servizio di Continuità assistenziale o Guardia medica all’interno dei Pronto soccorso con l’apertura di ambulatori dedicati: nell’ultimo fine settimana i pazienti trattati non sono stati tantissimi ma il loro numero è stato comunque importante, tanto da consentire ai codici bianchi di essere esaminati quasi in tempo reale, con tempi di attesa davvero minimi. Questo è stato un servizio aggiuntivo che un Pronto soccorso può rendere anche in situazioni di accessi da record, che, ad esempio all’Ospedale Policlinico San Martino, hanno toccato punte fino a oltre 300 pazienti in un solo giorno”.

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