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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 20.23

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Più di 1.200 edifici sono in zone a rischio alluvioni e colate detritiche

Il dato emerge dallo studio presentato dal Comune della Spezia nell'ambito del progetto "Sentinelle del territorio". Piaggi: "Aggiorneremo il piano di Protezione civile"

i dati e i piani
Più di 1.200 edifici sono in zone a rischio alluvioni e colate detritiche

La Spezia - Milleduecentosedici edifici nel territorio comunale della Spezia sono in luoghi potenzialmente pericolosi a livello idrogeologico e in aree che potrebbero rientrare nei piani di evacuazione immediati nell'eventualità di smottamenti e perturbazioni estreme. E' il dato messo in evidenza dall'assessore alla Protezione civile Luca Piaggi nel corso della presentazione del progetto "Sentinelle del territorio", che ha valso al Comune della Spezia la selezione e la presentazione alla conferenza EGU 2019 all'Austria Center Vienna, in programma dal 7 al 12 aprile. A sancirlo è stata da parte dell'Assemblea generale delle Geoscienze Europee.

Il progetto "Sentinelle del territorio" è molto ampio e si focalizza in particolar modo su alcuni aspetti che, per l'assessore e il sindaco Pierluigi Peracchini, in precedenza erano assenti. "Abbiamo fatto un censimento - ha spiegato l'assessore Piaggi - di tutte le zone a rischio per tre fenomeni che caratterizzano un territorio particolare come quello spezzino. Questo lavoro è il frutto di tante persone e ha messo in evidenza quanto questo territorio possa essere fragile, complesso e variegato".
In base allo studio è emerso che sullo Spezzino c'è una casistica molto elevata relativa agli allagamenti e alle frane basti pensare a Marinasco, Montalbano e Visseggi recentemente sanata. "Il fatto che il territorio si presenti in questo modo - ha aggiunto Piaggi - combinato con l'alta densità di popolazione presentano dei fattori di rischio in particolare in alcune aree. Con questo progetto di approcciamo ad una prima fase di protezione civile: la prevenzione. Se funziona non si ricorre a quella emergenziale che va risolvere le problematiche".
Il progetto complessivo è basato su un investimento complessivo di circa 4 milioni e 767mila euro così suddiviso: 492mila euro rientrano nell'agenda digitale mentre gli altri 4milioni e 275mila euro vanno per il dissesto idrogeologico. Questi finanziamenti rientrano nei Por Fesr 2014-2020 e il Comune aveva l'obbligo di raggiungere il target di spesa almeno 2.5 milioni di euro entro il 31 dicembre 2018, perché spesso si verifica la problematica di non riuscire a portare in fondo la spesa: il Comune l'ha superata riuscendo a dimostrare una spesa di 2milioni e 600mila euro. Questo consentirà di accedere alle seconda fase di progettazione e finanziamenti. Di fatto il progetto comprende vari ambiti.

Nel progetto rientrano i lavori di Via Marconi già avviato, quello per la frana di Montalbano e il progetto dei Visseggi che risulta terminato con l'eliminazione di una frana "storica" .
Tra le ulteriori novità: il catasto urbano. "Non esisteva - ha aggiunto l'assessore Piaggi - e siamo arrivati a questo risultato anche con il coinvolgimento dei nostri volontari e dei cittadini. Per ogni edificio è stato fatto un censimento per capirne il numero degli abitanti, che problematiche strutturali può presentare il quartiere e cosa succede in caso di allerta. Questo lavoro da grande premialità dal punto di vista di Protezione civile".
Il progetto viene diviso in varie task. E' partito con la realizzazione della sala di controllo al Centro operativo comunale (al quale si aggiunge il Com in Piazzale Giovanni XXIII), l'aggiornamento della mappa dei rischi e delle zone di rischio, l'individuazione “Punti critici” e “edifici/attività” e software per la raccolta dati, la formazione e selezione gruppi sentinelle del territorio, un modello digitale del territorio a seguito di una raccolta dati, l'elaborazione dei dati estrazione reportistica e definizione piani di emergenza di dettaglio per ogni zona a rischio.

"E' stato fatto dunque un modello digitale del terreno - ha proseguito Piaggi - per una serie problematiche: dallo scorrimento frana, alla caduta massi, alle colate detritiche, alle alluvioni e alle possibilità di irregolarità idraulica e quindi sono stati messi su una cartografia. Sono infatti messe in evidenza le aree che potrebbero essere a rischio esondabilità perché sono sull'asse fluviale: il canale lagora, il canale Dorgia. Sono state individuate quattro aree più piccole che sono all'interno di una fascia di pericolosità media".
Tra le altre problematiche emerse dal piano: lo scorrimento delle frane che non procedono all'improvviso ma subiscono un movimento gravitativo verso valle. Un esempio è quella di Montalbano. Le colate detritiche invece rappresentano il rischio maggiore: sono la principale causa di morte negli eventi alluvionali.

Da queste colate detritiche, riassumendo la quantità d'acqua che si mescola alla terra provocando una pericolosa massa fangosa, lo Spezzino non ne è esente. "Tutta la zona della costa - ha aggiunto Piaggi - che va verso Fabiano non è esente da questa possibilità. Per quanto riguarda invece la caduta massi il problema si pone nella zona della costa Schiara e Monesteroli. Questo lavoro è fatto globalmente e mette in evidenza quello che potrebbe accadere in scenari particolarmente critici. Come esempio per la questione allagamenti si potrebbe citare il caso di Livorno".
Ed è sul punto degli allagamenti che nello studio sono stati inseriti tutti gli edifici: dalle abitazioni, ai siti industriali agli edifici scolastici e commerciali. Sono stati analizzati dal punto di vista della densità abitativa perché i fattori di rischio sono due: quello latente di frane e colate detritiche, l'altro quante persone potrebbero esserne interessate.
"Il centro città - ha spiegato Piaggi - , i quartieri di Migliarina, Mazzetta sono molto abitati. Meno in collina e nelle zone della Chiappa e Rebocco e Buonviaggio. Di fatto abbiamo determinato che 1.216 edifici che sono all'interno di zone che potrebbero presentare delle criticità sia per le frane che per le esondazioni. Non sono pochi. E' stato fatto con il gruppo della Protezione civile comunale questo censimento. Sono state fatte schede specifiche per andare a capire quale problematica potrebbe presentare ogni edificio. Sulle carte le zone critiche sono state evidenziate in rosso. Siamo andati a studiare il Lagora fino alla sua foce: dall'inizio del canale fino alla foce ci sono venti edifici che potrebbero avere una serie di problematiche. Alcune zone sono al di sotto della strada, ad esempio in Via Torino. Tutte queste elaborazioni ci portano a capire quali aree possono avere più problemi. Lo stesso studio è stato applicato anche per le colate detritiche. E per le aree a rischio il tempo di evacuazione dovrà essere rapidissimo".

Sono stati messi a sistema il dato della pericolosità, quindi il livello di rischio di un'area, e le aree a maggior densità di popolazione sono quelle prospicenti al Lagora e al Cappelletto. Con questo studio sono state individuate quante persone potenzialmente potrebbero essere coinvolte e quali abitazioni da eventi legati all'esondabilità e alle colate detritiche.
Il prossimo passo per il Comune sarà intervenire sulle aree ritenute problematiche e indirizzare i futuri finanziamenti per sanarle e ridurre i rischi. L'altro step sarà quello di integrare tutte queste informazioni per inserirle in un piano di governo del territorio con il conseguente aggiornamento del Piano di protezione civile che dovrà anche integrato globalmente con area Enel e arsenale militare.

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