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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 15.42

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Piazza Verdi pedonale, autisti e Confcommercio dicono no

Il monito di Confcommercio: "Occorrono soluzioni, non chiusure di piazze e strade". La Uiltrasporti: "Vannetti attacca per difendersi. In Viale Italia servirebbero corsie preferenziali".

Piazza Verdi pedonale, autisti e Confcommercio dicono no

La Spezia - Nel destino di Piazza Verdi c'è una condanna: essere sempre al centro dell'attenzione. Questa volta non si parla di bellezza, costi, fruibilità o cancellazione della memoria storica. L'inizio del 2017 è caratterizzato invece dalla proposta di renderla completamente pedonale, anche se in maniera graduale, a cominciare dai fine settimana. Che l'intenzione fosse quella si sapeva da tempo, tanto che la protesta dei sindacati degli autisti di Atc si era levata già meno di un anno fa (leggi qui).
Rilanciare il tema dopo le infelici parole dell'architetto Vannetti riguarda all'eccessiva velocità dei mezzi pubblici nella piazza, come causa della frantumazione delle lastre di travertino che erano presenti nelle corsie e ai lati di queste.
"Vannetti attacca per difendersi - afferma stizzito Giuseppe Ponzanelli, delegato Uiltrasporti - e la mossa dell'amministrazione di chiudere al traffico la piazza le domeniche di febbraio è una dimostrazione del fatto che erano d'accordo. Tutto per poter spostare le corse in Viale Italia. Con le velocità richieste di 20 chilometri orari e attraversamenti pedonali ben identificabili ci può essere convivenza tra pedoni e mezzi. Traslare le corse in Viale Italia, invece, sarebbe un errore per l'utenza, per il commercio e per i trasporto pubblico in generale, essendo una strada molto trafficata. Non credo proprio che il Comune ci riserverebbe una corsia preferenziale, dovrebbero essere tolti i parcheggi...".

Il timore che lo spostamento dei mezzi dalla piazza sia negativo in termini di comodità di accesso da parte dei cittadini è condiviso anche da Confcommercio, che interviene per bocca del presidente Gianfranco Bianchi: "Anno nuovo, problemi vecchi. La riapertura di Piazza Verdi alla città non risolve i problemi che ne hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni, ed anzi pare quasi che la nuova natura dello spazio citato porti con sé nuovi dubbi.
Apprendiamo infatti dalla stampa – mentre invece avremmo gradito essere interpellati in segno di rispetto di chi lavora in centro e per il centro - che vi è allo studio di non far passare gli autobus e filobus dalla Piazza nelle giornate del sabato e della domenica.
Proprio quando si muove ed accende lo shopping l’amministrazione invita a non passare dal centro, proprio ora che il cantiere è terminato e le attività che per anni hanno patito (alcune chiudendo, altre licenziando) speravano di rivedere gente sotto i portici e a visitare i negozi.
Avremmo anzi sperato in idee tese a riportare gente in città, in piazza, anziché farla “girare al largo”.
Se dal 2017 il tutto si ridurrà a vietare il transito ai mezzi pubblici dirottandoli su Viale Italia (rimasta con la Spallanzani l’unica arteria che permette al traffico di spostarsi da una parte all’altra) ci immaginiamo Viale Italia al sabato con il traffico quotidiano, i bus turistici, gli utenti del Mirabello e le auto private di chi vuole andare a Portovenere, in Litoranea o alle 5 Terre? Diventerebbe più caotica della Tangenziale di Milano o del Grande Raccordo anulare.
Speriamo che quanto detto dalla Giunta sia solo una boutade, perché altrimenti questo testimonierebbe come l’unica volontà sia quella di proseguire nell’impoverimento del commercio del centro storico favorendo, come al solito, la grande distribuzione.
E ci auguriamo che almeno per una volta Spezia voglia anticipare i tempi, compiendo azioni, non subendole, attivandosi con i fatti, dato che a parole nei tavoli di lavoro (Spezia 20.20) lo ha espresso: perché non applichiamo anche noi quei progetti di abbattimento delle emissioni, di car sharing, di zone a traffico elastico (non chiuso, ma aperto in determinati orari), di spostamento alternativo? Perché è così che si aiuta la città, i suoi abitanti e l’ambiente, dando soluzioni, non restrizioni chiudendo piazze e strade".

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