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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Maggio - ore 14.27

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Piazza Verdi è pronta per gli spezzini, ma è ancora da finire | Foto

Vannetti difende il progetto e i materiali: "Avrebbe dovuto essere una piazza pedonale e i bus dovrebbero andare molto più lentamente". Buren: "Difficile esprimersi prima che l'opera sia finita". Federici: "Costi lievitati per sotto-servizi e stop".

Ancora un mese di mini cantieri
Piazza Verdi è pronta per gli spezzini, ma è ancora da finire<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/Il-d-day-di-Piazza-Verdi-2187_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - L'inaugurazione di Piazza Verdi avverrà alle 17.30 di oggi, ma per vederla davvero completata servirà ancora un mese di mini cantieri. Il taglio del nastro avviene appena in tempo per celebrare il concerto di Capodanno nel luogo più discusso degli ultimi tre anni e mezzo, la piazza che ha trascinato la città nella campagna elettorale più lunga della storia, con l'amministrazione che ha messo in gioco la credibilità di quello che sarà il prossimo candidato (sempre che sia in continuità con la giunta attuale) e gli oppositori che hanno utilizzato ogni errore, ogni intoppo per lanciare strali contro il sindaco Massimo Federici, Palazzo civico e tutti i suoi occupanti.
All'appello mancano ancora alcune parti di impiantistica, l'illuminazione dei portali - che dovrà essere installata con perizia nelle ore serali, per assicurarsi di orientare correttamente i faretti alla base delle installazioni - e la pavimentazione alla loro radice, l'acqua nella vasca centrale e i tre pilastri luminosi nelle vie esterne, che saranno pedonalizzate. Inoltre, come spiega l'architetto Giannantonio Vannetti, "si dovrà porre rimedio al alcuni piccoli errori commessi per fretta di chiudere in tempo il grosso del cantiere".
Insomma, chi si aspettava di poter finalmente esprimere un giudizio compiuto sulla nuova Piazza Verdi resterà deluso: sia stasera che nel corso della notte di San Silvestro gli spezzini saranno accolti da un progetto che è ancora all'80 per cento della sua veste esteriore, al 95 per cento di quello che è il totale del lavoro.

A poche ore dall'inaugurazione il progettista fiorentino e la sua squadra di architetti si sono presentati insieme all'artista francese Daniel Buren e a una folta rappresentanza dell'amministrazione. Tutti compatti nel difendere il progetto che Vannetti e Buren, a distanza di sette anni aver partecipato al Concorso architetto + artista per la riqualificazione della piazza e dopo vagonate di critiche e polemiche, rifarebbero "uguale, in tutto e per tutto".
La convinzione dell'accoppiata che ha ridisegnato lo spazio è condivisa dal primo cittadino: "Ringrazio tutti per il generosissimo impegno profuso, nonostante le molte difficoltà che abbiamo incontrato. Il cantiere viene smantellato oggi, ma nei prossimi giorni verranno messi a punto alcuni dettagli. Oggi diamo luogo alla riconsegna all'utilizzo sociale di Piazza Verdi - ha puntualizzato -, fatto che avviene dopo la fine del cantiere di Piazza Europa, e non lo sottolineo a caso, questa è la porta della città verso il mare. Questi due interventi allargano il centro cittadino e nella parte che riapriamo oggi si crea uno spazio di incontro che prima non c'era, prima avevamo una strada con un parcheggio. Di certo la conformazione precedente non corrispondeva all'idea italiana di piazza".
Ma c'è chi la preferiva prima, chi, in qualche modo, si sentiva legato al filare dei vecchi pini, alle mattonelle rosse e alla comodità di un'arteria di traffico percorribile da tutti, con la possibilità di andare a prendere i bambini a scuola e alle Poste lasciando l'auto a pochi metri dalla propria destinazione.
"L'intervento è stato molto discusso, è innegabile, ma la bellezza preesistente, quella dei palazzi, ne esce esaltata, e finalmente gli spezzini avranno una piazza: saranno loro a scegliere come usarla, come viverla. Consegniamo alla città un intervento caratterizzato dall'opera di Buren, artista di fama mondiale con una carriera straordinaria alle spalle, in Europa e nel mondo - prosegue Federici -. Dobbiamo essere orgogliosi di poter conservare un segno della sua arte nella nostra città, anche per spingere maggiormente il settore del turismo, al quale la nostra comunità sta rispondendo molto bene. Col tempo sarà più facile valutare meglio, le polemiche più aspre tendono a smussarsi, e spero che allora ci saranno i modi e i tempi per la ricucitura con tutti".
A ruota l'intervento dell'assessore ai Lavori pubblici, Corrado Mori, che ha seguito quotidianamente gli ultimi anni di cantiere. "Ringrazio le ditte che hanno lavorato anche nei festivi per rendere possibile il Capodanno in Piazza Verdi. Ora abbiamo uno spazio urbano che parla del presente, non del passato, e ci consente di diventare una città europea. E oggi, o sei una città di respiro europeo, o non sei niente. Per quanto riguarda le polemiche sulla parte artistica, credo che sia doveroso che l'arte contemporanea faccia discutere, in quanto elemento di innovazione e cesura col passato".
Prima di Mori l'incombenza di portare avanti il progetto dapprima bloccato dal ministro Massimo Bray e poi dalle vertenze al Tar e al Consiglio di Stato, fu del vice sindaco Cristiano Ruggia, che eredito a sua volta il progetto dall'ex assessore alla Pianificazione urbanistica Maurizio Savoncelli.
"La piazza è un luogo importante, pubblico per eccellenza. Siamo passati dalle corsie delle auto all'arte dentro la quale si può camminare liberamente. Inoltre architettonicamente non c'è una cancellazione del passato, ma anzi la sottolineatura della matrice ottocentesca del tessuto urbano, con la valorizzazione dell'asse che dal centro storico porta verso la piana di Migliarina, con l'ingresso dell'arsenale come punto focale dal grande significato urbanistico e storico. Tolto il sipario dei pini possiamo finalmente vedere i palazzi frutto del rapporto virtuoso tra architetti e artisti che caratterizzo uno dei periodi più felici dell'architettura locale. Noi abbiamo convintamente riproposto il connubio col concorso del 2009".

I costi
Cavallo di battaglia di chi sin dal primo giorno si è opposto alla realizzazione dell'intervento è quello dei costi elevati e lievitati sino a 3,7 milioni di euro. Un appunto importante, soprattutto in tempi di vacche magre come quelli che sta attraversando la società.
"La spesa è più bassa della media italiana per la realizzazione di piazze di dimensioni simili, il preventivo iniziale di 2,2 milioni era sottostimato: i sotto-servizi non erano previsti nell'opera", spiega Vannetti.
"Sono relativamente bassi - fa eco il sindaco - ma sono effettivamente lievitati molto, per due motivi: oltre alla realizzazione dei sotto-servizi di un'area in cui si incrociano molte direttrici idriche, elettriche e telematiche, dobbiamo considerare l'aumento delle spese per per la logistica di cantiere stravolta dai noti eventi giudiziari che sono stati mossi contro il progetto. L'organizzazione del lavoro è stata completamente diversa dal previsto, con spostamenti forzati e fermo cantiere che hanno causato l'aumento del conto presentato dalle imprese".
L'ingegner Claudio Cannetti scende maggiormente nel dettaglio: "Abbiamo spacchettato in più appalti il lavoro, riuscendo così a contenere i costi per una piazza che ha tutto nuovo, compresa l'illuminazione, e di qualità. Inoltre le opere d'arte sono state trattate come opere pubbliche, costandoci solamente, 250mila: il grande valore aggiunto dato dal fatto che siano state concepite da Buren non è stato conteggiato. In totale, per le opere edili, il conto ammonta a 2 milioni 936mila euro, mentre le procedure tecniche sono costate 300mila euro, come la parcella di Vannetti e Buren".

Materiali e autobus
Altro tasto dolente del progetto è stato quello dello sgretolamento di una parte delle lastre di travertino posizionate, in particolare quelle sulle quali passavano i mezzi pubblici, sia all'interno che ai lati delle corsie.
"Gli autobus passano troppo velocemente in Piazza Verdi - spiega l'architetto -, in una strada condivisa, come è la concezione delle due corsie, bisogna andare a una velocità massima di 20 chilometri: i pedoni devono avere la precedenza sui mezzi. Nel progetto iniziale la piazza era completamente pedonale, i bus non erano previsti dall'inizio e non a quella velocità. Abbiamo cambiato il materiale nelle corsie e sostituito le zanelle che si erano rotte. E oggi sono integre".
Ne restano però ancora alcune venate e, non è chiaro se sia un problema di peso, velocità, materiale o posa, ma dovranno essere sistemate.
Sulla questione della pedonalizzazione è intervenuto anche il sindaco, come già in passato: "La piazza era pensata con la prospettiva di una completa restituzione all'uso pedonale in tempi brevi. Ma abbiamo sbagliato il calcolo dei tempi dei lavori del terzo lotto della variante Aurelia, dove nel frattempo Coestra è fallita e il cantiere è stato fermo due anni. Nel 2018 dovrebbe essere finalmente conclusa la variante e il prossimo sindaco potrà prendere il provvedimento che avrei voluto prendere io e che se ci saranno le condizioni lanceremo per i mezzi che non hanno una tratta prettamente urbana. Ci vorrà coraggio, perché si vanno a cambiare le abitudini, e questo è sempre malvisto, ma ci vuole anche uno sguardo più rivolto al futuro, all'ambiente e alla qualità della vita".

Il progetto e le opere, parlano Vannetti e Buren
Alla fine dei lavori della piazza, l'architetto Vannetti e l'artista Buren hanno ripercorso la genesi del progetto.
"Avevamo l'obiettivo di creare una piazza con nuovi con spazi sociali, di riprendere la relazione con arsenale e di creare una cerniera urbana rivolta nelle quattro direzioni. I portali di Buren sono stati scelti tra varie ipotesi per il cannocchiale visivo e la fruizione dinamica che hanno, stimolando all'attraversamento e la curiosità. Gli specchi rendono leggero l'insieme e creano infiniti rimandi. Inoltre in 15 metri il contatto sociale si perde, pertanto abbiamo pensato di creare tre piazze che si sviluppano in una. L'arte non è inserita nel progetto, è pensata per questo posto. I colori creano un'esperienza giocosa, le forme geometriche rimandano, come le tinte cromatiche, ai colori del mosaico del Palazzo delle Poste. E infine si inserisce nel messaggio che si trova lungo l'autostrada, "Il golfo, la città e i suoi musei", rilanciando il rapporto urbano con l'arte".
"La nuova conformazione, senza gli alberi al centro, è stata la prima polemica scoppiata - ricorda Buren - ma ora si vede l'architettura di una piazza prima nascosta. Senza questo ostacolo oggi prima di tutto si ha la possibilità di vedere. Ma saranno gli ultimi 20 giorni di lavori a far capire come funziona davvero il tutto, con le luci e gli ultimi pilastri. Nella zona centrale abbiamo pensato di dare la possibilità di godere un po' di relax, cosa che prima mancava del tutto".
Alla domanda se non creda che forse sarebbe stato utile un momento di incontro tra la città e Buren, per far comprendere meglio agli abitanti chi fosse il francese che andava a cambiare i connotati a un pezzo di Spezia, l'artista risponde: "Era previsto che ci fosse una occasione per mostrare agli spezzini i lavori svolti nel corso della mia carriera, ma non è stato possibile per il complicarsi della situazione relativa all'intero progetto".
Sulla scelta dei colori che hanno fatto discutere per le prime 24 ore, Buren spiega che la sua è stata una scelta soggettiva: "Sono colori complementari tra loro, che mi piacciono, come tanti altri".
Le polemiche d'altronde non colgono impreparato l'artista: "Ho già avuto molti problemi sin dall'inizio: dopo aver vinto il concorso per realizzare il mio intervento al Palais Royal di Parigi si sollevarono polemiche enormi in tutta la Francia. Oggi è l'opera più visitata di Parigi, visitata da 90 milioni di persone in trent'anni. E' difficile esprimersi prima che un lavoro sia finito. Qua, inoltre, ci sono anche gli alberi il cui sviluppo completo richiederà una decina d'anni", conclude.

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