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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 23.30

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Piazza Cavour, per gli ambulanti i progetti sono da cestinare | Foto

Intensa riunione tra gli operatori della piazza e i rappresentanti delle associazioni di categoria. L'esigenza primaria è quella dei parcheggi e i tempi del cantiere sono un rischio che nessuno vuole correre.

Punto e a capo
Piazza Cavour, per gli ambulanti i progetti sono da cestinare

La Spezia - E' un no secco quello che si alza da Piazza Cavour nei confronti dei progetti per la sua riqualificazione selezionati da Palazzo Civico. Gli ambulanti si sono visti nel pomeriggio all'Uban center e in nessuno degli interventi che si sono susseguiti è stata spesa una sola parola positiva nei confronti delle idee progettuali che si contenderanno la vittoria finale. Anzi, sono state espresse molte critiche per le soluzioni proposte e per l'operato dell'amministrazione comunale, rea di non aver tenuto in dovuta considerazione le esigenze di chi in piazza ci lavora. Richieste, è da ricordare, che non sono state espresse partecipando al percorso di partecipazione di oltre un anno fa, al quale gli operatori della piazza scelsero di non partecipare, preferendo esprimerle attraverso i rappresentanti delle associazioni di categoria o a mezzo stampa. Una scelta forse da ricondurre alla contrarietà di fondo nei confronti di un progetto di riqualificazione che preveda anni di cantiere. Una posizione sottolineata a più riprese nella riunione di questo pomeriggio.

In apertura Maurizio Viaggi di Cna, associazione che in questo periodo ha in mano il coordinamento di Rete imprese Italia, ha aggiornato i numerosi ambulanti presenti sugli ultimi sviluppi.
"Ieri abbiamo incontrato gli assessori ai Lavori pubblici, Luca Piaggi, e al Commercio, Lorenzo Brogi, e abbiamo chiesto con forza un maggior coinvolgimento degli operatori. Dopo la presentazione dei cinque progetti che sono passati alla seconda fase, si è innescato un dibattito che si è sviluppato molto sui social, senza che venisse tenuta in considerazione la valenza della posizione di chi in piazza ci lavora ogni giorno. Per questo - ha proseguito Viaggi - abbiamo chiesto un tavolo permanente al quale sedersi per ragionare sui cinque progetti selezionati o la partecipazione di un rappresentante alla commissione di valutazione della seconda fase. Ci è stato spiegato che si tratta di idee, non c'è ancora nulla di definitivo, e c'è apertura verso una possibile rielaborazione. Abbiamo posto i nostri paletti principali, che sono la certezza dei tempi e dei soldi, la questione dei parcheggi e le altre sollecitazioni che sono state mosse in questi mesi dagli operatori. Servirà attendere i progetti esecutivi per poter ottenere risposte concrete su questi interrogativi, ma non possiamo rimanere nell'incertezza: gli operatori di Piazza Cavour non sono soggetti terzi".
Nei prossimi giorni le tavole delle cinque proposte progettuali saranno affisse in Piazza e le voci degli ambulanti saranno raccolte dalle associazioni di categoria. Opinioni che sono già state espresse chiaramente oggi.

I due problemi evidenziati principalmente da Gianni Iadarola sono quelli connessi ai tempi di realizzazione e ai costi che ci saranno per gli operatori.
"Parlano di 18 mesi di mesi, che diventeranno almeno tre anni. Abbiamo già vissuto questa situazione nei primi anni Duemila e sappiamo che il rischio è enorme. Anche perché sono cambiati i tempi e sarebbe praticamente impossibile sopravvivere. Il massimo che possiamo concederci è un cantiere che duri un anno, non di più. E poi ci sono i costi: non ci regaleranno niente e ci moltiplicheranno il suolo pubblico, secondo i miei calcoli sino a otto volte. Sarebbe una spesa insostenibile, alla quale aggiungere l'allacciamento elettrico e quello idrico, che prima non c'erano. E siccome vogliono chiudere la piazza, la climatizzazione chi la pagherà? Si scaricherà sulle attività? E se si rompe l'impianto, in estate, non si lavora? E chi lo aggiusta? Mi chiedo perché dobbiamo fare questo percorso. Pensano che così aumenterà il lavoro?".

"Vogliono farci fallire!", "Ci leveranno anche i parcheggi!", sono alcune delle voci che si sono alzate dalla platea, sempre più in ebollizione.
"I progettisti saranno anche bravi architetti, ma i mercati non si fanno così. I banchi rivolti verso l'esterno imporranno ai clienti di venire a comprare con l'ombrello. Così si torna indietro di cinquant'anni. Poi abbiamo il progetto che prevede di realizzare il parcheggio al piano terra e di spostare i banchi al primo. Come si fa a portare la merce? Con gli ascensori? Ogni mattina sarebbe una guerra. E dividendo la piazza in padiglioni si costringeranno i clienti a entrare e uscire più volte per girare tutto il mercato. È una cosa folle. Qua è tutto sbagliato sin dall'inizio".

"Dobbiamo abbassare i costi per gli operatori non alzarli. La gente che c'era 15 anni fa non c'è più, ormai siamo un mercato per over 50 e 60. I giovani si vedono solo al sabato e comprano molto poco. Ci servono prima di tutto i parcheggi, invece ce li tolgono - si è lamentato Corrado Ceccaroni - . I primi da contattare dovevamo essere noi, ambulanti e negozianti, che subiranno i disagi del cantiere come noi. Siamo per la sola riqualificazione, le soluzioni proposte non ci convincono per niente. La chiusura non ha senso: non abbiamo banchi frigo e d'estate dovremmo buttare tutto con il caldo che ci sarà all'interno. I box sarebbero la nostra morte. Se l'amministrazione non vuole fare brutta figura nei confronti della cittadinanza facendo marcia indietro sulla riqualificazione della piazza, siamo disposti a farla noi. Bisogna dire la nostra: vogliamo un intervento leggero, un restyling".

Razionalizzare la disposizione dei banchi, una maggiore pulizia e un decoro più diffuso sono le altre richieste emerse. Il resto è considerato uno spreco di tempo e di denaro. Rigettata anche l'ipotesi di un consorzio che si occupi della gestione futura della struttura: "Una bega del genere non la vogliamo - ha tuonato Rosy Brancaleone -. Pensare che la piazza sia come un condominio è una follia".
Secondo Daniele Amato, proprietario di una delle edicole oltre a muovere critiche ai progetti è necessario fare qualcosa di più. "Dobbiamo andare decisi e compatti al confronto con l'amministrazione. I parcheggi sono essenziali. Altrimenti lasciamo tutto così, che è meglio. E qualunque cosa verrà decisa dovrà essere realizzata in tempi rapidi".

A prendere la parola è stato quindi Fabrizio Capellini, di Confesercenti, per fare chiarezza sul tema della sosta.
"Escludiamo l'ipotesi di buttare per aria la piazza e di fare un parcheggio interrato. Significherebbe tempi lunghi di lavoro e un impiego di risorse che non ci sono: il Comune ha a disposizione 4,8 milioni di fondi regionali. Escludiamo anche l'ipotesi del parcheggio al piano terra e quella di girare i banchi verso l'esterno, perché farebbe perdere i parcheggi a corona della piazza. Il sindaco ha detto chiaramente che per un po' non ci sarà possibilità di utilizzare la Palazzina delle associazioni d'arma e che non ci sono altre aree in zona da adibire a parcheggio. Rimane in campo l'ipotesi di utilizzare in maniera diversa quelli che ci sono, come abbiamo già proposto, chiudendo i quattro lati intorno a Piazza Cavour e riservandoli totalmente ai clienti, magari collocando delle sbarre. E' chiaro che nemmeno gli operatori dovranno parcheggiare lì".
Proposta e bocciata immediatamente l'ipotesi di ricavare posti auto in uno dei quattro quadranti della piazza si è ritornati a parlare dell'utilizzo della struttura.
"E' sempre stata un'area polivalente. Al pomeriggio la piazza è libera e gli spezzini la usano per molti scopi. Con i box fissi e le paratie non sarebbe più uno spazio polivalente: il Cercantico e i mercati festivi andrebbero altrove con ulteriore danno per le attività intorno - ha spiegato Simone Cavellini -. Inoltre una volta avevamo un autobus che faceva fermata proprio in mezzo alla piazza. Oggi non è più possibile, ma almeno una navetta potrebbe essere prevista. E non capiamo perché non viene consentita la sosta nei parcheggi centrali anche al mattino".
"I progetti sono faraonici, ma non possiamo lamentarci e non fare niente. Approfittiamo di questa occasione e di questa disponibilità economica. Instauriamo un rapporto con l'amministrazione e cerchiamo di ottenere qualcosa: non perdiamo questo treno. Facciamo spendere questi soldi per cose che ci servono", ha aggiunto Francesco Brancaleone.

Lorenzo Servadei di Confcommercio ha tentato di fare il punto delle prossime mosse: "Tra fine marzo e aprile avremo a disposizione il dettaglio dei progetti, con costi e tempi più precisi. Le nostre ragioni sono già state manifestate mesi fa, ma negli elaborati non ne vediamo traccia. Abbiamo chiesto di avere una persona in commissione, ma non sappiamo se sarà tecnicamente possibile. Quello che ci è stato confermato è che se non c'è la volontà da parte degli operatori non si fa niente".
Una possibilità che è stata salutata da molti come la migliore possibile, anche se qualcuno ha provato a convincere la sala a presentare un'idea a Palazzo Civico, anche nel caso di semplice resyling, per evitare di perdere il convoglio al quale era stato fatto riferimento poco prima.

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