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Piaggi: "La frana di Ruffino non ha interessato la discarica"

L'assessore ai Lavori pubblici ha relazionato i membri della commissione Ambiente sulla situazione attuale.

Un residente: "Lavori che spetterebbero a Duvia"
Piaggi: "La frana di Ruffino non ha interessato la discarica"

La Spezia - Una frana di 18 metri si è staccata da quasi due mesi a Ruffino, sul limitare della discarica, durante una giornata di forti piogge. E le preoccupazioni dei residenti, che avevano visto il mare diventare improvvisamente marrone, hanno portato a Palazzo civico alla riunione della commissione Ambiente, presieduta da Marco Tarabugi, e all'audizione dell'assessore ai Lavori pubblici, Luca Piaggi.
"Stiamo lavorando per realizzare il consolidamento del versante e della sede stradale attraverso il posizionamento di una palizzata di sostegno. Si tratta di un intervento abbastanza standard sotto il profilo geotecnico, garantisce tenuta e non richiede particolare manutenzione. Per quel che riguarda le sostanze nocive, non ci risulta che ci siano correlazioni tra lo smottamento e il materiale in discarica, non ci sono stati sversamenti di sostanze inquinanti lo scorso 4 aprile".

A insistere sulla questione è Massimo Caratozzolo, consigliere che ha chiesto lo svolgimento della seduta della commissione Ambiente sul tema.
"Tra discariche conclamate e abusive quella collina è stata per anni la pattumiera degli spezzini. Ma per capire quale sia il rischio rappresentato da questa situazione è stato commissionato un monitoraggio ad Arpal? Sappiamo se i detriti sono finiti in mare?"
"E' stato svolto un sopralluogo che ha escluso la presenza di criticità ambientali - ha replicato Piaggi -. I prelievi e i controlli sulla discarica vengono fatti secondo la normativa, mentre per quel che riguarda la composizioni delle terre che sono state dilavate in mare sappiamo che erano state classificate come terre da scavo, come terreno di riporto, non è stata ritenuta necessaria alcuna analisi specifica".
Rispondendo a Sauro Manucci l'assessore ha spiegato che le palificazioni di cemento affonderanno per 3 o 4 metri nel substrato di roccia sana, mentre alcuni cittadini presenti in aula cercavano il modo di riuscire a porre alcune domande.
Trovato in Luca Erba il vettore delle loro perplessità, hanno fatto presente che ci sono problematiche sotto il profilo idrologico, con un rio che viene spesse intasato da detriti, e sostenendo che manchi una vasca di contenimento dei liquami.
Caratozzolo ha insistito chiedendo se la discarica fosse stata interessata dallo smottamento, ma Piaggi, dopo alcune telefonate con i tecnici, ha spiegato che la "frana è distante dalla discarica. Ci sono punti con piccole erosioni superficiali all'interno della discarica perché l'impianto è in attesa del terreno con il quale coprire la superficie sulla quale poi saranno stese le geostuoie e piantati nuovi alberi. La vasca di laminazione c'è e ha due check per le analisi da parte di Arpal".

Le rassicurazioni sono state sufficienti in parte: i commissari hanno chiesto una nuova commissione sul tema delle problematiche idrologiche mentre qualcuno tra il pubblico affermava: "Il ripristino della scarpata e della strada è un lavoro che dovrebbe fare Duvia, non il Comune".

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