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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 22.31

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Peracchini: "Un bando per far rivivere i nostri giardini pubblici"

Intervista al sindaco, a poco più di un mese dall'insediamento. Sul waterfront: "Dobbiamo superare completamente il progetto Llavador, fermo da troppi anni". Sul tunnel per Monesteroli: "Prima di tutto valutiamo se è possibile".

Peracchini: `Un bando per far rivivere i nostri giardini pubblici`

La Spezia - Un impegno dopo l'altro, senza sosta. Con volti che si affacciano senza soluzione di continuità alle porte dell'ufficio di segreteria e quello della portavoce. Una rincorsa degli appuntamenti che inizia al mattino e termina alla sera, testimoniata da una scrivania coperta dai documenti, in maniera ordinata ma assoluta. E' trascorso poco più di un mese dall'insediamento di Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia, e il ritmo infernale dei primi giorni non è cambiato. Forse semplicemente, come il suo predecessore Massimo Federici, il primo cittadino ci si sta lentamente abituando, prendendo sempre meno in considerazione l'opzione di un pasto in orario, fuori dall'ufficio che si affaccia su Via XXIV maggio, i giardini e Viale Italia, che oggi è un via vai di auto, pullman e motorini. Come l'ufficio di Peracchini.

Si aspettava che fare il sindaco fosse così complicato e impegnativo?
“Fare il sindaco è una missione faticosa. Pur avendo avuto esperienza al vertice di una organizzazione complessa come un sindacato, credo che non ci sia nulla di paragonabile. Certo il grado di soddisfazione umana e personale sopperisce in parte, ma c'è anche un limite alle risposte immediate che vorrei dare alle persone che si rivolgono a me per i loro problemi”.

Che cosa la sta colpendo maggiormente di questo ruolo?
“Mi ha molto colpito la sofferenza delle persone, la costante richiesta di un aiuto per la ricerca di un posto di lavoro. Non pensavo che la situazione fosse così complicata. Al di là di bellezza e divertimento nella nostra città c'è anche davvero tanto dolore. Ricevo quotidianamente moltissime persone, cerco di esserci per tutti coloro che mi chiedono un sostegno, indipendentemente dall'argomento. Cosa che fanno anche i miei assessori. Quello trascorso è stato un mese di programmazione, ma anche di ascolto. Nella mia agenda ci sono segnati appuntamenti sino a ottobre”.

Con quale modello intende guidare la squadra che ha scelto? Ha un messaggio pubblico da dare ai suoi assessori?
“Ho al mio fianco una bella squadra, fatta di persone competenti e che si impegnano molto compiendo scelte che sono frutto della ponderazione. Dobbiamo continuare così, dimostrando di avere sempre a cuore i problemi dei cittadini. Ogni assessore si è messo a disposizione senza limiti di orario lavorando con il programma come unica finalità: non hanno perso un giorno e oggi abbiamo davvero molta carne al fuoco”.

Quindi lei è il direttore d'orchestra di un gruppo che guarda prevalentemente all'applicazione del programma?
“Il programma e la capacità di affrontare le urgenze. Sono il regista di una squadra che ha anche il compito di organizzare la risposta alle urgenze, da quella dei rifiuti a quella della sicurezza, dal Puc alla programmazione del cartellone degli eventi estivi”.

A proposito di rifiuti, le modifiche apportate nelle scorse settimane stanno dando i risultati che si attendeva?
“Siamo in attesa delle proposte da parte del gestore per il servizio futuro. Il problema principale, ovviamente, è quello dei costi, ma dobbiamo anche capire sino a dove ci si può spingere con una azienda che è alle prese con un piano di ristrutturazione del debito secondo quanto previsto dall'articolo 182 bis. La risposta ai problemi del momento è passata, senza costi aggiuntivi per l'amministrazione, attraverso la pulizia straordinario dei quartieri, una raccolta dell'umido cinque volte alla settimana nel centro città, una squadra che entra in azione in caso di bisogno... di sicuro il servizio può ancora migliorare, ma la reazione da parte di Acam c'è stata ed è stata soddisfacente. Purtroppo c'è ancora molta maleducazione”.

Maleducazione alla quale pensate di rispondere con più sanzioni?
“Tra gli interventi messi in campo abbiamo anche una squadra di sorveglianza e in futuro potremmo anche pensare di installare altre telecamere, ma prima di tutto dobbiamo andare incontro a chi, come gli anziani, non riesce a star dietro a una raccolta differenziata strutturata in questo modo, con un calendario troppo rigido”.

In campagna elettorale ha detto sin da subito di voler fare di Spezia la capitale degli yacht. Il Polo universitario come si innesta in questo disegno?
“Il Polo universitario, il Distretto ligure delle tecnologie marine, la produzione delle imprese della nautica, il refitting e la formazione degli equipaggi, sono tutti elementi che fanno parte di questo obiettivo: voler rendere La Spezia punto di riferimento mondiale del settore, portando e mantenendo qua le eccellenze. Il Polo laurea persone che hanno competenze in materia di meccanica e di nautica e questo è molto importante. Ma dobbiamo anche pensare di alzare gli obiettivi e di cercare soluzioni per nuove aree che attirino altri marchi importanti del comparto. Il tutto senza dimenticare il sostegno alla ricerca, all'innovazione e all'immagine del territorio”.

A proposito di aree, parliamo già da mesi di ex Enel, nonostante la centrale sia ancora al suo posto. Qual è la sua idea sul futuro di quella fetta di territorio?
“Enel è ancora qua, la dimissione potrebbe iniziare nel 2021 e non sarà conclusa prima del 2023. Ne parleremo al momento opportuno. Il Piano energetico nazionale prevede ancora una centrale termoelettrica e vedremo quali saranno gli intendimenti del prossimo governo. Sino ad allora quella della dimissione è una libera scelta di Enel, che noi, ovviamente, condividiamo in pieno. Ma dobbiamo anche considerare che nel giro dei prossimi 6 o 7 anni cambieranno i mestieri, con il progredire della tecnologia. L'auto che si guida da sola non è più un sogno. Per questo credo serva predisporre uno strumento molto variabile, che lasci la porta aperta a molte soluzioni”.

Anche l'ipotesi Spezialand?
“Sì, resta in piedi anche quell'ipotesi: ripeto, si vedrà in futuro quale destinazione specifica dare all'area. D'altronde parliamo di una superficie di 72 ettari, immensa, che può accogliere più di un progetto”.

Lei lancia spesso il concetto della visione futura, di come cambieranno le cose. Abbiamo giardini storici e un fronte a mare concepiti tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Tutto intorno le cose stanno cambiando, pensa che sia possibile modernizzarne la fruibilità?
“Gli uffici stanno lavorando a un bando per la riqualificazione dei giardini, per farli ritornare ad essere vissuti, con attività e illuminazione adeguata, anche per allontanare i fenomeni di microcriminalità che si stanno registrando ultimamente.
Passeggiata Morin, invece, è un tema da affrontare nell'insieme del progetto del nuovo fronte a mare, in collegamento con Calata Paita. Un intervento che non sarà semplice, perché occorrono molte risorse. Ma al momento la nostra priorità sono i giardini. Poi lanceremo altri concorsi di idee per Piazza del mercato, Piazzale Kennedy e per lo stesso waterfront, per superare definitivamente il progetto Llavador, al palo da troppi anni. A tal proposito riporteremo il molo per la stazione crocieristica al suo posto, nel corso della revisione del Puc”.

Rimanendo sulla Morin: c'è chi aveva pensato di creare una barriera fisica – magari non permanente, per non impedire lo svolgimento del Palio del golfo - per creare una sorta di piscina davanti alla banchina e dare così agli spezzini la possibilità di fare il bagno in città. Crede sia una strada percorribile?
“Credo che le nostre coste siano già sottoposte a troppe servitù, tra porticcioli, aree produttive e portuali. Credo che in una città di mare si debba poter vedere il mare senza dover andare in collina. Pertanto non vedo la necessità di una struttura simile. Diverso è il discorso di recuperare il progetto di riqualificazione e utilizzo della diga, tenendo però ben presenti le necessità e i diritti dei mitilicoltori. La realtà è che viviamo in un golfo che è anche porto e che ci sono anche altre attività che rendono impossibile la balneazione. Questa è la situazione che abbiamo ereditato, vedremo in che termini si possa davvero ragionare per fare qualcosa di diverso. Intanto, però, mi sono posto l'obiettivo di migliorare la qualità dell'acqua: nel 2017 non è possibile che ci siano ancora scarichi fognari in mare. Ho già chiesto agli uffici di presentarmi la situazione per valutare l'ipotesi di convogliare le acque nere che oggi sfociano alla Morin verso il depuratore”.

Anche in Piazza Cavour, che ha più volte citato nel corso della campagna elettorale, lascerebbe dunque spazio a progetti esterni all'amministrazione? Non intende avanzare uno stile di progetto?
“Ho più volte parlato del ritorno a uno stile liberty, come era in principio, ma credo che sia giusto condividere con i cittadini la scelta, prevedendo tre ipotesi che vadano dalla riproposizione del liberty, al mantenimento di una parte della struttura esistente, sino a un progetto completamente nuovo. Quel che posso dire è che mi piacerebbe un mercato chiuso, una piazza fruibile 24 ore al giorno e una struttura che sia proporzionata al contesto. Avremmo anche meno problemi con i gabbiani e i topi, piaga per la quale abbiamo potenziato gli interventi di derattizzazione in città. Insomma, vorremmo che Piazza Cavour ritornasse ad avere uno stile europeo, da Paese civile”.

Il suo predecessore quando parlava di una “piazza europea” si riferiva a Piazza Verdi. Come pensa di agire dal punto di vista del trasporto pubblico, in questo frangente?
“Stiamo lavorando a un nuovo modello di viabilità perché la Piazza Verdi odierna divide in due la città, problema che era stato risolto quasi un secolo fa con l'abbattimento della Rocca dei Cappuccini, per ottenere la continuità tra la città dell'arsenale e la zona di Migliarina. Può darsi che si istituisca un sistema di circolari, vedremo: bisogna tenere conto del fatto che lì ci sono le scuole, che gli anziani non possono camminare per lunghi tratti e che ci sono due zone della città da rimettere in comunicazione. La piazza, inoltre, costa moltissimo in termini di manutenzione ogni anno. Quanto? Non lo sappiamo ancora, ma di certo dopo il Palio del golfo dovremo chiuderla per una settimana per la manutenzione, mentre dobbiamo ancora chiudere la partita dei costi di realizzazione, visto che c'è una riserva che sfiora il milione di euro da parte di una ditta”.

Ha rilanciato la proposta del recupero della galleria che porta a Monesteroli, ma c'è chi non ne vorrebbe intaccare la sacralità. Come pensa di agire su questo progetto?
“L'idea è affascinante e anche in questo caso ho chiesto il supporto degli uffici tecnici del Comune. Non intendo far diventare Monesteroli la spiaggia degli spezzini, ma dico che è uno sbocco a mare della città. Da lì, inoltre, parte anche un collegamento per le Cinque Terre. Ho chiesto di approfondire la conoscenza della situazione attuale, poi vedremo se sarà ipotizzabile una soluzione pedonale, in bicicletta, con pulmini elettrici oppure... se sarà impossibile per questioni morfologiche o economiche”.

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