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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Gennaio - ore 09.30

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Peracchini: "Se Guerri e Caratozzolo vogliono fare opposizione si dimettano"

Non solo politica nell'intervista al sindaco della Spezia, che affronta i temi dell'economia, del trasporto pubblico, delle aree militari e della cosiddetta movida.

"Vogliamo entrate nel Dltm"
Peracchini: "Se Guerri e Caratozzolo vogliono fare opposizione si dimettano"

La Spezia - Il 2018 è ormai agli sgoccioli e a quasi un anno e mezzo dall'inizio del mandato per il sindaco Pierluigi Peracchini è tempo di bilanci su una vasta quantità di tematiche che vanno dal momento politico interno alla maggioranza alle iniziative a sostegno dell'economia locale, passando per il sentiero del turismo e quello di uno sviluppo sempre più spinto del comparto nautico. Un punto della situazione che il primo cittadino fa sulle pagine di CDS con la lunga intervista che segue.

Iniziamo dall'attualità più stringente. Nella seduta del consiglio comunale dell'altro ieri è andata in scena un'altra spaccatura con il gruppo del presidente del consiglio Giulio Guerri e del consigliere Massimo Caratozzolo. Quanto crede possa andare avanti questa situazione?
"Quando si fa un accordo politico e si entra in consiglio comunale grazie alla vittoria di un candidato sindaco e si diventa presidente del consiglio con uno stipendio di 3mila euro lordi, cioè quanto un assessore, con i voti della maggioranza ci vogliono rispetto e reciprocità, anche perché le linee di mandato le abbiamo scritte e votate insieme. Soprattutto noi lavoriamo tutti i giorni per il bene della città, senza doppi fini. Noto che Guerri e Caratozzolo non si informano nemmeno di quello che stiamo facendo e poi prendono posizioni particolari. Il richiamo che fanno spesso alla coerenza vorrebbe che traessero determinate conseguenze quanto meno nel non prendere in giro elettori e altri consiglieri. Se vogliono fare opposizione si dimettano e facciano opposizione. Fermo restando che su determinati principi e provvedimenti si possono avere opinioni differenti, nelle coalizioni ci sta anche questo. Ma sul tema dell'inquinamento delle navi da crociera hanno fatto tutto un film loro. Se vogliono essere credibili forse è bene che lascino le sedie".

Sembra che sui temi ambientali sia impossibile che ci sia accordo tra la maggioranza e il duo della lista "Per la nostra città"...
"Mentre io e gli assessori agiamo, facciamo riunioni e troviamo percorsi per migliorare la situazione ambientale che abbiamo trovato, da parte loro, invece, non arriva nulla: solo demagogia. Tutti vorrebbero un mondo perfetto, ma ci sono leggi da rispettare o modificare e percorsi istituzionali da compiere. Basti pensare che l'altra sera nell'ordine del giorno della maggioranza è stato dato mandato per far sì che l'Autorità di sistema portuale faccia come a Livorno dando incarico a Cnr e Arpal di rilevare con uno strumento moderno tutta la composizione dell'aria per capire chi emette i diversi componenti inquinanti. Questo è un provvedimento serio".

Sull'incidenza delle diverse fonti inquinanti non era stato fatto uno studio dall'Università di Genova?
"Lo studio è parziale, vecchio. L'Adsp ha già chiesto preventivo e siamo d'accordo con la presidente Roncallo di andare avanti su questa strada. Siamo attenti e ci muoviamo il prima possibile, tenendo presente che dobbiamo coniugare il lavoro con il benessere dei cittadini. Non escludo nessun tipo di provvedimento da parte mia o di altri enti per migliorare la situazione. Ma per esempio abbiamo ottenuto che Enel dal 2021 non utilizzerà più carbone, un risultato storico. Pensiamo che Guerri e Caratozzolo a luglio raccoglievano le firme per questo risultato e quando lo abbiamo centrato non andava bene lo stesso. La Capitaneria di porto ha effettuato 55 controlli sul carburante delle navi e solo una volta c'è stato un lieve sforamento. Lavoriamo costantemente: il mio consulente ambientale gratuito è il professor Giampietro Ravagnan, tra le figure più autorevoli a livello nazionale. Ricordo che quando ero bambino andavo a pescare al Canaletto e vedevo il porto crescere in modo enorme. All'epoca non capivo, oggi ci sono migliaia di persone che ci lavorano ed è difficile dire che non hanno più diritto di mangiare perché è dentro la città. Bisogna procedere con l'elettrificazione delle banchine, delle gru e dei mezzi. Ogni giorno mi informo sull'andamento dei lavori della barriera fonoassorbente. Il nostro è un lavoro davvero quotidiano".

A proposito di porto: Livorno e Genova non stanno certo a guardare e stanno per mettere in campo investimenti importanti. Lo scalo spezzino rischia di rimanere schiacciato?
"Penso che il mercato sia quello che dice chi è più bravo e dove debbano andare le merci. Credo che la politica non si debba occupare di queste cose se non creando le condizioni per le infrastrutture. E a tal proposito, dico che se si fa il Terzo valico si deve fare anche la Pontremolese: dobbiamo avere pari condizioni rispetto alla concorrenza. Cosa che non è avvenuta con la riforma Delrio che ci ha penalizzato e imbrigliato con la fusione con un porto di una Regione con un sistema amministrativo e normativo diverso dalla nostra. Per fortuna abbiamo un sistema portuale tra i migliori in fatto di efficienza e che ora deve stabilire il suo nuovo target: oggi viaggiamo poco sopra al milione di Teus, con il completamento del Prp dovremo puntare ai 2 milioni. Dobbiamo rivolgerci a un mercato di clienti di qualità che vogliono che le merci siano consegnate con la certezza dei tempi brevi, cosa che non accade in altri porti. Questo è il tema. Come città dobbiamo fare gli investimenti e riconsegnare Calata Paita alla città. L'altra cosa che penso è che non possiamo pensare di continuare a produrre in Asia e utilizzare i nostri porti solamente per importare container: credo che questo Paese debba ritornare a mettere al centro la questione del lavoro e della produzione. Questi mega investimenti forse nel medio periodo non saranno più così produttivi. Ma grazie al nostro sistema di gestione in cui tutti hanno lavorato all'unisono possiamo continuare a essere competitivi".

In una recente commissione i Murati vivi e i marolini hanno chiesto l'istituzione di un tavolo permanente che affronti le questioni legate alla presenza dell'amianto sul territorio, ritornata di attualità dopo lo scoperchiamento di alcuni tetti all'interno della base navale. Alcuni dei commissari si sono detti disponibili. Lei cosa ne pensa?
"Credo che dove c'è amianto e potenziale pericolo questo vada rimosso. Quindi il ministero della Difesa deve stanziare dei soldi per farlo. Le lastre di fibrocemento non sono pericolose in assoluto, ma quando si polverizzano e c'è una certa concentrazione di asbesto nell'aria. Dove ancora oggi ci sono coperture pericolose queste devono essere trattate per evitarne la polverizzazione, come impone la legge, oppure vanno eliminate. Non servono i tavoli, serve che il ministero della Difesa impieghi dei soldi laddove ci sono situazioni di pericolo. La questione vale anche per le abitazioni o fabbrica, è una cultura che dobbiamo acquisire. Siamo cresciuti a fianco della Marina militare, le dobbiamo rispetto ma dobbiamo anche chiederlo in cambio. Il problema vero sono la crisi economica del Paese e la scarsità di risorse. Sono convinto che se la Marina avesse i soldi risolverebbe immediatamente il problema".

Com'è, a tal proposito, il rapporto con la Marina militare? A che punto sono le trattative per le aree in disuso?
"Con la Marina il rapporto è ottimo, ma è chiaro che per poter ragionare sulle aree che occupano e sul fatto se siano o meno strategiche devono sapere dal ministero della Difesa qual è la loro missione nei prossimi anni e quali saranno le risorse a disposizione. Per poter fare un progetto vero e prendere decisioni hanno bisogno di informazioni che solo il governo può dare loro. Noi siamo convinti che tutte le aree debbano essere sfruttate: per esempio la base navale deve essere riempita di tutti i comandi possibili, liberando altre zone. Mariperman sarebbe un'area interessante per i costruttori degli yacht. Stiamo facendo una riflessione insieme a altri enti e associazioni del territorio in questo senso. Nel frattempo ho chiesto una modifica del contratto di locazione del Montagna a Difesa servizi spa per prolungarlo e cambiare le condizioni e poter consentire una gestione a lotti. Inoltre c'è una clausola che prevede che oltre i 200mila euro di incasso il 50 per cento vada alla Marina: ma un conto è se si parla di guadagno, altra cose se si parla di incasso. Per fare certi investimenti occorre un tempo di ammortamento superiore ai 20 anni. Stiamo anche cercando attraverso uno studio di fattibilità nuove intese sul Museo tecnico navale e di capire come rendere il sommergibile Da Vinci un prodotto turistico. Lo stesso vale per il possibile utilizzo a scopo turistico delle gallerie presenti lungo il rettilineo dell'Acquasanta, potremmo creare un percorso davvero suggestivo. Sul parcheggio nei pressi di Porta Sprugola, invece, ci è stato risposto sostanzialmente di no, almeno sino a quando non sarà deciso cosa fare dell'area vicina ai bacini".

A proposito di aree militari che potrebbero essere trasformate in spazi per il distretto nautico, c'è stato di recente un interesse per il nostro golfo da parte del gruppo Azimut/Benetti?
"Non è stata formalizzata nessuna richiesta ma credo che ci possa essere un interesse concreto. D'altronde sul territorio abbiamo tutto il necessario: il polo universitario, il Distretto ligure delle tecnologie marine, la formazione specifica, la manodopera, l'artigianato. Abbiamo una filiera interessante per qualunque marchio.

Come aveva promesso in campagna elettorale ha investito molte energie per lo sviluppo del comparto nautico, insieme al vicesindaco Giacomelli. Quali saranno i prossimi passi per fare della Spezia la capitale mondiale degli yacht?
"Ci abbiamo lavorato ogni giorno. Il prossimo passo sarà quello di entrare nel Dltm, per cominciare anche solo come uditore. Lo abbiamo chiesto per evitare sovrapposizioni con il polo universitario che a settembre sarà pronto grazie ai finanziamenti che abbiamo trovato per completare i lavori. Dobbiamo creare una sinergia tra Polo e Distretto e la formazione di livello inferiore per rafforzare la nostra leadership nel settore. Poi pensiamo di creare qualcosa nel campo della scienza dei materiali, anche per valorizzare i laboratori di ricerca che sono ormai pronti all'interno dell'arsenale. Infine dobbiamo trovare spazi per altri insediamenti. Abbiamo sbloccato la concessione delle Casermette, che porterà a 10 milioni di investimenti privati".

Il Polo universitario è uno degli ingranaggi fondamentali di questo sistema. L'ampliamento della compagine societaria di Promostudi e del suo rafforzamento sembra ora una cosa possibile...
"L'ingresso di Sanlorenzo è un bel segnale, speriamo di poterne aver altri per poter dare ai ragazzi una formazione sempre più adatta all'ingresso nel mondo del lavoro e delle imprese".

La Biblioteca Beghi funziona molto bene, ma il vicino spazio del deposito ex Fitram è ancora un contenitore vuoto. Come pensate di utilizzarlo?
"Quell'intervento è ancora finito, ci vuole un milione di euro che al momento non abbiamo. E poiché sono stati usati fondi europei per dieci anni la destinazione d'uso non si potrà cambiare. Stiamo cercando una soluzione per finire i lavori e sfruttare al meglio quello spazio. Nel Bando periferie, di cui spero di rinegoziare il cronoprogramma entro marzo, è prevista la realizzazione di un parcheggio nell'area in cui sorgeva la sede Atc e la riqualificazione del sottopasso. Questo potrebbe dare un nuovo significato all'ex deposito, ma dobbiamo trovare una funzione per il PalaExpo. Siamo parte della società che lo gestisce e nel rispetto della Madia stiamo per andare alla liquidazione della società e del nostro 19 per cento. Vedremo cosa accadrà in sede di liquidazione".

Turismo, la Dmo è ancora un oggetto misterioso. La preoccupano i tempi lunghi e il rifiuto di Lerici?
"Indipendentemente da chi ne farà parte daremo vita alla Dmo perché dobbiamo promuovere il nostro territorio nel mondo. Lo studio lo ha fatto il numero uno a livello internazionale e per questo siamo convinti della bontà del progetto. Non dobbiamo fare un carrozzone, ma una realtà che avrà una durata limitata e i cui risultati saranno valutabili. Poi che il golfo ci sia tutto o in parte, che ci sia la Lunigiana (Aulla conferma la sua adesione)... non è quello il tema, farne parte non è certo una costrizione. Chi vuole vivere nel suo isolamento e si accontenta dei ricchi che acquistano una villa è libero di farlo".

La collaborazione con gli altri Comuni del golfo rimane difficile, anche quando il colore politico è lo stesso...
"Siamo uniti, ma dobbiamo rispettare l'identità di ognuno. Ma noi siamo capoluogo e non abbiamo questo problema: stiamo lavorando per far riscoprire la nostra storia anche prima dell'arsenale, secondo un percorso che darà grande soddisfazione. Quello che penso è che c'è la necessità di promuovere nel mondo la possibilità di venire qua per qualche giorno a vivere la nostra storia, il nostro golfo, i castelli, i reperti di Luni, il nostro cibo... dobbiamo recuperare la nostra identità, quello che ci rende unici. In tutto questo l'opportunità che ci dà la vicinanza con le Cinque Terre non deve essere sprecata".

E se un giorno le Cinque Terre volessero entrare nella Dmo Golfo e Terre dei Poeti?
"Certamente, siamo aperti a chiunque. Ma ora l'importante è iniziare. Entro fine gennaio saremo pronti. Abbiamo stanziato le risorse per quest'anno, dobbiamo dare costanza per i prossimi. Lo statuto è pronto: la Dmo sarà una fondazione".

I sindacati di Atc sono in fibrillazione: si va verso un taglio del servizio, ci sono posti di lavoro a rischio?
"Quando siamo arrivati abbiamo trovato un sistema di trasporto pubblico provinciale sostenuto per 3,2 milioni dal nostro Comune. Le linee erano per 1,9 milioni, quindi le tasse degli spezzini sono state usate per 1,3 milioni in più rispetto al servizio che hanno ricevuto. E' bene invece che i Comuni che utilizzano i servizi paghino per conto loro. Non si tratta del fatto che siamo il capoluogo: questa spesa senza controllo era la scelta di un partito che gestiva secondo logiche che nulla hanno a che vedere coi bilanci, ma che sono politiche. Per il Tpl della provincia spezzina ci sono 12 milioni di trasferimenti statali, un'altra dozzina dalla bigliettazione e 4 dai Comuni, quasi tutti sostenuti da Spezia. Nel servizio che intendiamo pagare d'ora in poi ci sono tutte le corse che passano per la città, non è vero che siamo venuti meno al sostegno che ci si attende da un Comune capoluogo. Non abbiamo tagliato niente, abbiamo solo detto che non possiamo continuare a pagare per i servizi degli altri Comuni. Abbiamo chiesto alla Provincia di convocare tutti i sindaci per trovare ipotesi su questo milione e 300mila euro che pagavamo in più. Non li abbiamo più da mettere. Si farà una ricognizione per capire quali risorse abbiamo e cosa si può fare. Nessuno ha parlato di tagli o di esuberi, nessuno si deve strappare i capelli: a oggi nessuno si deve spaventare. Valuteremo se lavorare per internalizzare una parte del servizio che viene appaltata e come comportarci con il rimpiazzo dei pensionamenti nel caso in cui non occorrano nuove assunzioni. Ma ricordiamo anche che dobbiamo anche trovare i finanziamenti per autobus nuovi, che inquinino meno. Stiamo aspettando che si concretizzino i bandi ai quali l'azienda ha partecipato o parteciperà. Poi ci sono le cose strane, che vorremmo capire: come il fatto che ad aprile l'ex amministratore unico Goretta ha transato 700mila euro con la Provincia. Questa è una cosa che qualcuno ci deve spiegare. Siamo solo stati quelli che hanno sollevato un problema che ora deve essere affrontato e risolto, cosa che non era stata fatta sino a ora".

Per concludere un tema che riguarda gli spezzini di domani: quello della vita serale in centro città. Dopo un lungo dibattito estivo il tema della cosiddetta movida sembra essere sparito dai radar. Come intende rispondere nella prossima stagione estiva alla voglia dei giovani di vivere il centro alla sera?
"I giovani devono divertirsi. Ci dovranno essere più luoghi in cui lo possano fare, senza concentrare tutto in una o due strade. Abbiamo intenzione di rivitalizzare la Pinetina e farla ritornare come era negli anni '50 e '60, dandola in gestione a chi la possa far vivere. Andremo nella stessa direzione con la riqualificazione del waterfront e della zona tra la radice del Ponte Tahon di Revel e Via Diaz, dove sarà installata la passerella sopra Viale Italia. Per quanto riguarda il centro abbiamo ipotizzato di installare vele fonoassorbenti e ora stiamo attendendo le valutazioni dei dirigenti sullo studio fatto da Arpal. E' chiaro che bisogna distinguere tra il rumore dentro e fuori dai locali, ma bisogna cercare nei posti più critici di evitare che le onde sonore vadano a disturbare chi vive in centro. Ma la città deve anche essere un luogo accogliente, dove ci si può divertire".

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