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Palmaria, Toti e Cozzani: "Proteste strumentali e di stampo politico"

Siglato l'accordo di programma per il tasferimento dei beni demaniali oggi in uso alla Marina al Comune di Porto Venere.

Ben 400mila metri quadrati

La Spezia - Proteste strumentali e di stampo politico, senza alcuna base sotto il profilo amministrativo. E' questa la valutazione che il presidente della Regione, Giovanni Toti, e il sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani, hanno dato riguardo alla contestazione che ha preso corpo oggi pomeriggio davanti al Palazzo comunale all'interno del quale si procedeva alla firma dell'accordo di programma per la valorizzazione dell'isola Palmaria (leggi qui).
A siglare l’intesa sono intervenuti, oltre al presidente e al primo cittadino, il capo di stato maggiore della Marina militare, l'ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, e il direttore regionale dell’Agenzia del demanio, Mario Parlagreco.

L’intesa segue il protocollo condiviso dalle amministrazioni nel 2016 e sancisce il trasferimento di un ampio patrimonio immobiliare, fino ad oggi in uso alle Forze armate, al Comune di Porto Venere attraverso gli strumenti previsti dal federalismo demaniale.
"Si tratta - ha ricordato Parlagreco - di fortificazioni, fabbricati rurali, terreni agricoli, ex alloggi di servizio ed ex batterie militari: circa 120 beni tra immobili e terreni per un totale di circa 400.000 metri quadrati che oggi si trovano in completo stato di abbandono. Il passaggio odierno porta verso la dismissione dei beni da parte della Marina, propedeutica all'emissione dei decreti attesi per giugno con i quali il Comune potrà inserire nel suo patrimonio le strutture e i terreni oggetto dell'accordo. Il tutto per favorire il processo di riqualificazione eco-sostenibile dell’isola, per tutelare le peculiarità storiche, paesaggistiche e naturalistiche restituendo all’uso pubblico una parte importante del territorio Patrimonio Unesco".
Nei momenti di silenzio all'interno della sala consiliare riecheggiavano i cori dei manifestanti, indirizzati a Toti e al sindaco Cozzani, ma anche più genericamente gridati per invitare a non toccare la Palmaria.
"Sono molto attaccato a questi luoghi - ha ricordato l'ammiraglio Cavo Dragone - per averci corso e nuotato nel corso delle mia permanenza a Le Grazie. Oggi raccolgo i frutti della vision dell'amministrazione e dei miei predecessori. Mi sono trovato a mettere la firma nella fase finale di un percorso iniziato ormai anni fa. Quando le aree non sono più necessarie è giusto passare il testimone a chi può farle vivere e sicuramente il Comune sarà in grado di portare l'isola verso un'avventura che darà risultati eccezionali".
Si tratta della più importante cessione di beni da parte della Marina militare mai effettuata in Liguria, un’operazione che porterà il Comune a pianificare i futuri interventi di messa in sicurezza e valorizzazione del territorio comunale recuperando ruderi oggi inutilizzati sulla base del masterplan redatto dall’architetto Andreas Kipar approvato da Regione Liguria, Comune di Porto Venere, ministero per i Beni e le attività culturali e Marina.

Uno dei punti cardine del masterplan è il potenziamento dell’offerta turistica attraverso il recupero di una serie di immobili trasferiti dalla Marina Militare al Comune e la rivitalizzazione della vocazione agricola dell’isola.
"Il percorso è iniziato con l'ammiraglio Toscano, è proseguito con l'ammiraglio Camerini e si è concluso con l'ammiraglio Lazio. Abbiamo svolto centinaia di riunioni in questi anni. Il Comune - ha sostenuto il sindaco Cozzani - non è mai stato davvero proprietario della Palmaria, anzi per molto tempo siamo stati ospiti, seppur graditi. Quella di oggi è una data fondamentale perché riusciamo ad acquisire gratuitamente immobili e aree e potremo così considerare finalmente l'isola casa nostra. Lo ribadisco: non sarà costruito un centimetro in più rispetto a quello che è presente oggi: le polemiche sono di natura politica. Un aspetto che fa parte del gioco, ma le critiche non hanno un reale riscontro sotto il profilo amministrativo. Dispiace perché ci vorrebbe più correttezza istituzionale. In barba a quello che dicono alcuni noi non vogliamo né cementificare né distruggere. Infatti la Palmaria è una delle 7 aree strategiche della Regione, a dimostrazione che si vogliono dire dei no, che però sono diversi da quelli che vengono detti qua fuori. Noi diciamo no al degrado, all'abbandono e a un territorio avulso dal contesto. Mancano ancora servizi come fogne e gas, e questo non può essere considerato normale. Noi abbiamo scelto il no alla speculazione e il sì alla creazione di posti di lavoro prevedendo l'uso a destinazione turustico-ricettiva per molti beni. Infine un annuncio: il primo bene che sarà trasferito al Comune sarà la chiesa del Terrizzo. Questo accordo, che per definizione richiede che le due parti trovino un reciproco vantaggio, è convenuto al Comune - ha concluso Cozzani rispondendo a chi vede nelle permute sino a un massimo di 2,6 milioni un regalo dell'amministrazione alla forza armata -. Non ci sono spese di sorta per le casse comunali: non tiriamo fuori un euro. Solamente ci impegniamo a reinvestire una quota pari al 24 per cento di quello che incasseremo dalle alienazioni nella manutenzione dei due stabilimenti e di tre o quattro edifici al Terrizzo. Saranno messe a gara in un solo bando una trentina di abitazioni, per un totale di tremila metri quadrati su 400mila, mentre le fortificazioni saranno messe a gara solo per quel che riguarda la gestione, resteranno sempre del Comune. Per far comprendere di quali numeri stiamo parlando: il Grand hotel ha una superficie di cinquemila metri quadrati, la locanda San Pietro di 3.600".

"Sono orgoglioso dell’atto che abbiamo firmato oggi – ha detto Toti -. Lo sono perché non era scontato mettere in fila tanti enti e tante amministrazioni che giustamente rivendicano la propria indipendenza. Qui è stato facile farlo con gli amici della Marina Militare e ringrazio il capo di stato maggiore che è voluto essere presente, a dimostrazione del legame intrinseco tra i nostri luoghi e la Marina. Ringrazio anche il Demanio e la Soprintendenza che ha fatto il suo mestiere per arrivare a questo risultato e il sindaco di Portovenere che si è preso in carico il progetto. Oggi stiamo prendendo un pezzo di territorio dove fino ad ora lo Stato ha investito molto poco e su cui non vi era un progetto e soprattutto un’area senza alcun servizio e in condizioni di insicurezza che produceva poco per il nostro territorio in termini di ricchezza e valorizzazione dell’ambiente. Un luogo in cui la natura si è riappropriate dei ruderi come una foresta pietrificata dove troppo spesso l’ambientalismo è stato inteso come non facciamo nulla e lasciamo che vada così. Ma così non può essere – ha continuato il governatore – questo vale per il microcosmo della Palmaria e per il resto del pianeta. Quel territorio va recuperato e chi dice che cementificheremo sta dicendo una menzogna. Io so cosa contiene il masterplan e il sindaco pure, confrontiamoci su cose concrete. Finalmente – ha concluso il governatore – questo territorio tornerà a essere curato dall’uomo grazie a investimenti che si faranno: alla ricostruzione dei ruderi e alle coltivazioni autoctone. Credo che tutto ciò non possa che essere positivo così come la ricchezza che produrremo, grazie al recupero di un’isola che potrà essere un esempio positivo per il paese. Nessuno potrà mai convincermi che un luogo pieno di rovi e di ruderi sia migliore di un luogo pieno di case ben tenute e coltivazioni. Questo è il modo in cui credo possa crescere non solo spezia, ma la Liguria e il Paese. Avevo paragonato tempo fa il golfo della Spezia a quello di San Diego per la sua bellezza e per le presenza della Marina militare: oggi posso dire che qua è meglio per i nostri paesaggi e per il rapporto con la forza armata".

Presenti tra il pubblico l'assessore regionale alle Infrastrutture, Giacomo Giampedrone, i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle, Alice Salvatore e Marco De Ferrari, il leghista Giovanni De Paoli, il presidente della Provincia, Pierluigi Peracchini, ma anche i consiglieri comunali di opposizione Francesca Sacconi, Franco Talevi e Fabio Carassale che sottolineano: "Toti e Cozzani si sono contraddetti a vicenda: uno ringrazia la Marina per aver accolto il Comune e i portoveneresi quando erano ospiti in casa d'altri, l'altro di fatto dice che la Marina non ha fatto niente per la manutenzione dei beni che vengono oggi consegnati al Comune".

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