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Pacinotti, Cardarelli ed Einaudi-Chiodo insieme: nascono i laboratori per l'occupabilità

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Pacinotti, Cardarelli ed Einaudi-Chiodo insieme: nascono i laboratori per l'occupabilità

La Spezia - Il mondo della scuola si avvicina sempre di più a quello del lavoro, implementando l'apporto della pratica al fianco di quella base teorica che ha rappresentato per decenni (forse sarebbe meglio dire secoli) l'eccellenza del sistema formativo italiano.
Ne è una prova il progetto che vede come capofila l'istituto tecnico Cardarelli in sinergia con il liceo scientifico Pacinotti e l'istituto professionale Einaudi-Chiodo. Un trio molto ben assortito, che vede protagonisti tre esponenti delle tre principali tipologie di canali formativi.

Grazie al progetto "Laboratori territoriali per l'occupabilità", finanziato dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per ben 750mila euro, nasceranno nelle tre scuole spezzine tre specifici laboratori corrispondenti ad altrettanti assi strategici di sviluppo per l'intero territorio, che andranno a collocarsi nelle rispettive sedi degli istituti, che dovranno garantire la piena fruibilità non solo da parte della popolazione scolastica ma anche di altri attori del territorio (professionisti, imprese, enti di formazione, associazioni, giovani disoccupati).

"Si tratta - ha spiegato la dirigente scolastica del Cardarelli, Sara Cecchini - di un progetto importante, che vede impegnate tre scuole, e questo non è scontato. Abbiamo risposto all'avviso del Miur e abbiamo vinto. I laboratori saranno quattro e si occuperanno di qualità urbana ed equilibrio ambientale, riqualificazione energetica, recupero, salvaguardia e mantenimento in sicurezza del territorio, riqualificazione architettonica e paesaggistica e biotecnologie. Questo è l'unico progetto finanziato in Liguria e rappresenta davvero un'opportunità aperta agli studenti di tutte le scuole e ai professionisti o ai non occupati. Anche perché i laboratori dovranno finanziarsi autonomamente dopo l'avvio grazie alle risorse ministeriali. Ed è per questo che siamo già in contatto con gli ordini dei geologi, dei geometri, degli architetti e degli ingegneri".

"Tre scuole - ha fatto notare il dirigente Paolo Manfredini - che presentano un progetto insieme, a ridosso del 31 gennaio, in un periodo in cui la competizione per le iscrizioni è fortissima, dimostrano che si può creare un rapporto di rete serio. All'Einaudi-Chiodo ospiteremo un laboratorio sulla produzione e sul risparmio di energia con cinque sviluppi possibili e abbiamo già registrato l'interesse di Cna, Confartigianato e Confindustria".

Giuseppe Bosco, dirigente del liceo Pacinotti, ha rivolto un ringraziamento alla ex preside del Cardarelli Sonia Carletti, anche a nome dei colleghi.
"Lei ha ideato il progetto, lo definiva il suo regalo alla scuola per la pensione. Grazie anche agli staff e ai docenti delle scuole. Quello sulla biotecnologia - ha proseguito Bosco - è un laboratorio che non esiste. Lo hanno pensato la professoressa Zambotti e il dottor Carbone. Gli studenti analizzeranno i genomi, il dna, la biologia molecolare, la bioinformatica. Non tratteranno genoma umano e batteri, per la massima sicurezza possibile. In un anno abbiamo avviato l'indirizzo biomedico e lanciamo il laboratorio di biotecnologia: siamo molto soddisfatti di poter manifestare così la nostra attenzione verso l'area medico-biologica".

Al Cardarelli il laboratorio è già operativo, grazie alla tranche di 350mila euro arriva nel 2016. Entro la fine del 2020 Pacinotti ed Einaudi-Chiodo puntano a portare a termine l'ammodernamento delle loro strutture.
E le risorse giungono in un momento particolare per tutte le scuole: l'Einaudi-Chiodo sta cercando di uscire dalle sabbie mobili del sottodimensionamento, con l'intera provincia prona a fare il tifo, mentre il Pacinotti si indirizza verso la curvatura biomedica e il Cardarelli registra un significativo recupero del settore dell'edilizia.

"Questa iniziativa è davvero interessante - ha concluso l'assessore alla Formazione e vicesindaco della Spezia, Genziana Giacomelli -, anche perché è aperta a tutti coloro che sono interessati. Parliamo di temi che guardano al futuro in discipline molto diverse tra loro. Il fattore comune è l'innovazione tecnologica ed è bello che proprio alla Spezia prenda vita un progetto così ricco, che entra in un contesto in cui ci connotiamo per la presenza di molti centri di ricerca. Abbiamo un tavolo avviato nell'ambito dell'università che ha messo insieme enti, Marina e la stessa università per argomenti come la sostenibilità e le tecnologie del mare. Potremmo costruire una rete per i laboratori e per una serie di incontri di approfondimento, anche coinvolgendo imprese e associazioni. Devo dire grazie ai dirigenti e al personale scolastico per questa apertura per la costruzione di una rete. Siamo un territorio ricco che crede nella ricerca, con interessi e sensibilità variegate".

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