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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Gennaio - ore 22.51

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Ospedale, diagnosi più rapide e precise con l'ecoendoscopio

La Fondazione Carispezia dona a Gastroenterologia un macchinario modernissimo, unico in Liguria e nel bacino dell'alta Toscana.

Ospedale, diagnosi più rapide e precise con l´ecoendoscopio

La Spezia - Un nuovo strumento diagnostico, altamente tecnologico, di grande utilità per i medici e quindi per i pazienti. E' il nuovissimo ecoendoscopio donato questa mattina dalla Fondazione Carispezia alla struttura complessa di Gastroenterologia dell'ospedale Sant'Andrea, diretta dal dottor Lorenzo Camellini.
Un'attrezzatura unica nel circondario che avrà importanti effetti diretti per il lavoro quotidiano delle equipe mediche della Asl 5 e conseguenze positive indirette anche per quel che riguarda il problema delle liste d'attesa e delle fughe. Se ogni anno dalla Asl 5 solamente una cinquantina di pazienti si rivolgono oltre confine per effettuare esami di ecoendoscopia e nella programmazione annuale si prevedono circa 300 diagnosi, bisogna considerare che con questa nuova tecnologia saranno evitati numerosi esami complementari, una trafila che, con l'impegno - anche in termini di tempo - dei medici e dei tecnici spezzini, è stata in grado di contenere il numero delle fughe. Da oggi le indagini sugli organi interni saranno più rapide e più precise, con vantaggi immaginabili sul fronte organizzativo e medico.

"Dopo la donazione degli strumenti di emodinamica - ha ricordato il direttore generale, Andrea Conti -, iniziata come una avventura e oggi completamente a regime con operatività continua sulle 24 ore e il risultato di essere tra le migliori della regione, la Fondazione ritorna a investire a favore dell'ospedale. Il presidente Melley dimostra ancora una volta di credere nella sanità spezzina, anche se gravata da una notevole mobilità passiva, dovuta anche al fatto di essere una zona di confine e di avere un privato accreditato molto attivo nell'alta Toscana. Un problema che vogliamo affrontare col massimo impegno. Anche grazie all'ecoendoscopio, una metodologia unica in Liguria e nella vicina alta Toscana".
L'intento della donazione è, come dicevamo, anche quello di combattere le fughe, quindi. Ma non solo.
"Questo ecoendoscopio rientra nella filosofia con la quale interveniamo nella sanità: con una tecnologia innovativa, acquistata con tempistiche decisamente più brevi di quelle disponibili per un ente pubblico, ceduta a un reparto con personale qualificato e che opera su ambiti clinici diffusi, dall'importante ricaduta sociale. Da emodinamica in avanti - ha spiegato il presidente della Fondazione, Matteo Melley - siamo intervenuti per 2 milioni di euro, tra attrezzature e assegni di ricerca. I dati restano sconfortanti: i cittadini non conoscono bene la sanità spezzina, ma negli ultimi anni l'aspetto clinico è diventato eccellente grazie all'assunzione di primari e personale di altissimo livello, e questo va sostenuto. Ci resta il rammarico per non aver potuto veder partire l'hospice per il quale avevamo gli spazi a disposizione in Via Fontevivo. E rimane in campo l'annoso tema della carenza di infermieri, che si sta tamponando in questo periodo".

Dopo i ringraziamenti della direttrice del presidio ospedaliero, Decia Carlucci, il dottor Camellini ha illustrato le caratteristiche dell'ecoendoscopio, per il quale la Fondazione ha dapprima coinvolto il dottor Romolo Briglia, già direttore del Reparto di Gastroenterologia, e l’ingegner Lorenzo Leogrande, presidente dell’Associazione italiana ingegneri clinici, e poi elargito 214mila euro, una spesa completata dall'acquisto dei supporti "consumabili", come spiegato dalla neo direttrice amministrativa Laura Lodetti.
"L’apparecchiatura elettro-medicale è costituita da una sonda endoscopica simile a un gastroscopio su cui è inserita sulla punta un trasduttore ecografico, che consente di esaminare non solo la parete del tratto digestivo, ma anche gli organi adiacenti. Si tratta quindi di uno strumento di uso estremamente versatile e trasversale a diverse discipline (ad esempio: onco-ematologia, chirurgia addominale e proctologica, ginecologia e pneumologia). Nel pancreas permette di vedere lesioni molto piccole, nelle vie biliari di diagnosticare agevolmente neoplasie o calcoli. Inoltre, questa metodica permette anche applicazioni terapeutiche e la realizzazione di prelievi e biopsie, evitando in molti casi procedure chirurgiche, riducendo i tempi di degenza. Si tratta di una metodica con applicazioni del tutto trasversali che darà il meglio di sé se ci sarà condivisione tra i reparti".

A conclusione dell'esposizione delle caratteristiche del macchinario e delle migliorie in termini diagnostici i vertici della Asl hanno colto l'occasione per ricordare l'importante dello screening del colon retto, per la ricerca di sangue occulto nelle feci, una pratica di fondamentale importanza, la cui efficacia aumenta con la precocità della diagnosi, ma per la quale c'è ancora troppo poca adesione da parte dei pazienti spezzini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Decia Carlucci, Lorenzo Camellini, Matteo Melley, Andrea Conti, Laura Lodetti Archivio CDS


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