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Ospedale Felettino, le associazioni: "Si faccia una commissione civica per seguire progetto e lavori"

La proposta

La Spezia - "Oggi presentazione del “nuovo” progetto dell’ospedale del Felettino da parte del presidente della Regione, del sindaco della Spezia, dell’assessore regionale alle Infrastrutture e del commissario straordinario Asl 5, presso l’aula della Beghi. Nonostante una gentile “intimazione” ad allontanarci, visto che la riunione sarebbe stata riservata solo alla stampa, siamo rimasti nell’aula e siamo riusciti ad ascoltare la presentazione, rimandando altrettanto gentilmente al mittente l”’intimazione”". Esordiscono così le associazioni Manifesto per la sanità locale e Insieme per une sanità migliore nel loro intervento di commento a quanto dichiarato in mattinata dai vertici regionali e sanitari in merito al progetto di fattibilità per il nuovo ospedale spezzino.

"I dati salienti del cosiddetto nuovo progetto: 508 posti letto (sostanzialmente uguali a quelli previsti nel vecchio progetto, anzi con una riduzione di qualche decina), 175 milioni di euro la cifra prevista (sostanzialmente uguale al vecchio progetto), qualche parcheggio in più (ma e’ veramente una priorità?). Uno spiegone dettagliato delle attrezzature interne, della divisione dei servizi ospedalieri - proseguono gli attivisti delle due associazioni - e della domotica (elementi che comunque avrebbe previsto anche il vecchio progetto).
Identica struttura con le “4 dita” tra loro collegate. Dove sta quindi la differenza per avere un ospedale degno di questo nome, non prima di almeno altri 5 anni di attesa? (il Presidente della Regione ha riferito che la partenza del cantiere sarà nel primo trimestre 2022 con successivi tre anni per la conclusione dei lavori). L’unica differenza sostanziale e’ nel modo di finanziamento dell’opera che sarà in parte a carico del privato, il quale in cambio avrà un canone annuale per la costruzione e gestione dei servizi accessori a quelli ospedalieri per almeno 30 anni. Il che sta a significare che il bilancio dell’Asl sarà ingessato da questa voce di costo per lo stesso periodo di tempo, impedendo di destinare risorse a risparmio in settori e servizi strategici per le cure dei cittadini. Un appalto almeno trentennale in servizi accessori – ma comunque strategici per l’ospedale (il riscaldamento, le forniture di servizi, ed altro) – impedirà all’Asl di poter rivedere nel corso degli anni i contratti con possibilità di risparmiare e destinare le risorse ad altri settori. Inoltre, e qui sta la differenza tra pagare un canone ad un privato e pagare una rata di un mutuo per un finanziamento pubblico, dovremo tenerci quel gestore privato anche se il servizio potrà non essere di qualità, innescando rischi di contenziosi e ulteriori sprechi se dovessero esserci richieste migliorative per gli utenti da parte dell’Asl. Perché quindi questo cambio di marcia? Non certo per il motivo che anche oggi il (loro) sindaco si e’ affannato a sostenere: cioè che il precedente appalto era stato revocato perché la variante sismica comportava una totale rivisitazione del vecchio progetto (ricordiamo prima a noi che al sindaco che la normativa sui contratti pubblici – art. 106 - NON prevede un nuovo affidamento se le varianti riguardano l’adeguamento ad un provvedimento dell’autorità – per noi l’autorizzazione sismica della Provincia del 2016 – e non alterano la struttura generale del contratto. La variante richiesta dal precedente appaltatore era migliorativa per adeguarsi alle norme sismiche e non prevedeva alcun maggior costo – come indicato dal verificatore esterno della Regione: la società Conteco Check). La ragione di questo cambio di marcia – e quindi la ragione della revoca del precedente contratto di appalto (che prevedeva un finanziamento interamente pubblico a carico della Regione e dello Stato) – e’ presto detta: essa rientra nei programmi di privatizzazione di questa Giunta regionale, il cui presidente aveva da tempo annunciato il suo intento di privatizzare il 15% dei posti letto in Liguria.
Consentire ad un privato di potersi arricchire con i denari della collettività, per un tempo così lungo e senza alcuna logica di concorrenza e di competitività, è una scelta che rientra nei poteri di chi oggi amministra. Così come vi rientrano le relative responsabilità (dopo una indagine della Corte dei Conti anche il presidente della Regione Veneto ha dovuto ammettere: “il project financing è diventato un global service e, quindi, è diventato incontrollabile. Infatti si arriva a pagare un canone del 10-12%, quando dalla Bei si possono avere fondi al tasso dell’1,5%”. Sanità: Zaia (Veneto), il project financing va governato. Libero Quotidiano, 24.02.2014
Ad ogni modo, visto che la scelta risulta tracciata e che tutto – come esposto alla conferenza stampa di oggi – risulta legittimo e trasparente, non vi è ragione di negare la costituzione di una commissione civica partecipata che possa seguire i lavori di progettazione, costruzione e gestione, come già da anni abbiamo richiesto a tutte le amministrazioni di destra e di sinistra", concludono Manifesto per la sanità locale e Insieme per une sanità migliore.

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