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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Novembre - ore 23.20

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Ora i ricoveri crescono al ritmo di settembre

Poche settimane dopo aver contrastato il cluster spezzino, sugli ospedali torna lo stesso livello di pressione. Ma allora le scuole erano chiuse. A marzo si passò da 78 al massimo di 148 pazienti in ospedale in una sola settimana.

il confronto

La Spezia - Per gli ospedali spezzini questa è la terza ondata. E il ritmo di crescita dei ricoverati nell'ultima settimana ricalca la progressione che si era avvertita ai tempi del cluster nostrano, quello scoppiato a fine estate e che aveva spinto a misure straordinarie. Poche settimane dopo aver parzialmente rintuzzato la ripresa dei contagi, e conseguentemente dei casi da ricovero, la Spezia e provincia si allineano ad un trend che adesso è nazionale. L'ultimo bollettino congiunto Alisa-Ministero della Salute segnala 77 pazienti Covid accolti dall'ospedale San Bartolomeo di Sarzana al 28 ottobre, dopo un incremento settimanale pari al 163,8%. Erano infatti 47 giovedì 22 ottobre scorso.

Dati che ricalcano quasi perfettamente quelli della seconda settimana di settembre, quando l'incidenza di Covid aveva fatto della provincia spezzina un caso nazionale. Anche allora, nell'arrivare a 78 pazienti ricoverati si era registrato un incremento nella settimana precedente, iniziata domenica 6 settembre, pari al 165,9%. Era stato peraltro appena introdotto (5 settembre) l'obbligo di indossare la mascherina ovunque e sempre tra Deiva Marina e Luni.
L'indirizzo però era ancora di non rimandare l'inizio della scuola, ma i numeri dei giorni a seguire avrebbero consigliato poi diversamente. Il 22 settembre, sei giorni prima del rientro in classe, il picco del cluster per quanto riguarda gli ospedali: 85 ricoveri di cui otto terapie intensive. Il primo giorno di scuola, che coincise con la riapertura dei parchi e la cancellazione della zona di attenzione dell'Umbertino, i ricoverati rimasti erano 68.

La curva di crescita è di quelle che un mese e mezzo fa consigliò misure straordinarie, in un contesto in cui le norme locali erano più severe di quelle nazionali e non viceversa. Senza contare che la sanità spezzina si appoggiò a quella genovese con trasferimento di pazienti gravi, cosa che oggi sarebbe più difficile visto che San Martino, Villa Scassi e Galliera contano a ieri 555 pazienti contro le poche decine di inizio settembre.
L'impegno sugli ospedali nostrani è comunque ancora relativo rispetto ai giorni peggiori della prima ondata. Il 31 marzo scorso c'erano 148 ricoverati tra Sant'Andrea e San Bartolomeo, con 18 terapie intensive, in quello che rimane l'apice dell'emergenza. Tuttavia solo una settimana (24 marzo) prima i ricoverati erano 78, tanti quanti oggi, e il ritmo di crescita era addirittura più contenuto di quello odierno. Dall’11 marzo l’Italia era in lockdown totale. Se la curva dovesse ricalcare quanto successo in primavera, questo potrebbe davvero essere il momento cruciale della nuova ondata.

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