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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 20.36

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Nuovo sciopero degli infermieri il 23 febbraio

In una nota del sindacato Nursind: "Mancano i finanziamenti, deroghe sull’orario di lavoro, mancati sviluppi professionali".

"Svenduti per 85 euro"
Nuovo sciopero degli infermieri il 23 febbraio

La Spezia - Gli infermieri incroceranno le braccia per 24 ore. Ad annunciarlo è il sindacato Nursind della Spezia che ha proclamato una giornata di sciopero per il 23 febbraio prssimo.
“Il contratto che nega le giuste aspettative di tutta la categoria dopo 9 anni di blocchi contrattuali - si legge in una nota - . Mancano i finanziamenti, deroghe sull’orario di lavoro, mancati sviluppi professionali. Siamo stati svenduti per 85 euro”

Nursind spiega le ragioni del dissenso: “Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS”.
“Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità - si legge nella nota - e il completo riconoscimento del cambio divisa e consegne, ivi compreso il finanziamento dell’ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino. Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici”.

“Chiediamo direttive - prosegue il sindacato - e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento. Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente. Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’Aran, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE”.

“Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino - spiegano ancora nella nota -. Ma non solo, è allucinante la richiesta di elevare l’orario settimanale a 48 ore anche fino a 12 mesi. Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico”.

“Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario” della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del d.lgs. 30.03.2001 n 165 - concludono -, ricorrendo le condizioni previste dal legislatore. Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione, in ogni azienda, e per ogni servizio, delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto”.

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