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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 12.00

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Nuovo ospedale, la Asl: "Rigettata la riserva da 10 milioni di euro"

Audizione dei vertici dell'azienda sanitaria davanti alla commissione comunale: "L'opera non costerà un euro in più del previsto. La variante sulle fondazioni potrebbe permettere di risparmiare tempo".

"Il termine resta il 21 novembre 2020"
Nuovo ospedale, la Asl: "Rigettata la riserva da 10 milioni di euro"

La Spezia - I tempi di realizzazione del nuovo ospedale saranno rispettati, e non ci saranno costi ulteriori rispetto a quelli previsti.
"La riserva da 10 milioni presentata dalla ditta Pessina è stata completamente rigettata e la variante in fase di discussione al momento non comporterà la spesa di un solo euro in più, né il prolungamento dei tempi di cantiere. A oggi, dunque, il termine del 21 novembre 2020 rimane valido: lo ha messo nero su bianco di recente anche l'impresa costruttrice". Lo hanno spiegato questo pomeriggio i vertici della Asl in risposta alle domande dei componenti della commissione Sanità presieduta da Marco Frascatore, nel corso della seduta convocata su richiesta da Dina Nobili.

E' stata proprio la commissaria del Pd a prendere la parola per prima, illustrando i motivi della sua istanza.
"Da più parti viene riportata una certa lentezza nei lavori, e questo è di per sé preoccupante. E poi che ne è stato - ha chiesto - della riserva da 10 milioni di euro presentata dalla ditta? C'è oggi un progetto esecutivo sul quale lavorare, nonostante le varianti che si stanno discutendo? Il cambiamento di linea sul livello del Dea avrà ripercussioni a livello progettuale? Infine, poiché ritengo che la sanità non abbia colore e che ognuno di noi debba essere a disposizione, avanzo una proposta: che si realizzi all'interno del nuovo ospedale un asilo nido per i figli delle lavoratrici. Dalle testimonianze che ho raccolto è emerso che è un'esigenza sociale molto forte, anche in considerazione dell'auspicio che ci sia un ringiovanimento del personale".

"Per il nido, così come per una ludoteca, è stata data indicazione nella fase progettuale - ha esordito il direttore generale, Andrea Conti -. Mentre per quel che riguarda il Dea, sottostiamo a quanto previsto dal decreto 70 e la tipologia delle specialità che saranno ospitate nella struttura non ne determinano gli spazi. Il progetto di massima rimane attuabile e definito".
L'ingegner Massimo Buccheri, dirigente della sezione tecnica della Asl, è entrato nei dettagli tecnici.
"Il progetto è già esecutivo, altrimenti non potrebbe essere stato cantierabile. Non ci sarà riduzione delle specialità: Sant'Andrea verrà trasferito tale e quale, con l'aggiunta di alcuni reparti oggi al San Bartolomeo. Non c'è un problema di maggiori costi: se Pessina ha maggiori pretese, nel corso dei lavori può presentare legittime riserve. Sta a noi valutarle. La richiesta di 10 milioni per tre mesi di mancata produttività è stata rigettata, posticipando di tre mesi i termini di fine lavori e accogliendo solamente una somma di 360mila euro, coperti dal piano imprevisti dell'appalto. Si tratta di normale gestione di un appalto per un'opera così grande. Sono stati spesi 350mila per il trasferimento dell'altare e per una modifica sul fronte degli scarichi fognari, ma tutto è coperto dal punto di vista finanziario".
Buccheri ha poi fatto il punto sul momento attuale del cantiere, che sta procedendo apparentemente a rilento, ma non è fermo.
"L'impresa sta completando gli scavi per poi fare la fondazione e sta facendo la terza fila di tiranti della paratia. Nel frattempo è in fase di valutazione la variante proposta sulla tecnica di realizzazione delle fondazioni, passando dal sistema dei travi rovesci alla platea, che comporterebbe un risparmio in termini di tempo. Provincia e Comune hanno chiesto delle integrazioni, fornite giusto ieri da Pessina".

Da tre settimane in sella, il neo direttore amministrativo Riccardo Zanella, si è focalizzato sulla vicenda del nuovo ospedale ed è intervenuto ricordando la complessità di un'opera che rappresenta "l'investimento più importante in corso in Liguria, un intervento di interesse istituzionale, che travalica le giunte politiche. Dopo anni e anni di impegno, il progetto è stato approvato nel luglio del 2016 e i lavori sono stati assegnati un mese dopo. Operiamo in un territorio complesso, con situazioni non programmabili e definibili".

"Gli investimenti fatti sull'attuale Sant'Andrea dopo la valutazione inserita nel capitolato d'appalto sono persi?", ha chiesto Lorenzo Forcieri.
"La valutazione fatta nel 2009 era di 25,6 milioni, quando è stata lanciata la gara era nettamente inferiore, ma nell'appalto la somma è rimasta pressoché invariata. Se la facessimo oggi, pur aggiungendo i denari spesi in questi anni per garantire la sicurezza dei pazienti, non si raggiungerebbe ugualmente l'entità della valorizzazione".
Nessuna possibilità di guadagno per le casse della Asl nemmeno dalla questione inerente l'altare di Villa Cerrè. "Avviare un contenzioso contro un organo dello Stato non porterebbe da nessuna parte. Putroppo si tratta di episodi fisiologici negli appalti di questo genere", ha spiegato Zanella in risposta al quesito posto da Massimo Caratozzolo in relazione alla possibilità di rivalersi sulla Soprintendenza per l'inversione di marcia riguardo al valore storico dell'altare e il conseguente ritardo cagionato al cantiere.

Ha gettato acqua sul fuoco anche Conti, parlando della compsizione della commissione di collaudo dell'opera.
"Sono state dette tante inesattezze - ha detto il direttore generale rivolto a Guido Melley, che ha sollevato l'argomento -. Il mio predecessore aveva costituito la commissione prima dell'affidamento dei lavori, secondo quanto prescritto dal decreto 163, nel quale era anche previsto il coinvolgimento di dipendenti pubblici. Successivamente è entrato in vigore il decreto "Cantone", che impone che per questo ruolo si peschi tra professionisti privati. Peccato che qualcuno non si sia accorto che la norma transitoria prevede che per le opere iniziate prima della sua promulgazione valgano le prescrizioni del decreto 163. Per questo abbiamo mantenuto i membri della commissione. Senza contare che rivolgendosi a privati avremmo speso tre volte tanto, passando da 400mila euro a oltre 1,2 milioni".
Sempre da Melley sono giunte richieste di rassicurazione sull'effettiva disponibilità dei 6 milioni di euro derivanti da cartolarizzazioni della Regione, sul fatto che le 10 sale operatorie previste siano sufficienti e una valutazione sulla decisione di non tenere la direzione lavori interna ad Asl.
"La giunta regionale - ha risposto Zanella - ha recentemente confermato che i soldi ci sono tutti. Per la costruzione dell'opera e per l'avvio della struttura".
"Non siamo abbastanza strutturati per gestire la direzione lavori - ha concluso Conti -, l'ingegner Buccheri è già oberato di altri impegni e non c'è il personale sufficiente per sostenerlo in un compito del genere. Per questo abbiamo lasciato che sia Ire a occuparsi dell'incarico. Per quanto riguarda le sale operatorie, quelle attuali sono tutte piene, tanto che ne stiamo realizzando due. E non abbiamo nemmeno 500 posti letto. Con il nuovo ospedale da 450 e quelli del San Bartolomeo, finalmente raggiungeremo i 600 posti letto, il numero minimo per poter garantire un servizio dignitoso in una provincia da 215mila abitanti. Con più posti letto avremo bisogno anche di un maggior numero si sale operatorie a disposizione e potremo finalmente far fronte ai problemi di mobilità passive delle degenze, che altrimenti non possiamo risolvere".

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