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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Settembre - ore 22.30

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Nuovo Felettino, 250mila euro in più per l'altare

Tempi di realizzazione confermati: oggi il ritardo è di sei mesi ma l'ingegner Buccheri ha fiducia: "Pessina potrebbe recuperare il gap e concludere entro il 2020".

Nuovo Felettino, 250mila euro in più per l´altare

La Spezia - Alla fine sarà un Dea di primo o di secondo livello? Nei giorni in cui il vecchio Felettino entra a pieno titolo nella scatola delle fotografie del passato, c'è un altro Felettino che sta iniziando a nascere e con esso i dubbi che profumano di certezze su un possibile declassamento. Da un punto di vista strettamente tecnico ed architettonico la commissione temporanea su ha convocato l'ingegner Massimo Buccheri, direttore dei lavori, per chiedere un cronoprogramma sul prossimo futuro: "Siamo nei tempi. L'azienda Pessina a breve provvederà allo spostamento dell'altare settecentesco e alla susseguente demolizione della villa da completare entro il mese di febbraio. Poi sarà il momento di scavare, creare una paratia perimetrale e quindi le fondamenta".

Consegna prevista del nuovo Felettino confermata entro il 2020 mentre per quel che concerne la questione sulle peculiarità del nuovo nosocomio, secondo Buccheri le preoccupazioni sugli spazi sono risibili: "Laddove trova spazio un Dea di secondo livello, può trovare altrettanto spazio uno di primo. Non c'è bisogno di un aumento dei volumi. Il resto non è di mia competenza. Costi lievitati? L'unica variante prevista è un opera da 250mila euro che dobbiamo fare per ordine della Soprintendenza per lo spostamento dell'altare che in un primo momento non ci era stato segnalato. Rientra nei costi dell'opera. Non ci sono problematiche di sorta, né sotto il profilo del cantiere né per eventuali questioni di natura geologica. La realtà geologica è connessa allo studio dei versanti, anche se può sempre capitare un punto dove non sono stati fatti sondaggi e dove magari emerge una variazione del terreno. Per esperienza mi pare di poter escludere questo tipo di sorprese: non andiamo così in profondità nelle escavazioni e ribadisco che la paratia che verrà costruita serve proprio a fornire un ulteriore capitolo di sicurezza. Abbiamo perso quattro mesi solo perché la consegna dei lavori e giunta ad agosto ma per come stiamo lavorando sono convinto che recupereremo".

Una totalità di 520 posti letto, numero che rimane intatto che si tratti di primo che di secondo livello. Ma i consiglieri mostrano più di un dubbio sulla possibilità che alla fine si trovi un accordo con le Asl vicine per non perdere l'occasione di avere un ospedale con tutti i reparti degni di un capoluogo di provincia in una regione dove le aziende locali sono una in più delle province stesse. Il commissario Giulio Guerri in particolare ricorda come il decreto Balduzzi del 2012 abbia di fatto tagliato la testa a questo discorso. Il bacino d'utenza, fra 600mila e 1 milioni di persone coinvolte, non è sufficiente: "La scatola rimane quella - aggiunge Buccheri -. Dovevamo risolvere il problema dei posti letto. I reparti? La direzione generale sta rivedendo tutto il quadro della situazione".

Il maxi cantiere di Via del Forno è strettamente connesso con l'altra opera in corso, lontana di un centinaio di metri. Con il terzo lotto completato, la Variante Aurelia unirà la Val di Vara a Lerici e val di Magra. E in mezzo c'è proprio l'ospedale. I tempi potranno incastrarsi felicemente? "Ad oggi - precisa il vicesindaco Cristiano Ruggia - è ragionevole pensare che i lavori termineranno nel giugno del 2018".

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