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Ultimo aggiornamento: Domenica 07 Marzo - ore 18.07

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Non solo sovraffollamento: "Attivare la Rems di Calice per i soggetti psichiatrici"

L'appello del Sappe: "La struttura è pronta ma non è ancora stata consegnata".

Il sindacato
Carcere Villa Andreino

La Spezia - “I problemi delle carceri liguri sono e restano collegati da una presenza di detenuti superiore a quella consentita. Ma il fenomeno che preoccupa è l’elevata presenza di detenuti psichiatrici, ancora non censita ma presupposta, che condiziona l’attività della Polizia penitenziaria in termini di sicurezza ed incolumità penitenziaria”. Lo afferma in una nota Michele Lorenzo, segretario regionale del sindacato Sappe. “Al 31 dicembre 2020 – proseguono dal sindacato - lo specchio dei detenuti ristretti nelle 6 carceri liguri, a fronte di 1120 posti, è di 1352 detenuti, 128 in meno rispetto al trascorso anno grazie ad uno svuota-carceri adottata per contenere l’effetto al contagio pandemico, ma questa riduzione non ha contribuito a rendere meno problematica la gestione delle carceri e i dati ne rappresentano la riprova”.

I numeri riferiti dal Sappe

Genova Marassi 647 detenuti su una capienza di 521 posti
Sanremo 256 detenuti su una capienza di 240 posti
La Spezia 172 detenuti su una capienza di 151 posti
Imperia 57 detenuti su una capienza di 60 detenuti
Genova Pontedecimo 155 detenuti dei quali 73 donne su una capienza di 96 posti dei quali 43 nel reparto femminile.
Chiavari 65 detenuti su una capienza di 52 posti.

“I detenuti stranieri sono 735 – prosegue Lorenzo -. E’ il carcere di Sanremo a detenere la percentuale più elevata di stranieri reclusi con il 57,81% seguito da Imperia con 56,14%, La Spezia con il 54,65%, Genova Marassi con il 54,10%, Chiavari con il 52,31%, infine l’istituto di Genova Pontedecimo con il 49,68 %. Oggi, come detto, l’ulteriore caratteristica negativa della Liguria penitenziaria è rappresentata dalla presenza di detenuti psichiatrici ingiustamente ristretti nelle carceri, invece di essere curati in appositi centri regionali denominati Rems ancora inesistenti in Liguria, quindi non è solo l’assenza del carcere di Savona la negatività regionale per altro recepiamo la notizia di questi giorni di un ritrovato interesse per l’individuazione delle aree papabili all’edificazione del nuovo carcere savonese tra le aree di Cengio o quelle di Cairo Montenotte, che sia la volta decisiva dopo 5 anni di disinteresse. La presenza di soggetti psichiatrici è causa di una serie di eventi critici che inficiano la sicurezza dell’istituto oltre l’incolumità del poliziotto penitenziario; è quindi necessario capire le motivazioni per le quali la Rems di Calice al Cornoviglio non è ancora stata consegnata, benché ultimata, come è altrettanto indispensabile dotare gli istituti di un’assistenza specialistica idonea per ridurre l'aggressività dei soggetti psichiatrici”.

La nota del Sappe riferisce poi di 58 tentativi di suicidio in carcere sventati nel 2020 (“36 in più rispetto al 2019”) e fornisce un quadro degli eventi critici registrati nella carceri liguri nell'anno appena trascorso: parliamo, dato del sindacato, di 435 azioni di autolesionismo, 399 colluttazioni, 65 ferimenti. “Le azioni di proteste sono state 2.290 delle quali 184 casi di sciopero della fame, 32 rifiuto del vitto, 234 danneggiamenti a celle, 920 proteste per le condizioni di detenzione, 1452 proteste con battitura alle inferriate, 74 rifiuti di rientrare nelle celle”. Il Sappe fornisce anche il dettaglio istituto per istituto; la casa circondariale spezzina, nel 2020, ha fatto registrare 52 casi di autolesionismo, 2 tentati suicidi, 24 colluttazioni e 10 ferimenti.

"Questa mole di criticità viene contrastata solo dalla tenacia e professionalità della Polizia penitenziaria, spesso non valorizzata e sempre in forte carenza d’organico, che si conta oggi in Liguria in 130 Poliziotti penitenziari. Come Sappe richiamiamo l’attenzione dei politici liguri e della magistratura, perché questo combinato aumento popolazione detenuta ed eventi critici con carenza di Polizia penitenziaria, nonché gestione detenuti psichiatrici ed assenza di strutture e assistenza sanitaria, potrebbe compromettere seriamente il futuro assetto sicurezza delle carceri liguri e ciò che ad esse è collegato”, conclude Lorenzo.

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