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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Luglio - ore 08.00

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Nel 2018 spesi 68 milioni per le fughe sanitarie

La Conferenza dei sindaci ha approvato il bilancio consuntivo della Asl 5, che è stato chiuso con una perdita programmata di 8 milioni di euro. Il centrosinistra ha presentato un documento per chiedere convocazioni più frequenti dell'assemblea.

Asl: nuono direttore generale entro due settimane
Nel 2018 spesi 68 milioni per le fughe sanitarie

La Spezia - I sindaci (perlomeno i pochi presenti) hanno espresso il proprio parere consultivo favorevole al bilancio consuntivo 2018 della Asl 5. Un esercizio che si chiude con una perdita programmata di 8 milioni di euro e all'interno del quale ci sono tante luci quante ombre.

Il responsabile della Gestione delle risorse economiche e finanziarie della Asl, Fabio Cargiolli, ha illustrato come nel bilancio fossero presenti entrate inferiori per 6 milioni rispetto al 2017, in parte dovute al fatto che Alisa ha avocato a sé la gestione di alcuni servizi relativi alle funzioni farmaceutiche. La parte restante della riduzione è stata compensata da maggiori contributi vincolati accantonati negli anni precedenti.
L'aumento dei costi si esercizio è stato di circa tre milioni ed è dovuto a maggiori spese per il personale, cagionate dalla nuova contrattualistica, e da una crescita della spesa ospedaliera e della mobilità passiva quantificabile in 4 milioni e 680mila euro. Sono stati ridotti i debiti nei confronti dei fornitori e i tempi di pagamento sono migliorati, avvicinandosi ai 60 giorni.

"La Asl 5 non è certo nuova a sofferenze di bilancio, ma oggi è nettamente la peggiore in termini di servizio offerto. L'aumento mobilità passiva come sarà affrontato e a cosa è dovuto? E come si spiegano 4 milioni di rimanenze di magazzino?", ha domandato il vice sindaco di Arcola, Gianluca Tinfena.
"In totale la mobilità passiva - ha replicato Cargiolli - ammonta a 68 milioni, 15 dei quali sono intraregionali. Rispetto al bilancio del 2017 il valore è cresciuto di oltre 3 milioni di euro, ma bisogna tenere conto del fatto che i numeri si riferiscono a due anni prima. Le motivazioni sono molteplici e il vero e proprio tallone d'Achille è rappresentato dai motivi geografici, dalla vicinanza con le strutture sanitarie di un'altra Regione come la Toscana. Le rimanenze di magazzino sono inferiori rispetto al 2017: è chiaro che questa cifra deve scendere ancora, ma c'è un grande problema di spazi, e bisogna parametrare il tutto all'entità totale degli acquisti, che ammonta a 63 milioni di euro".
Duro anche il sindaco di Bolano, Alberto Battilani: "chiudere un bilancio in perdita con servizi di bassa qualità non può che colpire. Sappiamo quali sacrifici stia facendo il personale e il pensiero va a quei medici, infermieri e operatori che hanno denunciato la situazione con una lettera aperta. Sino a oggi il Libro bianco proposto dalle Regione ha portato solo a creare una nuova azienda che dovrebbe coordinare le cinque Asl. L'assessore Viale non dice niente, eppure la situazione è evidentemente grave e il nuovo ospedale è ancora avvolto nel mistero. La politica deve lanciare un grido di allarme. La preoccupazione è reale, per tutti".
Secca la replica del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, presidente della Conferenza: "Nel 2015, anno di insediamento dell'attuale giunta regionale, il ministero ha riscontrato un elevato deficit nella sanità ligure ed è stato fissato un piano di rientro di 5 anni. A questo si aggiungono i ritardi nella realizzazione dell'ospedale al Felettino, fatto che complica molto la situazione".
"La qualità del servizio è alta - ha aggiunto il vice sindaco di Sarzana, Costantino Eretta - e i veri problemi sono quelli delle strutture. Con la nascita di Alisa tutti i primari partecipano al coordinamento regionale, e questo è certamente un elemento positivo. Mentre per ridurre le fughe sanitarie ritengo si debba puntare sulle strutture nuove e non si debba chiudere il San Bartolomeo".

La sindaca di Santo Stefano Magra, Paola Sisti, ha invocato la nomina del nuovo direttore generale e ha annunciato la presentazione di un documento con il quale i sindaci di centrosinistra chiedono che la Conferenza si riunisca in maniera continua. "Il mantenimento di livelli qualitativi accettabili è dovuto alla perseveranza e all'eroismo dei medici, ma ci sono liste di attesa infinite. Per questo i medici hanno scritto quella lettera di denuncia. Serve una assunzione collettiva di responsabilità e un confronto costante su questo tema. Alisa, a mio avviso, è stato un appesantimento e non un miglioramento".
"Dobbiamo lavorare tutti, facendo ognuno il proprio. Ho incontrato medici che hanno firmato la lettera - ha rivelato Peracchini - e ho detto loro che non capisco perché l'abbiano buttata in politica, subito dopo le dimissioni dell'ex direttore generale. Aspettiamo la nomina del nuovo, tra 10/15 giorni. Per quanto concerne le liste attesa: sono sempre le stesse da 20 anni... abbiamo progetti pronti a partire per migliorare la situazione. E mi rendo assolutamente disponibile a convocare più continuativamente la Conferenza, perché la sanità è un tema di tutti".
Secondo il primo cittadino di Borghetto Vara, Claudio Delvigo, il problema delle fughe affonda le radici nel passato, quando venne stretto un accordo con il San Camillo: "La gente prende una strada e poi prosegue su quella".
"Dobbiamo lanciare un grido d'allarme trasversale. Siamo una provincia a vocazione turistica - ha ricordato la sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia - e i problemi di organico fanno sì che le attività commerciali non siano sufficientemente controllate dal punto di vista igienico e sanitario".
"Attenzione a non scivolare nella demagogia: sino a 24 mesi fa la Asl governata da manager nominati dal suo partito. Se vogliamo fare un documento sulle priorità, oltre a quella dell'ospedale, che è prioritario, sono disponibile a collaborare", ha replicato Peracchini, mentre Tinfena ha insistito sulle responsabilità della Regione e ha chiesto che in una prossima seduta sia presente anche l'assessore Viale.
Il bilancio è stato votato favorevolmente dai sindaci dei Comuni della Spezia, Sarzana, Riccò del Golfo, Borghetto e Beverino, mentre hanno alzato la mano per votare contro i rappresentanti di Zignago, Vezzano Ligure, Castelnuovo Magra, Riomaggiore, Santo Stefano, Arcola e Bolano. La pratica è stata approvata a causa del differente peso dei voti, calcolato in base al numero degli abitanti.

Peracchini ha informato l'assise della conferenza di servizi sulla proposta di variante per il nuovo ospedale in calendario martedì 16 luglio e subito il sindaco di Castelnuovo, Daniele Montebello ha chiesto che sia convocata una Conferenza nei giorni successivi per l'aggiornamento sull'andamento dell'incontro tecnico e per approfondire i temi emersi nel corso della discussione del bilancio.
Mentre Sisti consegnava al sindaco spezzino il documento con il quale si chiedeva una frequenza maggiore delle riunioni, Alberto Battilani, primo cittadino di Bolano, ha sottolineato come la la Conferenza sia sempre poco partecipata: "Propongo di istituire un gruppo di lavoro con i presidenti di ambito, così da poter affrontare le questioni con maggiore costanza ed efficacia", ha concluso prima dello scioglimento dell'assemblea.

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