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Nave saudita, Benifei: "Sindaco, prefetto e Adsp si esprimano". Arci: "Arsenale non sia la soluzione"

Nave saudita, Benifei: "Sindaco, prefetto e Adsp si esprimano". Arci: "Arsenale non sia la soluzione"

La Spezia - “Apprendiamo con sconcerto quanto trapelato a proposito della destinazione del carico del cargo saudita Bahri Yanbu, arrivato stamani nel porto di Genova”. È quanto dichiara l’eurodeputato spezzino del Partito democratico Brando Benifei, candidato per un secondo mandato. “Esprimo - prosegue - la mia piena solidarietà agli operatori portuali e alla mobilitazione sindacale che ha rifiutato il carico a Genova, ottenendo l’accordo con la prefettura e l’Autorità portuale. Mi auguro che altrettanto avvenga alla Spezia, dove sembra che il materiale sarà trasportato in treno per poi essere caricato. Chiedo pertanto al sindaco Peracchini, al prefetto Garufi e all’Autorità portuale di sistema del Mar Ligure Orientale di dare immediatamente rassicurazioni sul fatto che ciò sarà impedito con ogni mezzo. È inaccettabile chiudere i porti alle persone per lasciarli aperti alle armi”. “Come espresso più volte dal Parlamento europeo, più di recente nella mia relazione sul Post-Primavere arabe in Medio Oriente e Nord Africa, è inaccettabile che gli Stati UE, a parole difensori dei diritti umani e del diritto internazionale, esportino armi a regimi come quello saudita, a maggior ragione da impiegare per il conflitto in Yemen e, in generale, a fini di repressione o contro la popolazione civile. Esiste in proposito dal 2008 una Posizione comune del Consiglio, che vieta espressamente questo tipo di esportazioni, è tempo di farla rispettare davvero a tutti gli Stati membri, con un meccanismo sanzionatorio. Abbiamo inoltre chiesto ripetutamente - conclude - un embargo sulla vendita di armi all’Arabia Saudita esteso a tutta l’Unione europea. Non possiamo più permetterci di arretrare sui nostri principi fondamentali per meri interessi economici”.

“La ministra della Difesa autorizzerà l'imbarco dall'arsenale militare della Spezia di armi sul cargo Bahri Yanbu?” Lo chiedono Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci e Stefania Novelli, presidente del comitato Arci La Spezia.
“Il cargo – proseguono – è già stato contestato e bloccato a Le Havre, a Santander e oggi a Genova. Sarebbe gravissimo – rimarcano - se la soluzione diventasse un arsenale militare italiano quale quello della Spezia. Ci auguriamo che il tanto sbandierato slogan dei porti chiusi si applichi alle armi destinate a un conflitto che sta devastando la società civile dello Yemen. E che non si aggirino le proteste degli operatori portuali e della società civile utilizzando una struttura militare. La questione dell'intervento saudita nello Yemen era già stata posta alla ministra Trenta proprio alla Spezia durante la manifestazione SeaFuture dalle associazioni pacifiste che contestavano l'evento. La ministra Trenta – concludono – dica se esistono richieste di un coinvolgimento militare, non si partecipi indirettamente a un conflitto che secondo le Nazioni Unite ha fatto oltre 233mila vittime”.

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