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Nasce un gruppo di studio e azione sul rischio trasporto del gnl nel Golfo

Panigaglia
Nasce un gruppo di studio e azione sul rischio trasporto del gnl nel Golfo

La Spezia - Su iniziativa del circolo spezzino di Legambiente, si è formato in questi giorni un gruppo di confronto e approfondimento sul tema del rischio derivante dalle attività di stoccaggio, distribuzione e trasporto di GNL nel Golfo.
Al primo incontro hanno partecipato, oltre a Legambiente, l’associazione Posidonia di Porto Venere, PortovenereTVB, l’esperto di diritto ambientale Marco Grondacci, e lo studioso Leo Bartolini, ma l’intenzione è quella di ampliare il campo a chiunque possa fornire un contributo fattivo sull’argomento. Tra i temi trattati, che verranno poi approfonditi e affrontati anche tramite iniziative pubbliche, vi sono: il progetto Small Scale GNL di GNL Italia ad oggi sottoposto a verifica di assoggettabilità VIA presso il Ministero dell’Ambiente, che ha l’obiettivo di trasformare l’impianto di Panigaglia in una sorta di distributore di GNL cui accederebbero autobotti che poi con apposite chiatte dovranno attraversare il Golfo per raggiungere il porto e rete autostradale: "Su questo progetto occorre intervenire per assicurare quanto meno la realizzazione della Valutazione di Impatto Ambientale ordinaria" - spiegano i promotori.

Altra questione la modalità di rifornimento delle navi in porto tramite bettolina (come avvenuto in forma sperimentale
per la Costa Crociere ormeggiata al molo Garibaldi, quindi in pieno centro cittadino). Senza dimenticare l’aumento del rischio in relazione alla sommatoria di impianti e attività pericolose che si hanno nel Golfo (centrale enel, campo pol Nato, trasporto merci pericolose, naviglio militare e nucleare della NATO), anche per quello che attiene il pericolo attentati; rischio che andrà ad aumentare per l’attraversamento trasversale del golfo dei mezzi che faranno la spola tra il terminal Snam e il porto.

Il gruppo concrentrerà il suo sguardo anche sui piani di sicurezza e/o protocolli operativi che al momento non sono resi pubblici (tanto quello relativo all’impianto di Panigaglia che quello approntato per i rifornimenti “volanti” in Porto); punto fondamentale che tocca il tema della trasparenza e del diritto all’informazione, ma anche quello dell’efficacia stessa dei piani al cui successo, in caso di incidente, devono concorrere i comportamenti della popolazione. La questione della inadeguatezza della Napoleonica in caso di evacuazione è un altro tema che deve essere posto. Su questi punti (e altri che sono emersi) il gruppo di studio e azione procederà con azioni proprie, mirando anche a coinvolgere il livello politico che pare aver delegato il trattamento di questo importante tema al livello tecnico, di fatto abdicando ad una propria e indispensabile funzione di indirizzo e controllo.

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