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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 22.11

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Napoleonica, dal Ponente: "Giampedrone venga a vedere di persona"

Gli abitanti dei centri abitati di Marola e Cadimare si rivolgono all'assessore regionale: "Anche i problemi della strada provinciale 530 riguardano le tematiche della Protezione civile".

Napoleonica, dal Ponente: "Giampedrone venga a vedere di persona"

La Spezia - "Finalmente qualche importante amministratore pubblico ha parlato della strada provinciale 530. Era l’ora che qualcuno avente potere di intervento si accorgesse che esiste la Napoleonica e che il suo stato non è idoneo al traffico e agli insediamenti che deve sopportare essendo l’unica strada del ponente del golfo". La soddisfazione viene espressa per bocca di Stefano Faggioni da quegli abitanti della costa occidentale che da sempre lamentano di essere abbandonati dalle istituzioni a fare i conti con i problemi della strada che dalla Spezia conduce a Porto Venere.

Subito dopo aver preso atto con favore delle parole dell'assessore regionale Giacomo Giampedrone (leggi qui), però, dal Ponente arrivano le puntualizzazioni.
"Leggendo l’intervista si evince che anche la Regione se ne vorrebbe lavare le mani e che forse si potrebbero chiedere spazi alla Marina militare. Una richiesta di spazi che non serve a niente - sostengono gli abitanti nello scritto inviato alla redazione di CDS -. La Marina ha già acconsentito ad allargare la sede stradale in corrispondenza di Marola e Cadimare, ma la Provincia non esegue e sicuramente la forza armata sarà disponibile per altre rettifiche, così come è stata sempre disponibile per il transito in condizioni di blocco. Le soluzioni sono ben diverse e già identificate da Anas fin dal 1988, quando l'agenzia gestiva la strada, ma mai accettate e coltivate dal Comune della Spezia il cui territorio è maggiormente interessato dai problemi".

Secondo la ricostruzione degli abitanti, il Comune della Spezia in passato non ha perseguito le proposte di Anas perché ha decretato che “a Porto Venere si va via mare”. "Con questo diktat - ricorda Faggioni - tutto si è fermato e oggi come risultato abbiamo la cosiddetta 'strada dei morti' che provoca una media di 2,5 incidenti mortali all'anno, che rende pericolosissimi e invivibili i centri abitati attraversati, che non ha viabilità alternativa nonostante per ogni minimo inconveniente si arrivi al blocco della circolazione con l'isolamento dei paesi. Ora Comune e Provincia pensano di risolvere la situazione con un inutile autovelox. Con quei soldi forse potrebbero comprare la pittura e la segnaletica" affermano con sarcasmo gli scriventi.

Per attenuare e poi risolvere le problematiche della Napoleonica, secondo gli abitanti sono necessari e urgenti una serie di interventi.
Si parte col rivedere immediatamente i lavori in corso al ponte sul Torrente Coregna, all'altezza di Fabiano: "Sono soldi pubblici spesi male: il ponte, con una luce si soli 12 metri e formato da due manufatti affiancati, deve essere demolito e ricostruito, non rappezzati con il rischio di essere di nuovo costretti a fare lavori in tempi brevi".
Gli abitanti chiedono poi di completare i lavori nella curva all’incrocio con Via Mori a Marola con il raccordo dell’allargamento nella curva l'ampliamento della sede stradale fino a Cadimare come già autorizzato dalla Marina.
Un'altra impellenza riguarda il non rinnovare o revocare l’autorizzazione a costruire a filo strada specie per il cantiere edile, abbandonato da sei anni, in località Cadimare dopo il civico 326 di Viale Fieschi. "Serve lasciare lo spazio per parcheggi pubblici a pettine fra la costruzione e la strada", afferma Faggioni.
Gli abitanti lamentano inoltre il transito di centinaia di bus turistici, mentre portare i turisti a raggiungere Porto Venere via mare sarebbe "più suggestivo e attraente. Si noti - affermano - che i bus turistici a Porto Venere non sostano, mentre lo fanno alla Spezia, e così il transito raddoppia".

Faggioni, a nome degli abitanti, ricorda poi i lavori da eseguire lungo la Napolenica: "Ripristino e adeguamento della segnaletica, dell’illuminazione, realizzazione della rotonda a Cadimare, sopraelevazione degli attraversamenti pedonali, rotonda a Fabiano... ma anche avviare uno studio sull’esistente viabilità per rettificare ed ampliare la sede stradale dove possibile, creare marciapiedi protetti e dare incarico regionale per il progetto esecutivo di by pass dei centri abitati, che necessariamente, come già suggerito da Anas nel 1988, saranno in galleria e potranno essere molto utili per servire il rigassificatore di Panigaglia, oltre che per la comunità e il turismo".
I residenti richiedono ancora il ripristino e l'allargamento del tracciato stradale già esistente fra la provinciale 370 "Via delle Cinque Terre" e la strada militare a uso civile) per Campiglia. "Questo ripristino, propedeutico ai by pass dei centri abitati, acconsentirebbe di avere una viabilità alternativa nel tratto Fabiano - Acquasanta, oltre - sostengono - a essere un miglioramento per raggiungere Campiglia (gli abitanti lo chiedono da anni). In questo caso a nostro avviso il finanziamento potrebbe essere regionale".,

"In altri territori - conclude la lettera - le gallerie e le varianti si fanno comunemente con enormi benefici senza impatti negativi (vedi Carrara che con 4,5 chilometri di tunnel ha risolto il problema dei traffici pesanti) ma alla Spezia quando si parla di gallerie e di viabilità alternativa sembra di chiedere la luna. Non esiste la cultura per risolvere le problematiche reali e si cerca di rappezzare, come nel caso del ponte di Fabiano. La risposta solitamente è che non ci sono i soldi e non si fa nulla invece di cominciare a progettare per poi inviare una richiesta di finanziamento. Speriamo che l'assessore Giampedrone voglia rivedere la posizione della Regione in merito, visto che oltre alle strade della Val di Vara e della Val di Magra, tutte utilissime e importanti, ma dotate di, magari scomode, alternative, esiste anche la 530 per Porto Venere che sopporta volumi di traffico e insediamenti che non possono non avere una viabilità alternativa seria. Anche quelle della sicurezza di decine di migliaia di utenti della strada, di interi centri abitati di migliaia di persone e di importanti impianti energetici sono questioni che riguardano la Protezione civile. Attendiamo una sua visita".

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