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Murati vivi: "Sfiorata la tragedia a Marola. Arsenale sempre più un pericolo per la comunità"

L'associazione marolina chiede un intervento del sindaco e rilancia: "Che dire della chiazza davanti al Campo in ferro?"

stamane l'accaduto
Murati vivi: "Sfiorata la tragedia a Marola. Arsenale sempre più un pericolo per la comunità"

La Spezia - "La perfetta efficienza della Marina militare, come sempre descritta in modo entusiastico dal comandante della piazza spezzina, ammiraglio Lazio, ha messo ancora una volta in evidenza quanto l'Arsenale costituisca un problema reale per l'incolumità della comunità che vive ai suoi confini. Due anni fa il maltempo ha collaudato l'efficienza delle messe in sicurezza delle coperture in amianto, oggi siamo passati al collaudo statico. In entrambi i casi, malgrado i tentativi goffi e malcelati dei vertici militari, la comunità marolina e l'opinione pubblica si trova davanti ad una situazione inconcepibile, una lamiera di un capannone sradicata e scaraventata sulla provinciale Napoleonica". Non tarda ad arrivare il commento dell'associazione Murati Vivi, rispetto a quanto accaduto questa mattina su Viale Fieschi: "Dopo la rimozione, per la cronaca, non è stato ravvisato alcun addetto a sistema i monconi della copertura che sono ancora penzolanti dalla struttura che sorge proprio sul muro che divide Marola dal suo mare. Nel conto evitiamo di porre attenzione alle continue emissioni dei fumaioli del naviglio in banchina, l'ammiraglio Lazio stesso ha messo in discussione i principi fisico-chimici della combustione dei carburanti assicurandoci che si tratta solo di vapor acqueo".

"Tuttavia - continua la nota - il giorno antecedente all'ennesimo scoperchiamento, dalle colline maroline si è potuto notare una preoccupante chiazza che schiariva lo specchio di mare prospiciente la discarica di Campo in ferro. Va da sé che di fronte al noto contenuto di rifiuti tossici della discarica, le contaminazioni presenti nel terreno di tombamento, la presenza di polle sorgive, sarebbe opportuno chiarire la natura di quell'episodio, salvo il fatto che da quel luogo, civiltà significa rimuovere quei veleni. In un paese civile, dopo una serie di episodi del genere, ci si aspetterebbe che le autorità civili intervengano, sia sotto il profilo dell'ispezione, sia sotto il profilo della prevenzione, principio che stante alla gestione delle aree militari ci appare del tutto assente. Pertanto auspichiamo che per la salute e l'incolumità pubblica il sindaco Peracchini intervenga sia nell'immediato, sia in prospettiva futura. Tutt'al più potrebbe dotare la popolazione di dispositivi antinfortunistica (caschi, elmetti, ecc)".

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Particolare capannone Arsenale


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