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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Gennaio - ore 15.42

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Movida, il Comitato tutela del centro storico: "La partecipazione sull’illegalità non si può fare"

Movida, il Comitato tutela del centro storico: `La partecipazione sull’illegalità non si può fare`

La Spezia - Il Comitato per la tutela del centro storico, che ha raccolto nei mesi scorsi 500 firme, desidera chiarire la sua posizione al Comune, e in particolare agli assessori addetti, in merito al progetto “Buona movida” presentato nei giorni scorsi.

"Il cittadino residente non può essere confrontato alla pari con il gestore di un pub che quotidianamente trasgredisce la legge (per esempio riguardo la rimozione di tavoli dal suolo pubblico entro le ore stabilite dal contratto di concessione erogato dal comune e da lui controfirmato, oppure riguardo la emissione di musica ad alto (ma anche basso) volume verso l’esterno con porte del locale aperte, che in base alla legge non può essere fatta, se non in locali insonorizzati ed a porte chiuse, oppure permettendo sempre ai propri avventori più scalmanati di urlare, cantare, insomma schiamazzare a qualsiasi ora della notte), in quanto il cittadino residente non compie alcun reato, bensì è vittima dei reati altrui (vedi rilievi fonometrici in zona centro).
Il cittadino residente non può essere confrontato alla pari con un avventore che è reo di disturbo della quiete pubblica, di schiamazzi, di fare pipì per strada (reato per corte di cassazione, sentenza n. 40012/11), escrementi e vomito sulle porte di case e negozi, di gettare bottiglie contro le saracinesche, di divellere le panchine ecc., in quanto il cittadino residente non compie alcun reato ma è vittima dei reati altrui, cosi come ne è vittima la nostra bella città.
Il cittadino residente non può essere confrontato con i giovani che hanno diritto allo svago, perché ha diritto allo svago anche lui, qualsiasi età egli abbia, ha diritto a svagarsi anche se decide di stare in casa sua dove poter parlare con la famiglia o con gli amici , sentire la musica che vuole, leggere o fare quant’altro gli piaccia, ma nel centro storico lui non lo può fare, neanche barricato in casa con finestre chiuse, perché il Comune dice che i giovani hanno diritto a svagarsi e gli altri no.
Insomma, cari assessori, smettetela di prenderci in giro. Fate prima di tutto rispettare la legge a chi la trasgredisce e in modo serio, continuo e severo, solamente dopo allora si potrà parlare di tavoli e confronti. La partecipazione sull’illegalità non si può fare".

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