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Ultimo aggiornamento: Sabato 28 Novembre - ore 20.54

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Mortalità spezzina cresciuta del 46 per cento durante il lockdown

Un incremento importante, ma lontano dai numeri spaventosi di Emilia e Lombardia.

816 decessi

La Spezia - Non si sa se per l'Italia scoccherà l'ora di un nuovo lockdown, né se le restrizioni dell'ultimo Dpcm aiuteranno a evitarlo; intanto voci autorevoli – senti il presidente dell'Ordine dei medici della Liguria - invitano a vivere la presente situazione come se sottochiave ci fossimo, di fatto tornati, attingendo a quella ragionevolezza che forse è mancata nei mesi di minor pressione del virus. Da una parte dubbi e inquietudini, da un'altra alcune certezze, come quelle, amare, sull'incremento della mortalità nel corso del lockdown italiano della scorsa primavera. La sezione Infodata del Sole24Ore, sulla scorta di dati Eurostat, ha indagato proprio questo aspetto, misurando la variazione di morti tra il periodo 2 marzo-10 maggio 2020 rispetto alla media registrata nel medesimo periodo per gli anni dal 2016, 2017, 2018 e 2019.

Perché misurare l’aumento della mortalità? “La ragione sta nel fatto che il numero dei positivi al Sars-CoV-2 dipende, oltre che dalla diffusione del virus, anche dalla capacità dei sistemi sanitari di eseguire i tamponi – spiegano da Infodata -. E questa capacità varia, basti pensare a quanti tamponi venivano eseguiti in primavera e quanti invece in queste settimane. La variazione nel numero decessi, invece, non dipende da altre grandezze. E quindi permette di stimare l’impatto della pandemia. Beninteso, di stimare, non certo di misurare. Non tutto l’incremento nei decessi è imputabile alla Covid-19”. Un punto, quest'ultimo, di massima importanza, benché naturalmente i balzi della mortalità – purtroppo diffusi – sono tutt'altro che slegati dalla pandemia. In Italia guidano la triste graduatoria Bergamo e provincia, dove il valore è aumentato del 330 per cento, essendo passati dai 1.885 morti medi del 2016-19 (dal 2 marzo al 10 maggio) agli oltre 8mila del lockdown. Seguono Cremona (+260 per cento), Lodi (+208), Brescia (+207), Piacenza (+188), Parmia (+153), Lecco (+147). La Liguria è nel girone circostante quello infernale, il cratere lombardo-emiliano che più ha patito la diffusone del virus. Davanti Genova e provincia con un incremento del 63.5 per cento, poi Imperia con un più 55, quindi La Spezia (+46) e Savona (+42). Per la provincia spezzina, in particolare, la media di decessi dal 2 marzo al 10 maggio 2016-19 ed è di 558, mentre nel corso del lockdown ci sono state 816 vittime. Ricordiamo che ad oggi le persone decedute con positività al Covid-19 nello Spezzino, da inizio pandemia, sono 184; di queste, quelle rilevate nel corso del lockdown ammontano a 130. Ampie zone dell'Italia, generalmente Centrosud e Isole, nel corso del lockdown hanno invece fatto registrare incrementi trascurabili, situazioni stabili o addirittura decrescite, fenomeno assai probabilmente correlabile allo scattare della chiusura prima che il contagio potesse, dal Settentrione, espandersi anche nel resto dello stivale.

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