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Minori in difficoltà e allontanamenti, poche le famiglie affidatarie

È stato presentato questa mattina a Palazzo Civico, nel corso di una conferenza stampa, il lancio della campagna di sensibilizzazione promossa dai Servizi Sociali del Comune della Spezia volta ad incentivare e far conoscere la pratica dell’affido

l'appello della "rete"
Minori in difficoltà e allontanamenti, poche le famiglie affidatarie

La Spezia - Un film e una serie di incontri per aumentare il numero delle famiglie affidatarie che alla Spezia sono 42. Ed è un vero e proprio appello quello che parte dal Comune della Spezia, Servizi sociali e Asl 5 per la tutela dei minori che si concretizzerà con due appuntamenti (il 13 e il 20 dicembre alle 18 al cinema Nuovo) con la proiezione gratuita del film "La mia vita da zucchina" che racconta in modo delicato e mai banale il tema dell'affidamento dei minori. Il progetto è stato presentato questa mattina a Palazzo civico.
I dati relativi al Comune della Spezia parlano chiaro e sono stati illustrati da Concetta Versi, responsabile organizzativa tutela minori e genitorialità. "Il numero degli affidi familiari residenziali e a tempo parziale attualmente in atto - ha detto - sono 42 all'anno 2018. Il trend dei minori allontanati dal contesto familiare e inseriti in comunità educative assistenziali nel 2016 erano 77 , nel 2017 erano 52 e 45 al 30 novembre 2018. Più che allontanamento dal contesto famigliare c'è una crescita sensibile dei provvedimenti dell'Autorità giudiziaria sia dal tribunale ordinario che dal tribunale minorile. I servizi prima di pensare a interventi potativi della genitorialità cercano di mettere in campo tutti gli strumenti per sostenere la famiglia di origine. Questo ha un limite, c'è un margine perché qualora il rischio di pericolo diventasse importante per lo sviluppo armonico del bambino, i servizi devono intervenire con un allontanamento".
Hanno illustrato il progetto il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, l’assessore ai servizi sociali Giulia Giorgi, la dirigente del servizio Stefania Branchini e la responsabile del progetto e dell’unità Operativa Area Minori del Comune Concetta Versi.

La Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia riconosce ad ogni bambino il diritto di avere una famiglia. La famiglia si configura come la prima e più determinate delle formazioni sociali, costituisce per ogni piccolo individuo, un perimetro di protezione contro la violazione dei suoi diritti. Partendo da questo principio l’Amministrazione comunale ha deciso di incentivare e favorire la conoscenza sulle modalità di affido familiari con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini su questa tematica e ad avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’affido famigliare come forma di accoglienza temporanea di un bambino o un ragazzo in difficoltà al fine di evitare e/o fare uscire il minore da un contesto comunitario.

L’affido familiare (regolamentato dalla legge 184/83 e successive modifiche ed integrazioni della legge 149/2001 e dalla legge sulla continuità affettiva n. 173/2015) è un intervento di aiuto e sostegno che si attua per sopperire al disagio ed alle difficoltà di un minore e della sua famiglia, che temporaneamente non è in grado di occuparsi dei suoi bisogni affettivi, accuditivi ed educativi.

I Minori che per ragioni di storia di vita, sono temporaneamente privi di ambiente famigliare idoneo, possono essere accolti in un ambiente famigliare diverso dal loro, attraverso l’Istituto dell’ affidamento famigliare.

Con l’affidamento, infatti, il bambino incontra per un tempo variabile, una famiglia o una persona che lo accoglie e che assicura una risposta ai suoi bisogni evolutivi, permettendogli di vivere in un ambiente favorevole .

Nello stesso tempo l’affido consente alla famiglia del bambino di avere del tempo per superare le proprie difficoltà; in questo senso costituisce anche uno strumento di aiuto per il suo nucleo familiare e rappresenta quindi una esperienza di solidarietà fra famiglie.

L’affidamento, nelle sue varie declinazioni, rappresenta anche una sfida e una crescita per l’intera rete cittadina, per la comunità nel suo insieme, che viene sollecitata ad esprimere interesse e solidarietà tra persone e tra famiglie nel prendersi cura delle nuove generazioni.

“Un bambino è insieme una speranza e una promessa per l’umanità – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini – per questo accogliere un bambino nel proprio nucleo famigliare è una crescita non solo per lui ma anche per la famiglia che lo accoglie. L’affido è un’esperienza unica, non solo perché è un gesto concreto di solidarietà da parte degli affidatari, ma è anche un pezzo di strada durante la crescita del bambino in cui non rimane solo ma è tenuto per mano in un ambiente sicuro e protetto. Non dimentichiamo, inoltre, che l’affido è anche un momento fondamentale per le famiglie d’origine che possono, nel mentre, recuperare le proprie capacità genitoriali. Tutte le persone che compongono questo universo credo possano testimoniare di aver ricevuto più di quando hanno donato: per questo, rivolgo un sentito ringraziamento ai nostri servizi sociali, per il loro impegno e per il loro lavoro, nell’aver costruito una campagna di sensibilizzazione per avvicinare la cittadinanza a un servizio poco conosciuto”.

“Come Comune – spiega l’Assessore ai Servizi Sociali Giulia Giorgi – siamo in prima linea per quanto riguarda la tutela dei minori promuovendo e supportando progetti e azioni mirati nei confronti dei bambini e dei ragazzi in situazioni di fragilità. Questa campagna sarà importantissima per la nostra Città in quanto vogliamo sensibilizzare le famiglie spezzine, coppie e singoli, ad aprirsi ad un’opportunità di vita possibile per i minori accolti, per le loro famiglie e per chi accoglie”.

Il 13 dicembre alle 18 prende il via ufficialmente la campagna di sensibilizzazione con un primo invito alla cittadinanza alla proiezione di un cartoon dal titolo “la mia vita da zucchina” presso il cinema il Nuovo (via Colombo, 99), visione che sarà riproposta anche il 20 Dicembre sempre alle ore 18, con ingresso gratuito. Un primo momento di conoscenza rispetto al fenomeno dei minori fuori dal contesto famigliare ed inseriti in comunità educative attraverso la visione di un cartone animato la cui visione, per il tema trattato, è consigliata ad un pubblico adulto o comunque a bambini dai 12 anni di età. “La mia vita da zucchina” è un film cartoon per la regia di Claude Barras tratto da un libro di Gilles Paris che narra la storia di Icaro - che preferisce farsi chiamare Zucchina perché così lo chiamava la mamma - e degli amici che incontra all'orfanotrofio, tutti nati dalla parte sbagliata della vita, ma che sanno guardare le cose con occhi meravigliati e affascinati. Lì, l'infanzia sboccia come il fiore sulla pietra, quella di Camille, di Alice, di Jujube, dei fratelli Chafouin e di Zucchina, che per la prima volta ha una famiglia, dei compagni di gioco, delle vere feste di compleanno, un'amica speciale che gli fa battere il cuore, e giornate serene piene di giochi spensierati. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards, 3 candidature e vinto un premio ai Cesar.

La proiezione è il primo evento del programma di sensibilizzazione del 2018 ed introdurrà la programmazione per il prossimo anno. Per l’anno 2019 sono in programma altre iniziative con ulteriori proiezioni del film, e incontri rivolti alle scuole, alla Mediateca di via Firenze, (uno al mese) con classi predefinite (ordini, associazioni etc) in questo caso il cartoon sarà frazionato e spiegato attraverso slide ed immagini relativi al tema.

Saranno poi organizzati incontri sul territorio nei contesti parrocchiali (uno al mese) ove verrà utilizzato lo stesso modus operandi della Mediateca. Si prevedono inoltre, attraverso l’attività di foundraising, alcuni eventi ed attività culturali e ludico ricreative sul tema, rivolte alla cittadinanza. La finalità ultima della campagna di sensibilizzazione è quella di far leva sul patrimonio valoriale della comunità, ampliando gli itinerari di cooperazione solidale, creando un circuito di impegno virtuoso di cui i cittadini, sia singolarmente, sia come famiglia sono i principali protagonisti.
Ed è un vero e proprio appello che si leva anche dal sistema dei servizi sociali. "Con questo percorso - ha sottolineato Stefania Branchini, dirigente dei servizi - l'obiettivo è quello di sensibilizzare le famiglie a prendersi un pezzetto di responsabilità che può essere un'esperienza dal punto di vista emotivo per i genitori e le famiglie accoglienti. Sono percorsi complessi come tutte le cose belle e importanti ma che possono lasciare un segno indelebile e profondo. I ragazzi che seguiamo sono persone che dovranno crescere e se riusciamo a dargli gli elementi giusti potranno diventare degli ottimi concittadini che possono dare tanto. Sono mancate loro le basi ma possiamo aiutarli dando loro qualcosa in più".

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