Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Maggio - ore 22.33

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Migliarina e la sua fiaccolata: “Liberazione patrimonio di tutti”

Annunciata la presenza di Toti ma alla fine il governatore è rimasto a Roma. Pagano: "Affrontare il cambiamento senza dividerci fra chi è pro e conto il 25 aprile”.

I leghisti brogi e Medusei presenti
Migliarina e la sua fiaccolata: “Liberazione patrimonio di tutti”

La Spezia - I fazzoletti partigiani al collo dei più piccoli per dire che la storia non siamo più noi padri e figli ma dopo tanti anni siede soprattutto sulle spalle di chi è venuto dopo, quando il ricordo e’ certamente più flebile e per questo da conservare gelosamente. I drappi di Comune e Provincia della Spezia e, davanti a tutti, l’immancabile banda che apre il corteo di Largo Marcantone. La pioggia ha dato una tregua e la fiaccolata antifascista di Migliarina apre la lunga serie di cerimonie del 25 aprile. C’e la componente istituzionale in prima fila con il sindaco Peracchini in testa ma non Giovanni Toti, la cui presenza era invece annunciata alla vigilia, rimasto a Roma per le celebrazioni nazionali che hanno visto anche l’ex partigiano spezzino Pagani. Segue il corposo mondo sindacale (Carro leggera il discorso in rappresentanza delle tre sigle) e le sinistre, con le bandiere di Rifondazione Comunista sul fondo e i coloratissimi studenti a chiudere. Un corteo che nella sua lunghezza complessiva occupa praticamente tutta Via Sarzana, dal semaforo della chiesa all’inizio, sulla curva del Marcantone. Mentre la banda intona “Bella ciao” e “Fischia il vento”, due dei canti storici della lotta e memoria partigiana, si scorgono anche volti della maggioranza, in primis l’assessore Brogi, con tutta la famiglia, il collega di partito Medusei, Luca Piaggi e Annamaria Sorrentino. Si scorgono anche diverse bandiere dell’Europa, ad un mese ormai dall’appuntamento alle urne. Una fiaccolata che piegherà poi su Via del Canaletto per la deposizione della corona ai caduti del Migliarinese fino all’atto finale al Parco della Maggiolina.

Millecinquecento per le strade, perfino qualche turista che si è trovato certamente spiazzato dall’evento ma ne ha approfittato per immortalare il tutto con lo smartphone proprio come tanti spezzini rimasti alle finestre. L’epilogo sul palco del palco con deputati, consiglieri regionali, sindaci e i delegati delle parti sociali. Il ricordo di Francesco Bernardi ed Emilio Maneschi (con la pergamena consegnata all’emozionatissimo figlio Riccardo), colgono gli applausi più accorati della serata”. Così il sindaco Peracchini: “Vorrei iniziare il mio discorso rivolgendo un pensiero a Francesco Bernardi, presidente dei partigiani cristiani e copresidente del Comitato Unitario della Resistenza, recentemente scomparso. Un uomo che amava profondamente il 25 aprile perché lo ha vissuto. Fin da giovanissimo ha militato nelle file della Resistenza senza mai abdicare alla propria fede cristiana, ispirato dai valori della libertà e della democrazia. A Francesco, testimone scomparso della Resistenza spezzina, voglio dedicare il mio saluto. La fiaccolata di Migliarina è sempre stata la manifestazione più partecipata e più intensa da che io abbia memoria. Un momento in cui gli spezzini escono dalle proprie case spontaneamente e da semplici individui si riconoscono tutti insieme parte di una stessa comunità distinta dai valori fondanti dell’Italia repubblicana e democratica: libertà, uguaglianza, diritti civili, lavoro. Questa sera, allora, alla soglia del 25 aprile, non possiamo non ricordare quanti caddero animati dal soffio della libertà e da ciò che contribuirono a costruire. Come disse Calamandrei, la Costituzione è il testamento delle centinaia di migliaia di morti: contribuirono con il loro sacrificio, con il loro esempio, alla sua stessa scrittura. Per questo motivo, la Costituzione è la luce della nostra democrazia repubblicana che risplende come un faro e come una fiaccola. E’ il nostro faro perché illumina l’orizzonte nella sua fermezza ed è anche una fiaccola, come la nostra Città ha dimostrato questa sera, perché fa luce camminando là dove sono i suoi cittadini e accompagnandoli nel loro cammino di Stato. Se guardassimo alla Costituzione soltanto come a un faro, la luce potrebbe essere difficile da intravedere: per questo bisogna tenerla stretta dentro di noi, come strette stringiamo stasera queste fiaccole, perché ci possa accompagnare nella politica di tutti i giorni e nei tempi che attraversiamo, per quanto difficili possano essere. Il 25 aprile deve essere come la nostra Costituzione, faro e fiaccola insieme: un momento della nostra storia che non sta sopra di noi ma che sta dentro di noi, una strada e un orizzonte, un motore di libertà che è alla base della nostra democrazia. Forse è da qui che bisogna ripartire, dalla Liberazione come patrimonio collettivo, indiviso e invisibile fra le differenze e come eredità che spalanchi le porte al diritto ad avere un futuro per le nuove generazioni di italiani e di europei. Un’eredità che ci appartiene, e che ci chiama ad esserne degni."

Accorato il discorso del presidente del Comitato della Resistenza Giorgio Pagano: “Un paese di persone uguali e libere. L’Italia della Costituzione, eredità immensa: ci hanno lasciato Francesco Bernardi, Sauro Costa, Adolfo Aron Croccolo. Non li dimenticheremo. Per il 2018 il Comitato ha scelto il tema dalla crisi dello stato liberale all’avvento del Fascismo. Vogliamo riflettere su quello che successe: le diseguaglianze sociali non portarono alla rivoluzione ma alla reazione. E’ necessario riflettere sul fallimento delle classi dirigenti liberali, sull’origine del mito dell’uomo forte, sulla deriva antidemocratica e sui tentativi di retroguardia come nella nostra Sarzana nel 1921”. Le parole dell’ex sindaco echeggiano nel silenzio della Maggiolina: “Cento anni fa nacquero i Fasci di Combattimento, il germe di quella storia. Quel culto non è nato già fatto ma è maturato gradualmente: in quel contesto si ricorre alla pratica autoritaria senza opposizione, senza elettori. Una violenza retorica di massa che ben presto diventa violenza fisica. Uno stile che segna un’epoca. Non solo azione armata ma anche un vistoso armamentario di simboli, cori, slogan. Quando oggi parliamo di fascismo non guardiamo ad un momento storico ma ad un modo di intendere la politica. Mai più fascismo vuol dire conoscere la storia, tenere vivo quel racconto, affrontare il cambiamento senza dividerci fra chi è pro e conto il 25 aprile. Se lo facciamo diamo ai nostri figli un passato al buio. La storia non deve fare paura. Qualche giorno fa ho visto uno striscione appeso fuori ad una scuola di Prato. C’era scritto, in risposta ad una manifestazione neofascista: “abbiamo studiato, sappiamo cosa è il fascismo”. Una perfetta risposta di consapevolezza. Mai più fascismo e viva la liberazione ma lo dobbiamo dire pensando ad oggi: l’indicazione più utile e quella della giustizia sociale e della lotta alle diseguaglianze. Cosa ci salverà? Il riconoscersi nell’altro proprio come fecero i partigiani”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fiaccolata 25 aprile
Fiaccolata 25 aprile


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News