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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 13.53

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Melley: "In dieci anni erogati 70 milioni, terzo settore protagonista"

Finisce l'era dell'avvocato, alla guida della Fondazione dal 2001. L'intervento a Villa Marigola: "Carispezia? Una banca forse non più spezzina, ma sempre presente per il territorio".

"Patrimonio solido"
Melley: "In dieci anni erogati 70 milioni, terzo settore protagonista"

La Spezia - “Non voglio esprimere un giudizio sull'operato della Fondazione in questi anni – quello spetta ad altri e soprattutto spetta al futuro -, ma intendo fornire qualche elemento di valutazione oggettiva, sperando possa essere utile negli anni a venire”. Così oggi pomeriggio a Villa Marigola il presidente di Fondazione Carispezia Matteo Melley. L'occasione era il convegno 'Fondazioni e comunità: visioni e prospettive', che ha visto il numero uno di Via Chiodo 36 aprire le danze affiancato da Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri, l'associazione che rappresenta le fondazioni di origine bancaria. Melley, presidente dal 2001 e a un passo dalla fine del mandato - è imminente il rinnovo del Cda -, ha parlato di fronte a un nutrito pubblico popolato anche da diversi amministratori locali, tra i quali il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.

“Non bisogna mai dimenticare che il compito di chi amministra una fondazione – ha proseguito Melley – è innanzitutto gestire un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Nel 1992 Fondazione Carispezia è partita con un patrimonio di 72 milioni, patrimonio originario della cassa di risparmio. Avremmo dovuto come minimo preservarlo dall'inflazione, portandolo a poco più di 120 milioni. Ecco, è stato fatto qualcosa di più, con il raggiungimento dell'attuale patrimonio, di circa 282 milioni. Un patrimonio solido, privo di incertezze, una garanzia per il futuro. Parte fondamentale di questo patrimonio è stata la partecipazione nella banca locale. E con un certo orgoglio sottolineo come non sia tanto facile, in territori piccoli, periferici, avere una banca e una fondazione solide”. Una banca, Carispezia, “che in questi anni è stata preservata da momenti finanziariamente difficili e da qualche avventato progetto di integrazione”. Mentre, per Melley, “la annunciata, definitiva integrazione in Credit Agricole aumenterà la forza della banca, sulla quale il territorio potrà sempre contare. Una banca forse non spezzina – ammesso che questo sia un disvalore – capace di sostenere imprese e famiglie”.

Melley ha poi dato un assaggio del report '10 anni con il territorio' (riferita a periodo 2007-2016), realizzato dalla Fondazione Giordano Dell'Amore e presentata poco dopo da Gian Paolo Barbetta, focalizzando l'attenzione “sui numeri delle erogazioni di questo periodo, numeri importanti: 70 milioni, erogati con costanza, senza dislivelli, sostenendo welfare, cultura, formazione, volontariato”. Una riflessione sui destinatari di questo sforzo economico, cioè 65% terzo settore, 5% enti religiosi, 30% pubblico. “Un dato non scontato – per il presidente uscente – la preponderanza del terzo settore, visto che il nostro è un territorio storicamente legato al pubblico per quanto riguarda l'economia e l'assistenza. Siamo riusciti a creare e sostenere una rete dotata di organismi permanenti. E la Fondazione, mettendosi insieme a questi mondi, ha rinunciato a un po' di 'sovranità' ma ne ha guadagnato in termini di confronto, analisi dei bisogni, condivisione di strategie e obbiettivi. Un esempio, da seguire anche per i futuri organi di governo”. Sempre a proposito di erogazioni – lo si legge nel rapporto – il decennio 2006-2017 ha visto Via Chiodo deliberare somme costantemente superiori alla media di quelle delle fondazioni di dimensioni equiparabili.

Melley ha rimarcato poi “gli oltre 40 milioni di investimenti correlati alla missione: housing sociale, infrastrutture, presidi socio sanitari come il Polo riabilitativo, e ancora due strutture favolose in cui si fa inserimento lavorativo per persone autistiche. Tutti investimenti che toccano i nostri scopi istituzionali” e ha rammentato che “le fondazioni non sono solo chiamate a dedicarsi ad attività sociali. Non siamo soltanto filantropi: dobbiamo anche sostenere lo sviluppo economico - qualcosa in questi anni abbiamo provato a fare -, questa è la nuova frontiera”. Sigillo finale: “I nostri valori materiali sono importanti, ma mai dimenticare quelli immateriali: indipendenza, autonomia, terzietà. Sono sicuro che chi verrà dopo di noi saprà portarli avanti e consolidarli”.

Il pomeriggio di Villa Marigola è proseguito con una tavola rotonda, moderata dal direttore generale Acri Giorgio Righetti, alla quale hanno partecipato Masimo Tononi (presidente Cassa depositi e prestiti), Carlo Borgomeo (presidente Fondazione con il Sud), Claudia Fiaschi (portavoce Forum nazionale terzo settore).

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'Fondazioni e comunità', evento a Villa Marigola Archivio CdS
'Fondazioni e comunità', evento a Villa Marigola Archivio CdS


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