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Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Febbraio - ore 19.10

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Medici e infermieri in arrivo per il Pronto soccorso

Il dottor Mazzotta e la dottoressa Tronfi in commissione Sanità: la situazione è migliorata, ma la strada è ancora lunga. I numeri: 30mila soccorsi all'anno e 11 minuti di media per intervenire.

Medici e infermieri in arrivo per il Pronto soccorso

La Spezia - L'organizzazione, l'organico e il servizio finale reso ai pazienti del Pronto soccorso della Spezia sono sulla strada giusta. Ci vorrà ancora tempo prima di arrivare alla meta, ma oggi, almeno, si intravede il traguardo. Lo ha spiegato il professor Gianfranco Mazzotta, direttore del dipartimento di Emergenza-Accettazione della Asl 5.
Un paio d'anni fa il primario di Cardiologia era stato il primo, al momento della nomina di direttore del Pronto soccorso, a denunciare la situazione di difficoltà in cui versavano il personale, la struttura e gli utenti.
Ieri, nel corso dell'audizione di fronte alla commissione Sanità del Comune della Spezia, però, Mazzotta ha seminato un certo ottimismo, anche grazie all'arrivo del dottor Marcello Zinelli, da novembre nuovo direttore della struttura di Pronto soccorso e Medicina d'urgenza.

L'incontro con i commissari è stato richiesto in seguito all'allarme lanciato dall'esponente di Rifondazione comunista Edmondo Bucchioni che in apertura dei lavori ha ripercorso l'episodio che lo ha spinto a proporre l'audizione, un incidente stradale avvenuto alcune settimane fa in Via Carducci nel quale era rimasta coinvolta (senza gravi conseguenze) una donna incinta. "Chiamai io personalmente - ha ricordato Bucchioni - perché presente sul posto insieme ai miei colleghi dei Vigili del fuoco, ma l'ambulanza non era disponibile. Ne venne inviata una da Brugnato, che giunse dopo 20 minuti di attesa".
"Ho preso personalmente la chiamata - ha replicato la dottoressa Graziella Tronfi dal tavolo degli ospiti della commissione - e ricordo bene l'accaduto. Tutti i mezzi cittadini erano impegnati per richieste di intervento contemporanee, un fatto eccezionale, al quale abbiamo fatto fronte chiedendo l'arrivo di una ambulanza che si trovava sulla A 12, tra Brugnato e La Spezia".

Un avvenimento raro, quello dell'indisponibilità dei mezzi di soccorso, che si inserisce in un quadro statistico dal quale il Pronto soccorso spezzino esce tutto sommato a testa alta.
"Tenete conto che nel 2015 abbiamo ricevuto 268mila telefonate e abbiamo inviato ambulanze per 30mila soccorsi. I codici rossi sono stati il 15 per cento, i gialli il 47 per cento. La medicalizzazione dei codici rossi è stata pari all'86 per cento, questo significa che l'automedica e l'intera equipe di rianimazione sono state presenti in grandissima parte dei casi. Il tempo medio di arrivo, infine, è stato di 11 minuti dalla richiesta".

Il presidente della commissione Iacopo Montefiori ha chiesto agli ospiti di tracciare una panoramica della situazione del Pronto soccorso, anche alla luce del dibattito sulle carenze di infermieri e medici che tiene banco da tempo. Il capogruppo Pd, Luca Liguori, è invece intervenuto tacciando Bucchioni di allarmismo ingiustificato e ha chiesto rassicurazioni sulla rispondenza della gestione del caso con quanto previsto dai protocolli.
"La telefonata - ha proseguito Tronfi - è giunta alle 11.33 e 24 secondi. Il protocollo prevede lo smistamento delle richieste attraverso l'individuazione dei codici di gravità, cosa che richiede tempo. Alle 11.39 la richiesta di intervento è stata comunicata alla Pubblica assistenza di Brugnato, che è giunta sul posto in una decina di minuti. Spesso il tempo scorre più velocemente per chi attende. Se avessimo avuto un'ambulanza libera in città il soccorso sarebbe arrivato in 5 minuti. Aggiungo anche che la presenza del personale dei Vigili del fuoco, preparato per fornire primo soccorso e rianimazione, è anche un elemento che rassicura gli operatori".

Quindi il direttore Mazzotta ha preso la parola per fare il quadro complessivo del Pronto soccorso del Sant'Andrea.
"Quando iniziai ad occuparmi in prima persona della questione, a gennaio 2015, quello che mi angosciò maggiormente erano gli episodi di mancato sbarellamento delle ambulanze del 118. Se i pazienti restano sui mezzi significa che il Pronto soccorso è in congestione, e implica l'impossibilità di intervenire sul territorio se ci sono richieste di soccorso. La situazione allora era tragica: ci furono casi in cui la struttura restò incapace di liberare le ambulanze per ore. Oggi le cose sono nettamente migliorate, ma non siamo ancora al punto in cui vorrei. Recentemente è accaduto di nuovo, ma per 25 minuti, in un momento di con grave iper-afflusso, non in condizioni di quasi normalità, come succedeva in passato". Restano però da risolvere le carenze di organico. Al Pronto mancano sei infermieri in termini di numero, ma il concorso che sarà svolto in primavera potrà porre rimedio al problema. Un discorso simile vale per i medici di Pronto soccorso.
"Parliamo di una struttura di transito, non è un luogo di vocazione e le condizioni edilizie, l'assenza dell'università e l'introduzione dell'obbligo di 11 ore di riposo tra un turno e l'altro penalizzano molto l'ospedale spezzino, con i giovani medici che preferiscono le strutture delle città vicine alle sedi universitarie, appunto. In passato - ha spiegato Mazzotta - tre concorsi sono andati deserti. Ora ne abbiamo uno pronto a partire per l'assunzione di 3 medici al quale si sono iscritte 19 persone: avremo una graduatoria dalla quale pescare quando ci sarà da far fronte ai trasferimenti che, come detto, si verificano repentinamente".
Nessun miglioramento da apportare, invece, per quel che riguarda il 118, settore in cui la spinta data dal volontariato e dalla vocazione di ogni operatore permette di vantare una realtà assolutamente positiva.
Dal punto di vista organizzativo e clinico, secondo Mazzotta, l'arrivo del dottor Zinelli si è sentito. "Sono stati ridotti i tempi di visita, si può ancora migliorare nella diagnostica e nei ricoveri. E l'intero ospedale si deve mettere al passo sulla normativa del bed management e del "cruscotto". Abbiamo avviato l'adeguamento, ma ci vuole tempo. La struttura edilizia, invece, è davvero troppo piccola e malmessa. Qualunque altro Pronto soccorso d'Italia ha spazi molto più ampi, non si evita a prescindere che il paziente trascorra la notte in Pronto, ma tra un letto e l'altro ci sono metri, non pochi centimetri come alla Spezia. Il nuovo ospedale migliorerà molto la situazione. Qualche mese fa i Nas dei Carabinieri hanno effettuato verifiche nei Pronto soccorso liguri e le realtà più ineccepibili sono risultate quella del Sant'Andrea e quella del San Bartolomeo. I militari - ha spiegato il direttore - hanno chiesto contezza bed management e "cruscotto", e ci siamo fatti trovare pronti. Altrove, invece, ci sono stati problemi non indifferenti con l'afflusso dovuto all'influenza".

Rispondendo al commissario Pietro Antonio Cimino sull'effettiva necessità di assunzione di infermieri, questione smorzata dalla direttrice sanitaria Maria Antonietta Banchero in una recente audizione, Mazzotta ha spiegato che ci sono aspetti organizzativi e diseconomie alle quali occorre porre rimedio (a cominciare dalla collocazione degli ambulatori) e dalle quali si potrebbe recuperare la disponibilità di numerosi infermieri, ma che al contempo è necessario procedere alle assunzioni in deroga previste dal concorso ormai alle porte.

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La Spezia, 11 febbraio 2017 - 11/02/2017






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