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Marmo per Lerici e apecar riomaggioresi, il gioco da tavolo è spezzino | Foto

Divertirsi con mappe, carte e pedine è ancora più divertente se si respira un po' di aria di casa.

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La Spezia - Natale significa belle (e lunghe) tavolate, famiglia, un po' di tempo libero, un maglione nuovo, scopone scientifico. E giochi da tavolo e di società. Dai più classici - vedi il mercante in fiera -, a quelli che si sono fatti spazio tra anni '80 e '90 (Tabù, Visual game, ecc.), senza dimenticare divertimenti più complessi, compresi i "german games", con le loro appassionanti e astratte meccaniche di gioco. Chi vuole, può anche trovare, in qualche ora piacevole attorno a un tavolo, un tocco locale. Eh già, perché i giochi che trattano - più o meno indirettamente - del nostro territorio, benché non moltissimi, non mancano.

Un gioco da tavolo interamente spezzino è il colorato Cinque Terre - The five villages (2013), di Chris Handy, edito da Rio Grande Games. Si tratta di un gioco per famiglie da 176 carte nel quale ogni giocatore impersona un commerciante impegnato a distribuire frutta, ortaggi e altri prodotti tra Manarola, Vernazza, Corniglia, Riomaggiore e Monterosso.

Si parla della nostra provincia anche nel celebratissimo german game Palaces of Carrara (2013), di Wolfgang Kramer e Michael Kiesling, edito da Hans im Glück. In questo spassoso gioco, i partecipanti sono chiamati a reinventarsi speculatori edili nell'Italia rinascimentale, investendo sul marmo estratto dalle cave di Carrara, realizzando con le sue diverse sfumature gli edifici più belli delle cittadine circostanti. Tra le quali c'è nientemeno che Lerici. Cittadina di 'bocca buona', come si evince dalla recensioni: infatti, mentre città come Livorno e Pisa vogliono solo determinati colori di marmo per i propri palazzi, la località ligure accetta tutto.

Profuma di casa anche Liguria (2015), nato dalla mente del modenese Alex Zucchini. I giocatori sono mercanti che con le loro navi mercantili trasportano colori, fanno commerci e conquistano isole. Oltre ai traffici mercantili, devono tenere a mente il lavoro assegnato dal vescovo. Chi riesce a portare i colori più belli nella propria città, si assicura che il dipinti del soffitto della cattedrale della sua città brillino di più e vince il gioco. L'azione si svolge nel Mar Ligure, tra i porti di Genova, Pisa, Bastia e Sanremo. Nessuno scalo spezzino, ma il nostro mare è sicuro protagonista.

Impossibile poi non menzionare Belliguria (2015), da un'idea di Daniele Assereto. Un Risiko in salsa ligure la cui mappa è scaricabile (assieme a carte obbiettivo e regolamento) all'indirizzo www.danieleassereto.it/belliguria. La cartina fornita da Assereto, dove - si legge nel sito - "la suddivisione dei territori è a cura del Movimento Indipendentista Ligure: è una cartina della Liguria che prospetta come potrebbe essere una possibile divisione amministrativa con cantoni [colori diversi] e comuni [toni diversi dello stesso colore] in una Liguria ritornata libera con le sue propaggini francesi e dell'Oltregiogo. Le divisioni sono state studiate in base ai piani di bacino dei torrenti e in base alla carte storiche". I carrarmati? Bisogna prenderli in prestito dal Risiko tradizionale (Editrice giochi), come anche i dadi.

Altri due giochi - se vogliamo, con tutto rispetto, minori - dal sapore locale sono Fieschi (di Antonino Calogero, edito nel 2011 da Lanza del Vasto), gioco di carte di ambientazione medievale simile a Ramino e Scala 40 tematicamente legato alla nobile famiglia genovese alle cui vicende La Spezia è stata a più riprese vincolata, e Linea gotica (2014), wargame di Alto Comando nel cui board non può mancare La Spezia, punto occidentale dell'estrema frontiera di difesa tracciata dai nazisti nel corso della Seconda guerra mondiale.

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