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Magistrati onorari spezzini al flash mob davanti al tribunale di Massa

Molti di questi professionisti esercitano nella città toscana e hanno partecipato alla mobilitazione nazionale per le condizioni di precarietà in cui devono lavorare. In Italia alcuni magistrati onorari hanno intrapreso lo sciopero della fame.

"chiediamo solo tutele fondamentali"
Magistrati onorari spezzini al flash mob davanti al tribunale di Massa

La Spezia - Una rosa rossa, una gialla, il codice civile in mano e la toga. Sono questi i simboli adottati dai venti magistrati ordinari che questa mattina hanno organizzato un flash mob davanti al Tribunale di Massa. La maggior parte sono donne, del foro spezzino ed esercitano in provincia. La scelta della rosa rossa richiama lo sciopero del pane e delle rose, messo in atto nel 1912 dai lavoratori dell'industria tessile di Lawrence. La rosa gialla, del colore del tradimento, simboleggia il sentimento che provano i magistrati ordinari nei confronti dello Stato.
La mobilitazione di quest'oggi fa eco a quelle già organizzate in altre città italiane per rilanciare sui diritti di questa categoria "pagata a cottimo". In sostanza questi professionisti vengono chiamati nei tribunali, per emettere sentenze, prendere decisioni importanti ma senza le tutele dei "togati", ossia giudici e pubblici ministeri a tempo indeterminato, nominati mediante pubblico concorso e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
In questi giorni, sempre al tribunale di Massa, è stato depositato un documento che descrive la situazione e le iniziative portate avanti sino ad oggi hanno colto il sostegno e la piena solidarietà da parte del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Massa Carrara, dell'Associazione nazionale magistrati e Magistratura democratica. In alcune zone d'Italia, alcuni magistrati onorari hanno intrapreso anche lo sciopero della fame.
"Non chiediamo di essere equiparati ai 'togati' - spiega una magistrato onoraria spezzina che questa mattina era al flash mob - chiediamo soltanto che vengano rispettati i nostri diritti. La salute è uno di questi: io e una collega siamo state contagiate dal Covid e per la situazione che vive la nostra categoria non ci viene riconosciuta alcuna indennità. Molte di noi sono donne e sono madri. Ecco, non è prevista alcuna agevolazione per la maternità".
Nel corso della manifestazione è stato divulgato un documento che analizza tutta la situazione: " La figura del magistrato onorario è prevista dalla Costituzione, quale giudice ausiliario destinato ad affiancare i magistrati di ruolo e, con le caratteristiche attuali, è stata istituita dal legislatore sul finire degli anni novanta, al fine di inserire nell’amministrazione della giustizia soggetti che - per periodi determinati e a termine (all’inizio erano previsti tre anni rinnovabili una sola volta) - erano destinati a smaltire molto del lavoro che si accumulava nei Tribunali e a gestire in via del tutto autonoma - quali giudici di pace - la funzione di giudice unico per le cause di minor valore - si legge -. In realtà, a fronte della significativa opera prestata, della necessità di far fronte ad un continuo sovraccarico del sistema giustizia e all’utilità dimostrata da quelle figure, il termine è stato di volta in volta prorogato dal legislatore, tanto che oggi vi sono oltre 5000 magistrati onorari in servizio, alcuni dei quali ricoprono il ruolo da oltre vent'anni".

Chi sono i questi professionisti. "Si tratta in buona parte di avvocati, che non possono esercitare la professione nel circondario del tribunale ove svolgono funzioni giurisdizionali, per ovvia incompatibilità, e che sono costretti a cercare di armonizzare gli impegni professionali con il notevole dispendio di tempo ed energie che comporta il tenere udienza come magistrato per diversi giorni la settimana, redigere le sentenze, studiare i fascicoli e preparare l’accusa da sostenere in aula - prosegue la nota -. Questo perché quel legislatore che li ha prorogati per un ventennio, ha comunque ritenuto che il termine onorario lo esimesse dal corrispondere una retribuzione adeguata (viene corrisposta una indennità di 98 euro lordi ad udienza) e dal prevedere alcuna forma di previdenza e tutela giuslavoristica e che l’esercizio di una funzione essenziale come la giurisdizione potesse essere ritenuta un’attività delegabile a liberi professionisti. In realtà le funzioni svolte (del tutto sovrapponibili a quelle del giudice ordinario), l’inserimento stabile nelle tabelle organiche del Tribunale, con i conseguenti obblighi disciplinare di servizio, li rendono in tutto e per tutto dei lavoratori subordinati - che se dipendessero al privato sarebbero totalmente fuorilegge - a cui lo Stato si ostina a non riconoscere alcuna tutela".

"Ciò nonostante la Corte Europea di Giustizia abbia dapprima sollecitato una diversa disciplina e, di recente, abbia emesso un provvedimento in cui riconosce a tutti gli effetti la natura di lavoratore giudice europea al magistrato onorario e il diritto ai trattamenti che competono al lavoratore subordinato che esercita funzioni analoghe, dando altresì corso a prossima procedura di infrazione contro l’Italia. Nelle ultime settimane sono pervenuti ad analoghe conclusioni i giudici del lavoro di Napoli e Sassari ed il Tar Bologna; tuttavia il legislatore si ostina a rimanere silente e ad ignorare le pronunce dei giudici italiani ed europei (L’Inghilterra alcuni anni fa, a fronte di analoga pronuncia della Corte Europe provvide immediatamente a rivedere la disciplina dei giudici onorari, riconoscendo loro le tutele dovute). LA riforma introdotta dal ministro orlando nel 2016, destinata ad entrare a pieno regime nel corso del 2021, lascia assolutamente intatto tale paradigma e, per taluni aspetti risulta peggiorativa anche per il funzionamento degli uffici giudiziari, come hanno espresso oltre 100 presidenti di Tribunali in diversi comunicati rilasciati nei mesi scorsi, chiedendone la radicale riformulazione".

Cos'è il gettone di presenza e come funziona "Poichè il gettone di presenza di 98 euro - si legge ancora - è percepito dal magistrato onorario solo ove tenga udienza, a fronte del periodo emergenziale in atto in cui vi sono stati mesi di sospensione totale dell’attività giudiziaria e, a tutt’oggi, in molte sedi la celebrazione delle udienze procede a ranghi ridotti, per molti di loro si è praticamente azzerata ogni forma di retribuzione, così come non sussiste alcuna forma di tutela per coloro che hanno contratto il covid 19, magari proprio durante lo svolgimento del servizio".

I flash mob, da Palermo al resto d'Italia. "Per tali ragioni - conclude la nota - è in atto da alcune settimane una protesta di tutti i magistrati onorari con astensioni dal servizio e flashmob davanti ai palazzi i giustizia, che ha tratto origine dal Tribunale di Palermo, ove alcuni giudici hanno iniziato anche lo sciopero della fame , e si è estesa a tutti i Tribunali d’Italia, raccogliendo anche il sostegno espresso delle rappresentanze associative della magistratura di ruolo e degli ordini forensi, pur non avendo ricevuto ad oggi alcuna attenzione né dal governo né dal ministro della giustizia.
Anche i magistrati del Tribunale di Massa, ove sono in servizio tre giudici di Pace, dieci giudici onorari di Tribunale e nove vice procuratori onorari, aderiscono a questa iniziativa, facendo propria la protesta contro l’inerzia del legislatore".

Infine, sarebbe in fase di organizzazione anche una mobilitazione simile anche davanti al Tribunale della Spezia.


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