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Lotta all'ictus. Riconoscerne i sintomi per salvarsi

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Lotta all'ictus. Riconoscerne i sintomi per salvarsi

La Spezia - Bocca storta, debolezza degli arti, per lo più soltanto a un lato del corpo come il braccio oppure la gamba, difficoltà a parlare e capire quanto viene detto e cecità improvvisa spesso solo da un occhio oppure visione doppia. Sono i sintomi più comuni dell’Ictus e proprio oggi ricorre la “Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale”. Alla Spezia è presente l’associazione Alice che quest’anno dedica il 29 ottobre a evidenziare gli aspetti trattabili dell’ictus: dalla sua curabilità alla prevenzione, dall’importanza degli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi, alla necessità di pari opportunità nell’accesso alle cure, sottolineando come la riabilitazione sia un passo fondamentale di questo processo.
L'ictus ha origini dal latino e significa “colpo” si verifica quando uno scarso afflusso sanguigno al cervello provoca la morte delle cellule.
Qualche dato. L'ictus cerebrale determina la rapida perdita della funzione cerebrale dovuta al minor apporto di sangue al cervello. E’ una malattia grave ed invalidante, che ogni anno nel mondo colpisce tra 15 milioni di persone e rappresenta la terza causa di morte, la prima di invalidità e la seconda di demenza.
In Italia sono circa 150mila i soggetti colpiti e quelli che sono sopravvissuti, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione. Ogni anno un medico di famiglia assiste dai 4 ai 7 pazienti colpiti da ictus e deve seguirne almeno 20 sopravvissuti. L'incidenza dell'ictus è di 13 casi per 1.000 abitanti 65-84enni l'anno. La prevalenza in Italia nella popolazione 65-84enne è pari a 7,4 per cento negli uomini e 5,9 per cento nelle donne. La spesa annuale per l'assistenza all'ictus cerebrale in Italia è stimata intorno ai 3,5 miliardi di euro. Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria da Coronavirus si sono registrati in Italia e nel mondo meno accessi in ospedale per problemi cardiocircolatori. Dall’inizio della pandemia di Coronavirus, in tutto il nostro Paese, si è registrato questo calo significativo del numero degli accessi in ospedale per sintomi cardiocircolatori. La riduzione degli accessi in ospedale per problemi cardiovascolari non va interpretata come una diminuzione dell’incidenza della malattia, quanto piuttosto interpretata alla luce della paura del contagio da coronavirus, con conseguenze purtroppo molto negative proprio a danno della sopravvivenza delle persone. Non bisogna sottovalutarne i sintomi e chiamare subito il 112, i cui operatori , se del caso, provvederanno a trasferire il paziente nel Centro Ictus, che funziona anche durante la pandemia Da indagini condotte recentemente da Alice. Italia con la collaborazione del Censis su un campione nazionale di oltre 500 pazienti colpiti da un ictus medio-grave, è risultato che circa il 25% di essi non riceveva alcun trattamento riabilitativo. L’importantissima fase riabilitativa dovrebbe iniziare fin dalla fase di ricovero in ospedale e poi proseguire senza interruzioni e senza rigide limitazioni temporali nelle strutture ospedaliere a specializzazione riabilitativa e nei distretti sanitari seguendo percorso qualitativamente controllati.”
“Per questa ragione - spiega Gian Pietro Montanari presidente di Alice la Spezia- è fondamentale che le persone, in questo complesso momento, oltre a mantenere comportamenti corretti per evitare il contagio, continuino a fare attenzione ai sintomi cardiocircolatori e, quando presenti, accedano senza esitazione e paura all’ospedale, per una diagnosi precoce e perché l' accesso tempestivo alle cure è un aspetto fondamentale per la salute, nel pieno rispetto delle linee guida. Non solo ma, per le stesse ragioni, non deve essere interrotto il percorso riabilitativo presso le strutture di riabilitazione. Con queste istruzioni per l’uso vi diamo appuntamento al prossimo anno con l’augurio di poter riprendere tutte le attività abitualmente svolte dalla nostra Associazione”.

(foto: repertorio)

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