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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 20.55

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Licenziamento illegittimo, ma non c'è reintegro per la lavoratrice di Acam

Il giudice del Tribunale del lavoro ritiene il provvedimento dell'azienda eccessivo rispetto a una mancanza "complessivamente modesta" e ha deciso per il risarcimento di 21 mensilità.

L'avvocato Quber: "Protestiamo contro la Monti - Fornero"
Licenziamento illegittimo, ma non c'è reintegro per la lavoratrice di Acam

La Spezia - Una vittoria di Pirro, quella ottenuta dalla lavoratrice di Acam Ambiente licenziata alla fine dell'estate scorsa in seguito alla segnalazione effettuata dall'assessore all'Ambiente Kristopher Casati e del presidente della società Gianluigi Pagliari (leggi qui). Il giudice del Tribunale del lavoro della Spezia ha infatti emesso una sentenza che nel merito dà, di fatto, ragione alla ricorrente, definendo il licenziamento subito "sproporzionato" e "illegittimo", ma non prevede il reintegro all'interno dell'azienda, stabilendo un risarcimento di 21 mensilità. Una mazzata anche per Marco Furletti, segretario provinciale della Uiltrasporti, che sin dall'inizio si era impegnato al massimo per ribaltare in ogni modo la decisione dell'azienda di Via Picco.

La donna era stata vista da Casati e Pagliari mentre ritirava una tipologia di rifiuto non prevista nel turno di servizio e per quello era scattata la segnalazione. La donna ha sempre difeso la sua posizione, sottolineando come fosse usuale in particolari condizioni il ritiro di materiali diversi da quelli stabiliti e come ogni volta fossero stati successivamente differenziati al centro intermedio di raccolta.
A sostegno della collega il 7 novembre scorso erano scesi in piazza i lavoratori e i sindacati di Acam Ambiente (Cisl esclusa) che hanno sempre ritenuto il licenziamento un provvedimento assolutamente fuori misura.

Dopo un lungo percorso fatto anche di commissioni consiliari, udienze e audizioni delle testimonianze all'interno del Palazzo di giustizia, oggi il giudice ha comunicato di ritenere che “una compiuta valutazione della mancanza commessa dalla lavoratrice come effettivamente dimostrato in causa, porta a un giudizio di eccessività della sanzione espulsiva perché il disvalore del fatto è complessivamente modesto sia dal punto di vista obiettivo che dal punto di vista soggettivo e non è idoneo a far venire meno la fiducia del datore di lavoro nel futuro corretto adempimento delle proprie obbligazioni da parte della ricorrente e nel rispetto da parte sua dei principi di correttezza e di buona fede”. “Il licenziamento è quindi illegittimo”.

"Nonostante tali più che soddisfacenti conclusioni - afferma l'avvocato della donna, Roberto Quber - il Tribunale non ha reintegrato la lavoratrice in attività di servizio, ma ha condannato Acam Ambiente a pagare un’indennità risarcitoria. Ciò perché se il fatto esiste, anche solo parzialmente e anche se è molto lieve, il giudice non può disporre la reintegra: glielo vieta la nuova formulazione della legge 300 (lo Statuto dei lavoratori) voluta dai governi del rigore e al momento non cambiata dal nuovo governo. In altri termini: se il datore di lavoro contesta ad un lavoratore che è entrato al lavoro 5 minuti in ritardo e ciò è vero, per questo solo fatto il lavoratore può essere licenziato e, in caso di vittoria in giudizio, ottiene danaro ma non la restituzione del posto di lavoro.
Quando si diceva che avevano distrutto lo Statuto dei lavoratori, questo si intendeva.
Come avvocato studierò la sentenza, mi consulterò con la mia assistita e con il sindacato Uiltrasporti che la tutela, per valutare i margini di impugnazione della sentenza che è, come molte sentenze, corretta ed opinabile".

Quber, che al lavoro di avvocato affianca un continuo impegno politico, aggiunge: "Come uomo, profondamente colpito dal fatto che basta un nonnulla perché un lavoratore perda il posto di lavoro in cambio di un’indennità economica, agirò con tutti quelli che vogliono cambiare questa legge (per la cronaca: è la Monti - Fornero) a livello nazionale e perché gli azionisti di Acam Ambiente intervengano per evitare che venga usata per la prima volta nel territorio spezzino una delle leggi più inique contro chi lavora. Spero che con me ci siano in tanti, di tutti gli orientamenti, ma se non venisse nessuno manifesterò da solo.
Almeno sarò in pace con la mia coscienza".

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