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Le radici cattoliche del Sessantotto

di Egidio Banti

Le radici cattoliche del Sessantotto

La Spezia - Cinquant’anni fa iniziava il “Sessantotto”: un complesso fenomeno sociale, culturale, politico e di costume, destinato a divenire quasi uno spartiacque nella storia del Novecento. Ma esso, come tutti i fenomeni di quel tipo, non fu univoco, né lineare, e venne preparato, spesso sotto traccia, da una pluralità di eventi, o cause remote. In Italia, ad esempio, molto più che altrove nel mondo, la “contestazione” ebbe anche una dimensione di carattere religioso, presente all’interno del mondo cattolico. Ciò avvenne anche alla Spezia, e nei prossimi mesi potrà essere interessante discuterne. A fine novembre 1967 si tenne a Rimini, per iniziativa del locale circolo “Maritain”, un convegno nel quale, sul tema del rapporto tra cattolici e politica, si confrontarono il direttore della rivista “Questitalia” Wladimiro Dorigo, un giovanissimo Achille Occhetto e il senatore socialista Luigi Anderlini. A quel convegno, che segna in qualche modo l’inizio di un confronto molto acceso negli anni seguenti (si pensi alla “strategia dell’attenzione” di Aldo Moro così come alla “scelta socialista” delle Acli), partecipò lo spezzino Giuliano Giaufret. Con la moglie Helene e con altri amici, in gran parte provenienti dalla Fuci e da altri organismi cattolici, Giaufret aveva fondato alla Spezia il gruppo “Don Milani”. Il priore di Barbiana era morto pochi mesi prima, e quindi l’iniziativa spezzina fu una delle prime assunte nel suo nome. A suscitare interesse non era tanto, allora, la posizione pedagogica di don Milani (”Lettera a una professoressa”), quanto quella pacifista, che lo aveva portato sotto processo a Firenze per la difesa dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Il tema della pace era il vero collante dei gruppi cattolici spezzini vicini al “Don Milani”, molto fermi, ad esempio, nella condanna dei bombardamenti americani in Vietnam. Ma già da anni Spezia era stata crocevia di incontri di area cattolica tra Genova e Firenze: dal gruppo genovese della rivista “Il gallo”, con cui aveva contatti la beata Itala Mela, al vivace cattolicesimo fiorentino di La Pira, dal quale era sorto già nel 1962 il circolo di cultura “Adone Zoli”, coordinato dallo stesso Giaufret. Il Sessantotto cattolico, insomma, non fu affatto, nel tempo del dopo Concilio, un fenomeno improvviso, bensì fu preparato, anche alla Spezia, da anni di intenso dibattito.

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