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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Gennaio - ore 12.02

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Le Sentinelle in piedi ritornano: "Contro l'introduzione del reato di omofobia"

Le Sentinelle in piedi ritornano: `Contro l´introduzione del reato di omofobia`

La Spezia - Una trentina di persone hanno partecipato ieri pomeriggio in Piazzetta del Bastione alla dodicesima veglia spezzina delle Sentinelle in Piedi. Disposti a scacchiera, in silenzio, per un’ora hanno letto un libro, testimoniando in favore del valore della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e contro le leggi che promuovono l’indifferentismo sessuale e minacciano la galera a chi vi si oppone.
«Dal maggio scorso, in Italia, – ha detto il portavoce nel discorso iniziale - una convivenza tra due persone dello stesso sesso è considerata dalla legge una famiglia. Lo stralcio della stepchild adoption dal testo Cirinnà non impedisce che nel nostro paese oggi vivano bambini ordinati, prodotti e comprati, attraverso la barbara pratica dell’utero in affitto, da due adulti che strappano il bambino alla mamma.
«Tutte le politiche familiari – fiscali, abitative, scolastiche, giovanili, sanitarie etc. - dovranno essere svolte indifferentemente per le famiglie e le cosiddette unioni civili. Nobilitata per legge, l’omosessualità viene considerata utile per il bene comune, e questo dovrà essere insegnato nelle scuole. Nella legge sulla “Buona Scuola”, infatti, è entrata di diritto l’ideologia gender, che confonde i bambini violentandoli nella loro identità, e facendo credere loro che possono essere indifferentemente maschi o femmine, a prescindere dal dato di natura.
«La società è concepita come una somma di individui che hanno diritto al riconoscimento dei loro desideri, qualsiasi essi siano, al di fuori di ogni norma naturale. Tra il potere politico, che riconosce questi diritti, e le lobby che li promuovono c’è una saldatura potente, che stritola e piega chiunque si opponga. Già ora non è più possibile parlare di bene e di verità nella sfera pubblica.
«I sindaci non sono liberi di non celebrare queste unioni. Non possono appellarsi alla clausola di coscienza, poiché la pressione mediatica è tale per cui l’obiezione risulta inaccettabile.
«Il tutto mentre il reato di omofobia sta per essere introdotto attraverso la legge sul cosiddetto cyber-bullismo. E’ lo Scalfarotto che ritorna. E’ il tentativo di impedire di parlare pubblicamente di famiglia e di dire ciò che si pensa, se non è conforme al “pensiero unico”.
«Siamo in piazza per dire che tutto questo è sbagliato, perché non corrisponde al bene della persona, al bene della famiglia e al bene della società. E’ sbagliato anche se è legge. E anche se è legge, noi oggi ci alziamo in piedi.
«A chi legifera ricordiamo che annientando la famiglia si annienta la cellula prima della nostra società, si distrugge il welfare di questo paese, si schiaccia il passato e l’avvenire di tutti.
«Grazie spezzini, che siete qui in piazza per mostrare a tutti che c’è un popolo che non ha paura, e non è disposto a piegarsi a tutto questo. Siete un segno per la città e per l’Italia.
«In silenzio affermiamo la verità sull’uomo, quella pienezza che non può realizzarsi se non nella nostra stessa carne di uomini e di donne.
«Insieme, portiamo la libertà della nostra coscienza, che non si piega, perché è saldata da un’amicizia profonda, in una compagnia che già da sola è antidoto all’ingiustizia.
«In questa piazza noi siamo Sentinelle della verità, custodi del desiderio più profondo del cuore di ciascuno, quel compimento che tutti, anche le persone con attrazione omosessuale, cercano, e che non troveranno in una legge che li illude fingendo di volerli tutelare».
Dopo La Spezia, tra sabato e domenica prossima veglieranno Roma, Verona, Bolzano, Cascina. A inizio dicembre Milano e Cremona.

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